Ancora tu, ma non dovevamo vederci più

In occasione delle elezioni per il presidente della Provincia si sono riformate coppie politiche storiche di questo territorio. Seppure per poche ore. Il centrodestra avrebbe bisogno di una simile stanza di compensazione, con i due Francesco il centrosinistra vince sempre.

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più. Ieri nel corso della lunga giornata all’Amministrazione Provinciale, si sono ricomposte coppie politiche che hanno contrassegnato le tappe di questo territorio. Seppure per poche ore, ma dando comunque la sensazione che quelle formule erano valide e forse lo sono ancora. Prendiamo Mario Abbruzzese e Alfredo Pallone.

 

Oggi il centrodestra è spaccato, divorato dai risentimenti politici e spostato verso un asse diverso, quello formato dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Manca la gamba moderata e non è un caso che il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani stia lavorando per ricostruirla.

Cosa si saranno detti il vice responsabile nazionale degli Enti Locali Mario Abbruzzese ed il coordinatore regionale di Noi con l’Italia Alfredo Pallone?

Qualche anno fa il Pdl prima e Forza Italia dopo dominavano. Adesso non più. Alfredo Pallone ha preso un’altra strada, non tanto sul piano politico, dove è esponente di Noi con l’Italia. Quanto su quello professionale, all’Enac. Eppure della sua visione e della capacità di mediazione l’intero centrodestra avrebbe bisogno.

Tommaso Ciccone ha pagato un doppio prezzo. Il primo derivante dalle spaccature all’interno di Forza Italia. L’occasione per parlare a nuora perché suocera intenda era troppo ghiotta. La suocera naturalmente era Mario Abbruzzese.

Il secondo al muro alzato dagli alleati nei confronti degli azzurri, soprattutto dalla Lega. Nessuno si è fidato di nessuno. Ai tempi di Pallone-Abbruzzese non sarebbe successo.

 

Nel Partito Democratico è tornato Francesco Scalia. L’ex senatore è stato vicino a Pompeo nelle ore caldissime dello spoglio. Quindi ha festeggiato, alzando i calici per brindare con Francesco De Angelis. (guarda qui I tre segnali per il Pd con la vittoria di Antonio Pompeo).

I due Francesco, quelli che hanno monopolizzato il Pd. Ma anche quelli che hanno portato i Democrat a vincere dappertutto: politiche, regionali, provinciali, comunali, enti intermedi. Insieme hanno sempre trionfato.

Si avverte la mancanza di Scalia nell’area che per anni ha fatto riferimento a Matteo Renzi attraverso Luca Lotti. L’ex senatore ha minimizzato: “Adesso faccio l’avvocato ed il professore a tempo pieno”.

Chissà, intanto però ha voluto che si vedesse che c’era anche lui nella notte del doppio mandato ad Antonio Pompeo. Sarà il tempo a dire se è tornato per restare o per un attacco di nostalgia. Fatto sta che ieri sera c’era.

Il gioco delle coppie può ricominciare.

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