Codice De Angelis: «Fantini e i giovani siano rivoluzionari»

Il leader di Pensare Democratico disegna i confini della svolta. «Basta parlare di candidature, abbiamo esagerato. Serve la politica»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Li voglio rivoluzionari». Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico, non usa mezzi termini. Il riferimento è alla prossima segreteria provinciale del Pd. Venerdì l’assemblea provinciale, composta da 160 membri, proclamerà Luca Fantini segretario. Terminata la fase dei congressi dei 74 circoli, ora si tratta di compiere il passo finale. (leggi wqui Pd, finiti i congressi dei 74 circoli: inizia l’era Fantini).

De Angelis da novembre ripete che questo congresso deve rappresentare una svolta, finalizzata al superamento delle correnti. Missione chiaramente impossibile, ma, come si dice? Mira alla luna, male che va atterrerai tra le stelle.

La prospettiva è cambiata

LUCA FANTINI

Argomenta Francesco De Angelis: «Siamo in una fase cruciale. Bisogna ricostruire il partito, radicarlo sul territorio. Non perché non sia stato fatto in questi anni, ma perché è cambiata la prospettiva. E dobbiamo farci trovare pronti ad affrontare le nuove sfide. E poi diciamo la verità: basta con il pensare sempre e soltanto alle prossime candidature, a chi concorre per la Camera o per il Senato e chi per la Regione».

Continua De Angelis: «Mi auguro che Luca Fantini e le donne e gli uomini che comporranno la segreteria politica sappiano trasmettere a tutti quell’entusiasmo e quella passione che soltanto i giovani hanno. Puntando sui valori, che ancora oggi possono fare la differenza. Come partito abbiamo bisogno di riconquistare quei voti che abbiamo perso in questi anni, ad ogni livello. Attraverso il consenso e le idee».

Abbiamo esagerato

SIMONE COSTANZO, FRANCESCO DE ANGELIS, ANTONIO POMPEO FOTO © GIORNALISTI INDIPENDENTI

Non tutto è in discesa. Anzi. «Se vedo un problema? Certo che lo vedo. Vale a dire un Pd troppo legato alle istituzioni. Abbiamo esagerato. Davvero. A tutti dico: basta. Basta con il concentrarsi esclusivamente sulle “caselle”, sulle vicende amministrative, sugli spazi da occupare. Basta pure con la sola gestione amministrativa, pur importante. Abbiamo bisogno di recuperare la politica. Perché tutta questa roba ci ha allontanato dal Paese reale».

Proprio per questo il compito del nuovo Segretario politico provinciale non sarà semplice. «A Luca Fantini il compito di dare una “strambata” forte, di cambiare la narrazione, di riaccendere gli entusiasmi. Io da novembre ripeto che è fondamentale lasciare spazio ai giovani, alle loro idee “rivoluzionarie”. Noi possiamo certamente mantenere un ruolo importante, ma un passo indietro per quanto riguarda la gestione del partito. Ho immediatamente tolto Pensare Democratico dalla competizione congressuale. E infatti abbiamo aperto una stagione sganciata dalle impostazioni correntizie».

Una nuova classe dirigente

FRANCESCO DE ANGELIS

Argomenta ancora Francesco De Angelis: «Soltanto una nuova classe dirigente può ricostruire il Partito e radicarlo sul territorio in modo adeguato ai tempi. A tutti ricordo che le istituzioni, i posti e le cariche passano. Si tratta di situazioni transitorie. Il Partito invece resta, è la cosa più importante. E dobbiamo conservarlo, migliorarlo, potenziarlo. Ma adesso deve “guidare” Luca Fantini e bisogna lasciarlo libero. Il Partito Democratico ha il dovere di essere forte, autorevole e credibile. Non soltanto quando e dove è al Governo, ma anche quando e dove è all’opposizione».

L’esegesi del messaggio

La traduzione del messaggio politico che Francesco De Angelis ha inviato all’interno del Partito è chiaro. E così traducibile: “Luca Fantini va lasciato libero di lavorare alla guida del Partito”.

Su un altro versante del dibattito interviene Maria Paola D’Orazio, consigliere comunale di Sora, consigliere nazionale nazionale Anci ed esponente di spicco dell’area che fa riferimento ad Antonio Pompeo, vale a dire Base Riformista.

ANTONIO POMPEO CON MARIA PAOLA D’ORAZIO

Rileva Maria Paola D’Orazio: «Stefania Martini può ricoprire il ruolo di presidente provinciale del Partito meglio di chiunque. Intanto per le capacità. Ma credo anche che sia importante destinare ad una funzione del genere tutto l’impegno possibile. Stefania Martini non ha in questo momento cariche istituzionali. Non sono l’unica a pensarla in questo modo. Inoltre c’è un’altra considerazione da fare: in un Partito come il nostro è importante che le donne ricoprano ruoli delicati e importanti. Sostengo con forza l’opzione di Stefania Martini presidente provinciale del Partito».

Gli equilibri

FRANCESCO DE ANGELIS ED ANTONIO POMPEO

Alla componente di Pompeo toccherà indicare sia il presidente che il vicesegretario, ruolo quest’ultimo per il quale in pole position sembra esserci Paolo Renzi. Tornando alla presidenza, sembra ormai fatta per Stefania Martini. Oltre all’endorsement esplicito di Maria Paola D’Orazio, c’è da tempo anche quello di Fabio Di Fabio.

Le altre due cariche saranno invece appannaggio di Pensare Democratico di Francesco De Angelis. Vale a dire il tesoriere e il responsabile dell’organizzazione del Partito. Attualmente i ruoli sono ricoperti, rispettivamente, da Vittorio Save Sardaro e Alessio Gentile. Le prossime ore saranno decisive per capire se l’orientamento è quello della conferma oppure della novità. Ma cambierà poco.

La relazione Fantini

LUCA FANTINI

Luca Fantini, segretario regionale dei Giovani Democratici, è uno dei fedelissimi di Nicola Zingaretti. Raccoglierà il testimone da Domenico Alfieri, che ha gestito un lungo periodo (da gennaio 2018 ad oggi) per nulla semplice.

Luca Fantini sta lavorando sia alla relazione politica con la quale presenterà la sua candidatura venerdì che alla composizione della segreteria politica. Peraltro è proprio dal profilo della segreteria che si capirà che tipo di gestione politica vorrà dare Luca Fantini al Partito. Sempre venerdì verrà nominata la Direzione Provinciale, composta da 80 membri.

Si chiuderà così una stagione lunghissima, interrotta il 5 marzo scorso a seguito dell’esplosione dell’emergenza Covid. A settembre l’election day, con comunali, regionali (che però non riguarderanno il Lazio) e il referendum che prevede il taglio di 345 seggi parlamentari. Insomma, si partirà con il botto.

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