“Houston, abbiamo un problema”: i Cinque Stelle scoprono i livelli locali della politica

Foto: copyright Raffaele Tomei

Luigi Di Maio lunedì prossimo parlerà ai senatori e ai deputati pentastellati. Con questo imperativo: “Migliorare la presenza del Governo e dei parlamentari sul territorio”. Era ora…

La ricetta del capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio è semplice: “smetterla di presentarci dove non siamo pronti”. Che è un pò la trasposizione politica di certe scelte amministrative come quella del no alle Olimpiadi a Roma. Non provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo, oppure a provare a vincere una “missione impossibile” (la politica è fatta anche di questo). Non presentarsi è meglio che partecipare.

In un Movimento che basa quasi tutto sulla comunicazione ci sta. Luigi Di Maio ha detto: “Pensate a come abbiamo affrontato le politiche. Apertura a nuovi mondi con gli uninominali e la squadra di governo portandoci dentro tante competenze, coinvolgendo persone del mondo accademico, scientifico, delle forze dell’ordine, dell’imprenditoria e incontrando quotidianamente un’impresa per ascoltare i problemi veri delle persone. Anche le elezioni amministrative vanno affrontate con strategia e rigore”.

Nelle prossime settimane ci sarà la presentazione agli iscritti delle proposte da sottoporre a consultazioni online. Viene posto il tema dell’organizzazione nazionale e locale, dell’apertura ai mondi con cui sui territori non si è mai parlato a partire dalle imprese. Cioè proprio quelle che dal primo giorno di governo gialloverde hanno dato la loro disponibilità per costruire insieme un percorso di sviluppo del Paese, dei territori, della provincia di Frosinone. Ma sono state trattate da nemico e non da interlocutore. Il vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe ha dato la disponibilità dal primo minuto e senza indugi. (leggi qui Stirpe suona la sveglia al Governo: «Basta tweet e posizioni plateali, si passi a cose concrete»)

Lunedì prossimo Luigi Di Maio parlerà anche ai parlamentari pentastellati. Di questo tema all’ordine del giorno: “Migliorare la presenza del Governo e dei parlamentari sul territorio”. In questo caso Di Maio ha toccato il punto nodale, perché i Cinque Stelle sul territorio non ci sono. O perlomeno non si vedono. Prendiamo la provincia di Frosinone, che pure esprime tre deputati: Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Dall’area di crisi al futuro dello stabilimento Fca del cassinate i pentastellati non hanno lasciato alcun segno. Per non parlare della rappresentanza negli enti locali: soltanto sei consiglieri comunali nei 91 paesi della provincia.

Non è un caso che il capogruppo pentastellato al Comune di Frosinone Christian Bellincampi ieri sera durante A Porte Aperte su Teleuniverso (leggi qui M5S di lotta e di Governo: Bellincampi annuncia: «Patto con un candidato e voto alle Provinciali») abbia salutato l’annuncio di Luigi Di Maio con un “Finalmente“. Finalmente perché il movimento nato come formazione liquida e di massa si è trasformata poco alla volta in una piccola élite asserragliata nella torre d’avorio: distante dai cittadini subito dopo avere incassato l’elezione.

Questa assenza dai territori, spiega il fatto che poi alle Comunali il M5S non elegga consiglieri. E neppure un sindaco in tutta la provincia di Frosinone. Finalmente il capo dei Cinque Stelle si è accorto di un nervo scoperto vero. “Houston, abbiamo un problema”. Meglio tardi che mai.

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