Chiarimento in Comune: il vicesindaco si dimette

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Chiarimento politico tra sindaco e vice dopo i 5 voti mancati nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale. Antonio Scaccia, per coerenza si dimette. Ma non c'è rottura. Confermate le altre deleghe

Ha giocato d’anticipo. È andato al Protocollo ed ha rassegnato le dimissioni restituendo la fascia da vicesindaco di Frosinone. Antonio Scaccia lo ha fatto impedendo così agli altri di agire: chiedergli indietro quella delega.

La mossa d’anticipo

Nicola Ottaviani e Antonio Scaccia

Il vicesindaco è entrato nella stanza del sindaco Nicola Ottaviani intorno alle 13. Hanno avuto un confronto: oltre la porta nessuno ha sentito né strilli né voci alte. Alle 13.30 Antonio Scaccia ed il sindaco hanno raggiunto il protocollo e le dimissioni sono diventate ufficiali.

La motivazione scritta sul foglio dice che “l’attribuzione in questione venne conferita ed accettata a termine”. Che significa? Vuole dire che nell’accettare la carica, Antonio Scaccia aveva preso l’impegno morale di mantenerla per un anno; l’ha tenuta per 22 mesi. ha ritenuto che fosse arrivato il momento di onorare l’impegno. Ma è un pretesto.

Scaccia ha restituito la delega per coerenza. A reclamarla potevano essere in due: il sindaco Nicola Ottaviani ed il capogruppo del Polo Civico Gianfranco Pizzutelli. Entrambi con una buona motivazione politica. Il primo poteva chiedere ad Antonio Scaccia di fare un passo indietro dopo lo scontro silenzioso avvenuto in aula durante l’ultimo consiglio comunale: quando sono mancati 5 voti alla maggioranza ed ha rischiato di andare sotto sull’elezione del presidente dei Revisori dei Conti. (leggi qui L’Ottaviani instabile sul Carroccio).

La delega di Scaccia non si riassegna

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È di questo che hanno parlato prima di andare al protocollo. Ma quelle dimissioni non sono un gesto di rottura, nemmeno un atto di sfida. Sono un atto dovuto. Nicola Ottaviani e Antonio Scaccia ristabiliscono così i ruoli: il sindaco rivendica il suo ruolo di capo dell’amministrazione, Scaccia rivendica il suo diritto di non appiattirsi sulle posizioni del sindaco pur senza mettere in discussione la fiducia.

C’è un segnale a dare l’esatta dimensione delle cose. Antonio Scaccia resta assessore e mantiene tutte le altre deleghe esclusa a quella di vicesindaco. Se ci fosse stata una rottura verticale, Nicola Ottaviani avrebbe potuto revocare la fiducia al suo assessore. Cosa che non è avvenuta.

Inoltre, dai corridoi giurano che la delega di vice sindaco non verrà assegnata ad altri. Ufficialmente, Ottaviani la ridarà quando sarà terminata l’emergenza Covid. Di fatto si arriverà a ridosso dell’avvio della campagna elettorale per scegliere il successore del sindaco.

La mossa d’anticipo compiuta da Antonio Scaccia disinnesca anche le tensioni con il Polo Civico. I rapporti si sono allentati e quella delega competeva proprio all’alleato. Scaccia l’ha tenuta ben più a lungo di quanto era stato pattuito. Restituendola ha eliminato la possibilità che ci fosse un motivo del contendere.

L’accelerazione del processo di restituzione, è stato utilizzato come pretesto. Ma la realtà è che ora Nicola Ottaviani torna il padrone assoluto della sua maggioranza.

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