Il colpo di scena di Rossella: riportare il Carroccio in Comune

Ultime ore per risolvere la crisi. Poi le dimissioni e tutti a casa. Altrimenti ci sarebbe un anno di commissariamento. Rossella Chiusaroli tesse la tela con la Lega per ricucire lo strappo. E creare così un asse del dissenso interno. Con cui 'controllare' il sindaco

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

L’ultimo colpo di teatro vuole portarlo in scena Rossella Chiusaroli. La capogruppo di Forza Italia sogna di dichiarare la fine della crisi al Comune di Cassino consegnando al sindaco Carlo Maria D’Alessandro una maggioranza nuova. Riportando in Giunta la Lega che ne è uscita ormai da oltre un anno.

Se le riuscisse l’opera di ricucitura, Rossella Chiusaroli costruirebbe degli equilibri politici del tutto diversi. Attuando una saldatura tra la sua ala dissidente di Forza Italia ed il Gruppo leghista che proprio per le divergenze amministrative con il sindaco era uscito dalla maggioranza. In pratica, un asse del dissenso interno con il quale ridurre i margini all’ala lealista di Forza Italia. E rendere più ridotti i margini politici del vice responsabile nazionale Enti Locali Mario Abbruzzese.

Gli incontri con gli esponenti della Lega sono in corso da alcuni giorni. Il Carroccio non è entusiasta dell’idea di un rientro in maggioranza: perché non ha nessun motivo per rientrare, non ha ottenuto nemmeno una delle cose che chiedeva al sindaco. Ma potrebbe farlo. E senza nemmeno perderci la faccia. Perché un asse del dissenso interno darebbe alla Lega quel peso specifico che non si è mai vista riconoscere da Carlo Maria D’Alessandro.

L’aperitivo con Dino

Nella mattinata di ieri poi il sindaco e l’assemblatore politico della sua maggioranza Mario Abbruzzese, hanno incontrato un altro dei dissidenti: il presidente del Consiglio Comunale Dino Secondino. Nei giorni scorsi si erano visti a cena.

Si lavora per allargare e rendere percorribile già nelle prossime ore la piccolissima breccia aperta all’inizio della settimana. Quella per giungere ad una ‘verifica programmatica‘ in cui operare un azzeramento di fatto della giunta come chiesto dai dissidenti, senza però chiamarlo azzeramento e salvando a tutti la faccia. (leggi qui Verifica politica e poi soluzione alla crisi. I 4 fatti che riaprono le trattative).

Il problema a questo punto non sono i nomi. Sono gli equilibri. Ed il peso che ciascuno può esercitare nell’amministrazione D’Alessandro.

Il riequilibrio

Proprio per questo si sta lavorando ad un riequilibrio. Che parte dall’ipotesi di spacchettamento della delega ora nelle mani di Franco Evangelista, scindendo i Lavori Pubblici dalla Manutenzione. Una delle due competenze andrebbe ai dissidenti, i quali si riservano di nominare un assessore esterno.

Loro non prederebbero direttamente la delega per due motivi: A) se lo facessero ci perderebbero la faccia davanti alla città che potrebbe accusarli di avere tenuto in scacco l’amministrazione solo per avere una poltrona; B) se uno di loro diventasse assessore, dovrebbe dimettersi da consigliere ed a quel punto il sindaco potrebbe revocargli sui due piedi il mandato in giunta e spedirlo a casa. Troppo rischioso.

Si lavora poi al rientro di Fratelli d’Italia in modo da dare un maggiore tasso politico a questa amministrazione, diventato poco alla volta in Monocolore Abbruzzese.

Ma il vero colpo di scena sarebbe il rientro della Lega. Perché costruito all’esterno della sala del sindaco. Realizzando una federazione degli avversari interni davanti alla quale Carlo Maria D’Alessandro dovrebbe riflettere bene.

Le lancette della crisi

Le lancette della crisi vanno avanti ed il tempo rimasto è poco. Perché in serata scatta il termine ultimo per dimettersi e determinare lo scioglimento dell’amministrazione con il ritorno alle urne già nella prima finestra utile: a cavallo tra primavera ed estate. Con una campagna elettorale lampo, simile a quella seguita alle dimissioni con cui ad Anagni è caduta l’amministrazione di Fausto Bassetta. E dopo tre mesi è salito in municipio Daniele Natalia.

Andando oltre si aggancerebbe la finestra elettorale successiva: tra un anno. Nel corso del quale la città verrebbe amministrata da un Commissario. Un quadro che né i dissidenti né i lealisti desiderano ammirare.

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