Fratelli ‘coltelli’ d’Italia. Ferretti non si allinea e scoppia un caso

Il consigliere vicino (ma non organico) al Partito di Meloni sale in arcione ad una polemica dell'opposizione su un finanziamento. Ma le richieste da Anagni ai vertici di FdI per cacciarlo cadono nel vuoto. Non può essere cacciato: non è iscritto. Anzi, per certi versi, è lui a fare un piacere.

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Più che Fratelli d’Italia, sembrano essere fratelli coltelli. Anche se, almeno ad Anagni, i nipotini della Meloni non sembrano poi contare così tanto. Questo visto che non riescono nemmeno a far cacciare uno che gli sta tanto, ma proprio tanto, sulle scatole.

Riassunto: qualche giorno fa l’amministrazione comunale esce sulla stampa con un mega comunicato. In esso si magnificano i 70.000 euro ottenuti per una scuola. Grazie, va da sé, alla bravura della maggioranza, nello specifico soprattutto della delegazione di FdI, nel trovare fondi europei alla bisogna.

A poche ore di distanza, la replica dell’opposizione. Che, con una nota congiunta, dice sostanzialmente che i soldi sono arrivati sì, ma per il rotto della cuffia. Mentre molti altri progetti sono stati bocciati. Insomma, non un successo, ma un flop.

Quella firma in calce alla stroncatura della minoranza
Gianluigi Ferretti

La nota scatena l’ira della maggioranza. Che nota come tra i firmatari del testo ci sia il consigliere comunale Gianluigi Ferretti. Sempre lo stesso Ferretti che da tempo vive con il piede in due scarpe. E’ legato a FdI come consigliere Provinciale e sta in maggioranza. È contro il Partito della Meloni in consiglio comunale ad Anagni, dove sta fieramente all’opposizione con una lista civica.

Una contraddizione che da tempo fa rumore. E per la quale si erano già levate richiese di cacciata (di Ferretti) dal Partito. Cosa un po’ complessa dal momento che Ferretti non è un iscritto: sta nel Gruppo FdI in Provincia, ma senza avere la tessera.

Le richieste di cacciata si sono risentite anche ieri. Quando gli esponenti anagnini di Fdi hanno chiesto «come Ferretti faccia a restare in FdI. Questo dopo aver attaccato non solo l’Amministrazione Natalia, di cui FdI è la forza di maggioranza relativa. Ma anche un esponente di punta del suo stesso Partito come il consigliere Salvati. Tutto senza avere la tessera per giunta».

Insomma, Ferretti è «una controfigura alquanto sbiadita della politica locale. Controfigura che sceglie di sedersi dal lato della barricata che più conviene». Di qui la richiesta di espulsione dello stesso dal Partito. Perché «non si può tenere nel proprio partito chi in Provincia ammicca al centrosinistra ed in Comune dopo essere stato sponsor di Casapound firma comunicati assieme al PD»

Una “controfigura” che però Ruspandini non nota
Massimo Ruspandini © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Ricapitolando. Tra Fdi di Anagni (Ambrosetti, Salvati Cardinali, etc.) e Fdi provinciale (Ferretti) non corre buon sangue. Ed i primi chiedono la testa del secondo. Ma, e la domanda appare ovvia, se la testa l’hanno chiesta da tempo, come mai non è stata servita ancora loro su un piatto d’argento?

Se Ambrosetti già qualche mese fa si era rivolto a Ruspandini per questo problema, e lo ha fatto, a quanto pare, ancora qualche giorno fa, sullo stesso tema, come mai non viene accontentato? Non sarà che Fdi ad Anagni fa la voce grossa, ma poi a livello provinciale, e via via più su, questa voce conta poco? Tanto poco da non saper cacciare una voce scomoda?

La soluzione è semplice

La soluzione è semplice. Ferretti non viene cacciato da FdI perché non può esserne allontanato in quanto non ne fa parte. È lui che sta facendo un ‘piacere’ a Fratelli d’Italia aderendo al suo gruppo e ‘regalandogli’ così maggiore peso specifico.

Quello che non si capisce, a questo punto, è come mai da Anagni ne chiedano l’allontanamento. Il risultato sarebbe solo quello di indebolire il Gruppo in Provincia.

Antonio Necci con il sindaco di Anagni Daniele Natalia. Foto: © Giornalisti Indipendenti

Per fortuna che in opposizione le cose vanno sempre meglio. Qualche giorno fa la minoranza ha protocollato una richiesta al presidente del consiglio comunale De Luca. Per rivedere la disposizione dei banchi della minoranza. Sembra proprio che, ormai, più nessuno voglia stare vicino ad Antonio Necci. Che, a questo punto, rimane un consigliere di opposizione solo per la forma. Visto che da tempo lo si vede sempre più vicino a Natalia.

Per forma è sempre più assente dalle note di protesta della minoranza. Forse è per questo che nessuno lo vuole come compagno di banco. Nemmeno in consiglio comunale.