I 10 giorni di De Angelis per ricostruire l’unità

I dieci giorni di Francesco De Angelis sono iniziati questa mattina. Tanti se n’è dati per chiudere gli ultimi incontri e consegnare a Fabrizio Cristofari l’alleanza con cui affrontare le elezioni comunali di Frosinone.

In agenda ha due incontri. Uno con Gian Franco Schietroma, il coordinatore nazionale della segreteria Socialista. E l’altro con Alfredo Pallone, coordinatore regionale di Alleanza Popolare – Ncd.

Entrambi però, hanno mandato chiari segnali. I Socialisti hanno ribadito, non più tardi di poche ore fa, che non intendono fare accordi con il Pd. (leggi qui le dichiarazioni di Iacovissi) O almeno non al primo turno. Poi al ballottaggio sarà un’altra storia.

Anche Alfredo Pallone è stato chiaro: «Non faccio patti con chi mi ha tradito». Il riferimento è proprio al Pd ed allo ‘scippo’ del consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli. La sua presenza in lista ha dato la maggioranza al Pd in Provincia. Ma dimezzato la pattuglia di Area Popolare. (leggi qui le dichiarazioni di Alfredo Pallone)

Francesco De Angelis sa che in larga parte è pretattica. Ma anche che la sua è poco meno di una mission impossible. Perché i Socialisti devono contarsi. E non vogliono essere alleati del Pd che per un’intera consiliatura non li ha coinvolti. Così come sa che Alfredo Pallone non si alleerà con il Pd se non avrà la certezza della ricucitura con Michele Marini e con Norberto Venturi.

Margini di manovra? C’è modo e modo di sbattere la porta. Ed il modo usato da Socialisti e Area Popolare, in base all’esperienza di De Angelis lascia degli spiragli aperti.

Attende buone nuove Fabrizio Cristofari ma senza stare seduto. Il fine settimana lo ha trascorso con Angelo Pizzutelli, il commercialista che per mesi è stato indicato come possibile candidato sindaco del centrosinistra. Insieme hanno iniziato a battere, casa per casa, le zone in cui Pizzutelli ha amici e voti. hanno iniziato ad illustrare il programma elettorale, spiegare cosa vogliono fare di Frosinone nei prossimi cinque anni.

E se Socialisti ed Area Popolare dovessero dire no all’alleanza? Per Cristofari sarebbe un ottimo pretesto per mollare (leggi qui). «Io sono per una grande coalizione» taglia corto il presidente dell’Ordine dei Medici. Senza aggiungere altro. Sa che nei prossimi giorni potrebbe avvenire il confronto tra Michele Marini ed il governatore Nicola Zingaretti. Un incontro con il quale  tentare di ricomporre l’unità del Partito, assicurando all’ex sindaco un ruolo politico. Una funzione che vada a restituirgli quell’agibilità che ritiene gli sia stata negata cinque anni fa. Anche per le posizioni assunte dal suo ex amico Fabrizio Cristofari.

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