Stellantis, le preoccupazioni di Picano

Il vicecoordinatore provinciale di Fratelli d'Italia incontra il presidente Unindustria Cassino Francesco Borgomeo. Al centro del confronto: Cassino Plant e il suo indotto. Ma si parla anche delle sfide sulla mobilità sostenibile e sull'efficientamento energetico

Alessio Brocco

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo

Il management ha assicurato ai sindacati che si andrà avanti con il vecchio piano industriale. E che verranno aggiornati sul nuovo, passo dopo passo. Ma cosa ci sia dentro quel piano e quale destino avranno gli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis, nessuno lo sa. È per questo che tutte le sigle sindacali sono preoccupate. È per questo che chiedono garanzie ed una rotta precisa. (leggi qui Stellantis, niente tagli e avanti con il vecchio piano).

Il problema non è tanto di un’economia che non tira. Non è di un mercato che arranca. È di un futuro che ancora non vediamo: perché le auto come le abbiamo conosciute fino ad oggi, sulle quali fino ad oggi ci siamo spostati, sono destinate a sparire. Il motore elettrico è una realtà dalla quale non si tornerà indietro. E cambierà il modo di fabbricare le auto, di usarle, possederle. Saranno come gli smartphone di oggi: diventeranno superate e da sostituire a mano a mano che la batteria divnterà sempre meno performante.

Di tutto questo hanno parlato il presidente di Unindustria Cassino Francesco Borgomeo e l’avvocato Gabriele Picano, vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia che segue da vicino le tematiche dell’automotive e del suo futuro. (Leggi qui Stellantis, paura per Cassino: si prevede poca produzione).

I temi al centro

I marchi Stellantis

Zero politica e molta politica industriale al centro del confronto. Perché la crisi morde le caviglie e sullo sfondo c’è lo spauracchio dello sblocco dei licenziamenti (30 giugno). Le possibili ripercussioni sul territorio sono drammatiche. La posta in palio è alta e la partita coinvolge inevitabilmente la parte politica.

Occupazione, ma anche sviluppo e mobilità sostenibile. Sono queste le sfide per un futuro non più così lontano. La preoccupazione esiste e porta con sé le domande. Ci sarà da parte dello Stato la capacità di tessere una strategia per l’automotive? Ci sarà un piano energetico di carattere nazionale? E ci saranno soluzioni in grado di allontanare le preoccupazioni del territorio? La risposta passa tutta dalle prossime mosse e, soprattutto, dall’unità di intenti che mondo imprenditoriale, sindacale, associazioni ed esponenti politici sapranno mettere in campo per fare il bene del territorio.

“Una visita istituzionale – ha affermato Gabriele Picano – in cui ho voluto mettere al centro della discussione alcune situazioni di preoccupazione dopo aver recepito le istanze del territorio. A partire dal tema legato alla salvaguardia occupazionale. Cassino Plant e il suo indotto rappresentano, infatti, una parte considerevole del tessuto economico del Cassinate e del Lazio meridionale. Il modo di fare le auto sta cambiando. Proprio il mondo dell’industria deve dirci come ed in che modo la politica può essere efficace. Non dimentichiamo che siamo arrivati al 2020 solo grazie ad una politica industriale costruita in maniera lungimirante anche dai nostri rappresentanti che siedevano in parlamento europeo. Furono loro a scrivere l’Agenda Cars 2020. Ora tocca a noi andare oltre”.

Durante l’incontro si è parlato molto anche di ammodernamento degli stabilimenti e delle sfide e degli obiettivi sulla mobilità sostenibile e sull’efficienza energetica, indispensabili per essere all’avanguardia a livello internazionale.

La sfida della mobilità sostenibile

La nuova mobilità sostenibile è una sfida straordinaria. È un’area di crescita importante per i prossimi venti anni. Noi la approcciamo con la preoccupazione che uno stabilimento possa andare in crisi. Ma in tutto il resto del mondo si guarda alla mobilità sostenibile come la più grande opportunità di sviluppo che c’è”.

Era dicembre 2020 e Francesco Borgomeo, da meno di un mese, era stato nominato come nuovo presidente Unindustria dell’area comprensoriale di Cassino e tra i temi messi immediatamente al centro del dibattito c’era – e c’è tuttora – quello della mobilità sostenibile.

“Dobbiamo anche noi entrare mentalmente in questa logica. Perché anche noi qui abbiamo qualità delle risorse umane e qualità degli investimenti fatti. Il cambiamento epocale della mobilità verso l’elettrico, verso il green, ci deve trovare protagonisti”. (leggi Borgomeo punta verso l’era dell’automotive sostenibile).

Gli scenari economici industriali legati all’automotive e alla mobilità sostenibile restano, dunque, un elemento chiave per la Ciociaria. E continuano a tenere banco. Così come gli scenari per Stellantis. Le ultime hanno visto l’azienda viaggiare verso la rotta tracciata dal piano industriale di due anni fa. Ma con un occhio rivolto al nuovo, il primo dalla fusione di Fca con Psa.

Quadro che era emerso dopo l’incontro tra le organizzazioni sindacali del settore e i vertici aziendali. Un confronto a tutto campo tra le parti non definitivo e destinato ad aggiornarsi a maggio.

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