Bella ed impossibile: la Serie B si scopre “mangiallenatori”

Lunedì nero per le panchine: esonerati 4 tecnici quando si sono giocate solo 6 giornate. Approfittando anche della sosta, Benevento, Como, Perugia e Pisa hanno cambiato per cercare la svolta. Mai tanti avvicendamenti nelle ultime 10 stagioni ma l’alta competitività del campionato ha imposto la sterzata per non fallire gli obiettivi. La novità-Cannavaro (quarto campione del mondo in lizza), Frosinone in controtendenza

Alessandro Salines

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Forse perché è troppo bella e quindi molto esigente. Forse mancano anche pazienza ed una programmazione equilibrata. E’ una Serie B comunque spietata. Che non perdona e non aspetta nessuno. Un tritacarne. Il campionato cadetto più avvincente degli ultimi anni si scopre mangiallenatori.

Nel giro di poche ore sono stati esonerati 4 tecnici: un record dopo 6 giornate. A questi bisogna aggiungere i 2 cambi avvenuti prima dell’inizio del torneo al Palermo ed al Sudtirol. Nelle ultime 10 stagioni non era mai accaduto. Al massimo si era arrivati ai 3 avvicendamenti nel 2018-2019 avvenuti tra il terzo ed il sesto turno.

Cercasi disperatamente una svolta

Luca D’Angelo è tornato al Pisa dove ha sostituito Rolando Maran

Hanno cambiato allenatore Benevento, Como, Perugia e Pisa. Malgrado si siano disputate solo 6 giornate, le società non hanno voluto attendere altro tempo: la frenesia tipica del calcio e la paura di fallire gli obiettivi hanno preso il sopravvento. E sicuramente ha influito anche un campionato altamente competitivo ed equilibrato dove nessuna partita è scontata.

Quindi bisogna essere pronti e preparati. Alzare l’asticella costi quel costi. Non bisogna trascurare inoltre la sosta: la pausa per le nazionali ha accelerato i cambi per cercare la svolta. In questo modo i nuovi tecnici avranno qualche giorno in più per lavorare con i nuovi giocatori.

E’ pur vero che cambiare allenatore dopo poco più di un mese significa rinnegare il lavoro effettuato in estate in sede di programmazione della stagione e gravare il bilancio di altri costi (a libro paga, oltre al nuovo tecnico ed al suo staff, restano il vecchio allenatore e i collaboratori). Ma evidentemente prevalgono altre ragioni. Una promozione in Serie A per certe squadre e la permanenza in B per altre possono diventare vitali.

Risultati deludenti e non solo 

Fabio Caserta esonerato dal Benevento

A Benevento ad esempio i rapporti tra il presidente Oreste Vigorito ed il tecnico Fabio Caserta erano già tesi. Le 2 sconfitte di fila (Cagliari e Brescia) ed i 7 punti in 6 partite sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

E così è arrivato il licenziamento di Caserta e l’avvento di Fabio Cannavaro, quarto campione del mondo del 2006 in Serie B dopo Fabio Grosso, Pippo Inzaghi e Gigi Buffon. Un tecnico di grande suggestione anche se privo di esperienza in Italia avendo allenato soltanto in Cina.

Moreno Longo e Pippo Inzaghi

Il Como invece ha scelto l’ex canarino Moreno Longo per sostituire Giacomo Gattuso che ha avuto problemi di salute e aveva fatto un passo indietro già da qualche settimana lasciando il timone al vice Max Guidetti.

I lariani, malgrado gli investimenti e l’arrivo di giocatori importanti (su tutti Fabregas, Cutrone e Baselli), sono penultimi con 3 punti e non hanno neppure vinto una gara. Longo dovrà rialzare il Como cercando di soddisfare le grandi ambizioni di una società ricca.

Fabrizio Castori licenziato dal Perugia (Foto Ianuale)

Nel tritacarne ci è finito persino un vecchio lupo di mare come Fabrizio Castori che ha pagato la sconfitta nel derby con la Ternana ed i pochi punti (4) conquistati. Il Perugia si è affidato a Silvio Baldini che quest’estate si era dimesso dal Palermo dopo la promozione.

Stesso discorso più o meno a Pisa dove un tecnico esperto come Rolando Maran non è riuscito a trovare la quadra in una formazione reduce dalla finale playoff. Richiamato Luca D’Angelo che dovrà risollevare i nerazzurri ora ultimi con la miseria di 2 punti.

Quattro cambi alla sesta: un primato

Eugenio Corini, tecnico del Palermo

Negli ultimi 10 campionati di Serie B mai c’erano stati 4 avvicendamenti dopo 6 giornate. Anzi se si considerano anche gli addii di Silvio Baldini dal Palermo e Lamberto Zauli dal Sudtirol prima dell’inizio del campionato, sono addirittura 6. Tra l’altro i 4 esoneri sono tutti arrivati lo stesso giorno (lunedì): un aspetto davvero singolare.

La stagione scorsa ad esempio avevano cambiato 2 squadre: il Pordenone alla seconda (Rastelli per Paci) ed il Vicenza alla quinta (Brocchi per Di Carlo). Nel 2019-2020 il primo esonero c’è stato alla settima: Baroni per Rastelli alla Cremonese.

Per avvicinarsi ai 4 esoneri bisogna tornare indietro al 2018-2019 (3 esoneri da parte di Brescia, Carpi e Palermo con Corini, Castori e Stellone al posto di Suazo, Ghezzi e Tedino) e addirittura al 2013-2014 (sempre 3 cambi con Latina, Palermo e Cesena che hanno sostituito Auteri, Gattuso e Campedelli con Breda, Iachini e Bisoli). Insomma un campionato che si preannuncia difficile per gli allenatori che nel calcio sono i primi e quasi sempre gli unici a pagare gli scarsi risultati.

Il Frosinone in controtendenza

Fabio Grosso (Foto: Mario Salati / Alessioporcu.it)

Dopo l’esonero di Gattuso del Como, Fabio Grosso è diventato il secondo allenatore con maggiore militanza (1 anno e 5 mesi) nella stessa squadra. Solo Cristiano Lucarelli siede sulla panchina della Ternana da più tempo (2 anni e 1 mese).

Quest’estate 8 club hanno scelto la continuità a partire proprio dal Frosinone. Erano stati confermati poi Michele Mignani (Bari), Fabio Caserta (Benevento), Giacomo Gattuso (Como), Alexander Blessin (Genoa), Attilio Tesser (ha riportato in Serie B il Modena), Roberto Venturato (Spal), Edoardo Gorini (Cittadella) e Cristiano Lucarelli (Ternana).

Mister Pierpaolo Bisoli

Undici invece i nuovi tecnici. Cristian Bucchi (Ascoli), Pep Clotet (Brescia), Pippo Inzaghi (Reggina), Fabio Liverani (Cagliari), Ivan Javorcic (Venezia), Fabio Pecchia (Parma), Rolando Maran (Pisa), Davide Dionigi (Cosenza), Fabrizio Castori  (Perugia). La matricola Sudtirol ha sostituito Javorcic prima con Lamberto Zauli e poi alla vigilia del debutto con Pierpaolo Bisoli. Stesso discorso al Palermo: confermato Silvio Baldini che però si è dimesso dopo il ritiro lasciando la panchina ad Eugenio Corini.

Bella ed impossibile.

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