Tutti a cena all’Edra per sperare di tenere unita la maggioranza

La cena di Forza Italia ieri sera all'Edra di Cassino. Chi c'era. Cosa hanno mangiato. Cosa si sono detti. La strategia politica per i prossimi giorni. E quella amministrativa per i prossimi mesi. Sperando che la Lega...

Si sono visti all’ora di cena all’Edra di Cassino. Il menù è stato leggero: antipasto, risotto con zucchine e gamberi, una fritturina con insalata, macedonia alla fine. Quello politico è stato un po’ più gustoso per il sindaco Carlo Maria D’Alessandro ed i suoi commensali.

 

Presenti & assenti

Intorno al tavolo c’erano consiglieri ed assessori di Forza Italia della sua maggioranza: il presidente d’aula Dino Secondino in pantalone e giacca sportivi, la capogruppo Rossella Chiusaroli in nero con un pantalone a gamba larghissima e così lungo da rendere impossibile la vista dell’inseparabile tacco 12. L’assessore Dana Tawinkelova con il jeans e le Converse bianche d’ordinanza su una camicia a fiori Il consigliere Gianrico Langiano è stato l’unico ad indossare l’abito, con giacca e pantalone in grigio, sotto una camicia bianca con cravatta amaranto. Più informali Franco Evangelista e Gianluca Tartaglia.

A tavola anche il vice responsabile nazionale degli Enti Locali del Partito, Mario Abbruzzese: camicia bianca e jeans, per una volta ha rinunciato al calzino colorato, c’era nonostante continui a giurare in ogni modo ed in qualunque sede che lui non ha alcunché da spartire con l’amministrazione comunale di Cassino. A completare il tavolo, il presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli in giacca e jeans.

 

Niente rimpasto nel pasto

Carlo Maria D’Alessandro non ha parlato del rimpasto che sta per mettere in atto. Non l’ha fatto per non far trapelare dettagli. ma soprattutto perché non ha la certezza di poterlo fare. E lo scopo politico della cena sta tutto lì: capire se ci sono i numeri per andare avanti, serrare i ranghi in vista delle prossime scadenze.

Il sindaco non ha nascosto che il momento è delicato. Ma giura che è possibile uscire dalle secche. Ed indica la rotta: da settembre avviare una campagna mediatica positiva, sottolineando tutte le cose che vengono fatte.

Insomma: quel poco che si riesce a fare vendiamocelo bene.

La comunicazione è un nervo scoperto. Lo dice Mario Abbruzzese a commensali quando avverte: «la nostra rovina è AlessioPorcu.it, dovete finirla di fare la corsa per raccontargli tutto quello che facciamo».

Due dei commensali si passano un messaggino su whatsApp: “Lui è il primo a passargli le notizie. A noi nemmeno ci fa sapere che viene Tajani a Cassino per paura che ci parliamo“.

 

Il convitato sul Carroccio

A pensare che il problema non sia la Comunicazione bensì la sostanza politica ed amministrativa dei fatti è la Lega. Che continua a cingere d’assedio l’amministrazione D’Alessandro.

Aspettano venerdì per dirlo con chiarezza al sindaco. La loro sarà l’ultima delegazione che Carlo Maria D’Alessandro incontrerà prima del rimpasto. Ci saranno il coordinatore provinciale ed ex vice sindaco Carmelo Palombo, con i consiglieri Robertino Marsella, Claudio Monticchio e Lello Valente).

Gli hanno preparato un elenco delle promesse non rispettate. Esattamente come aveva anticipato nei giorni scorsi su queste colonne il Conte della Selvotta (leggi qui Rossella in fuga con lo zio verso la Provincia. E la Lega conferma il no).

Tanto per rinfrescare la memoria:

  • un accordo preelettorale disatteso;
  • un accordo per le passate provinciali (abbiamo votato Anselmo Rotondo e Claudio Monticchio doveva essere nominato vice presidente del Consorzio dei servizi sociali), un altro accordo disatteso;
  • il progetto sicurezza disatteso;
  • mancata nomina di due cacciatori su 4 nella commissione provinciale;
  • niente l’incarico per la privacy (incarico dato alla moglie del sindaco di Roccasecca);
  • nessuna riunione politica sul Cosilam, e così sulla Saf (chi ha deciso di votare si al bilancio senza informare la maggioranza? Dicono quelli della Lega di Cassino:”Come facciamo a fidarci ancora di M.A. e di CMD’A”).
  • Conclusione: nessun rientro in maggioranza e nessun assessore.

Risultato di venerdì: la Lega non rientra in maggioranza. Non in questa fase. Il braccio di ferro continua. Le truppe di Francesco Zicchieri rinunciano all’uovo oggi per provare a prendere tutto il pollaio domani, schierando un loro candidato a sindaco.

 

Gli altri in agenda

Prima di vedere la delegazione del Carroccio, Carlo Maria D’Alessandro domani vedrà la delegazione di Fratelli d’Italia (Enrico Iemma, Chiara IadecolaAngela Abbatecola, Rosario Franchitto Gabriele Picano, ). Nel pomeriggio poi ha appuntamento con il coordinatore regionale Alfredo Pallone e gli esponenti di Noi con l’Italia: Antonio Valente e Maria Iannone.

Gli esponenti delle liste civiche sono quasi tutti professionisti pieni di impegni di studio. Per questo li vedrà a cena giovedì sera: l’ex vice sindaco Benedetto Leone, il presidente del Foro Giuseppe Di Mascio, i consiglieri Carmine Di MambroAngelo Panaccione e Alessio Ranaldi.

 

La strategia di Mario

Il primo tassello dell’intera operazione è però Forza Italia. Per questo Mario Abbruzzese ha voluto che fosse la prima ad incontrare il sindaco.

La strategia è l’unica possibile. L’unica speranza di sopravvivenza è quella di tenere tutti, ricucendo le tensioni dei mesi scorsi nate dagli scontri dialettici con Franco Evangelista e con Rossella Chiusaroli.  Poi: confidare nelle divisioni del centrosinistra che fino ad oggi non ha mandato segnali di unità direttamente dal campo dell’aula consiliare, sperare che le divisioni continuino anche al momento di arrivare alla candidatura.

Il terzo step: sperare che il Movimento 5 Stelle non trovi un candidato credibile. Il quarto: all’ultimo momento aprire un serio tavolo di trattativa con al Lega. Nel quale giocarsi tutto. Perché sarà quello il vero scoglio: capace di annullare qualsiasi strategia di Abbruzzese a Cassino. Se la Lega manterrà fino alla fine la convinzione di puntare al Municipio non ci saranno contropartite capaci di far rivedere la decisione.

Nemmeno quella di portare la questione su un tavolo nazionale.

 

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