Elezioni, il grande bluff del ticket: Di Rollo, Spilabotte e Mandarelli ballano sole

La doppia preferenza di genere: siamo passati dalle 'quaterne' della prima Repubblica ai tandem dei giorni nostri. Ma funzioneranno? Ecco qualche perplessità

La novità delle prossime elezioni regionali è rappresentata dalla possibilità dell’opzione di genere. Cioè di poter esprimere due voti, per un uomo e per una donna.

Lo chiamano ticket oppure tandem. Ma funzionerà? Nessuno ci crede davvero. Intanto perché mai come in questa occasione serve consolidare la propria posizione e poi è impossibile “trasportare” per intero i propri voti.

 

Nel Partito Democratico l’assessore Mauro Buschini ha tutto l’interesse politico a fare il pieno. Perché dovrebbe favorire una crescita elettorale di Sara Battisti, vicesegretario provinciale del partito?

Discorso solo in parte diverso per il segretario Simone Costanzo, ma perché Barbara Di Rollo è l’esponente di punta di un gruppo importante, soprattutto nel cassinate, quello di Francesco Mosillo.

Dopo la delusione (incassata con signorilità disarmante) della presidenza della Saf, Barbara Di Rollo cercherà di ottenere un risultato importante, indipendentemente da Costanzo.

 

Ma è nell’area di Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi che l’ipotesi del ticket mostra tutti i suoi limiti. Marino Fardelli è consigliere uscente e dunque si ripresenterà. Ma con chi? Con Barbara Caparrelli come vuole Scalia o con Francesca Cerquozzi come desidererebbe invece Pilozzi? Esempio di un tandem per garantire gli equilibri  politici.

 

Negli altri partiti non cambia molto e non si vede chi e per quale motivo dovrebbe presentarsi, per esempio, con Pasquale Ciacciarelli, Gianluca Quadrini, Silvio Ferraguti.
L’unica “azzurra” in grado di poter centrare un’elezione importante è Alessandra Mandarelli, che giocherà in proprio. Magari con il sostegno di Nicola Ottaviani.

Mentre nel Pd Maria Spilabotte cerca la conferma al Senato. In splendida solitudine.

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