Qualcuno firmò al posto di Gabriele: “Non sottoscrivo pettegolezzi”

Gabriele Picano si smarca dalla casella di firmatario del documento sulla 'questione morale' contro il sindaco di Cassino Salera. Lui non ha firmato nulla. E crede in un centrodestra che superi la mistica sterile del 'Mario free'.

«Io non ho firmato un bel niente. Nessun documento con il quale chiedere conto al sindaco Enzo Salera di fantomatiche questioni morali che riguardino lui o il Comune di Cassino»: Gabriele Picano è uno dei cinque vice coordinatori provinciali di Fratelli d’Italia. E giura di sapere nulla del documento politico sottoscritto nelle ore scorse. Un testo pieno di frasi ipotetiche e nessuna sostanza né politica né giuridica.

Sono due i punti. «Mettiamo in chiaro le cose. Se anche come politico avessi tenuto in considerazione quel testo – evidenzia Gabriele Picano – dovrei dimenticarmi di essere un avvocato per firmarlo. E fino a prova contraria sono un avvocato. Che fa del garantismo la sua stella polare. Enzo Salera può essere attaccato e contestato per tantissime cose: non su un tema che non lo vede né indagato, né sospettato di alcunché». (Leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 10 novembre 2020).

Il sindaco di Cassino Enzo Salera
Già, ma allora chi ha formato quel documento?

«Io sono ‘solo’ il vice coordinatore provinciale, a Cassino c’è una responsabile territoriale. Personalmente posso solo dire che di quell’iniziativa non sono stato informato, ne ero all’oscuro. E se l’avessi letta avrei quantomeno suggerito di pensare a cose ben più di sostanza da rimproverare al sindaco».

Fratelli d’Italia a Cassino siede su due tavoli diversi: una parte sta con il centrodestra che vuole liberarsi da Mario Abbruzzese, una parte invece va a cena con lui. Più che fratelli siete i Separati d’Italia.

«Non la metterei così. Ferma restando la legittimità di punti di vista differenti all’interno di un partito. Però in questo caso si stanno verificando e sondando le diverse possibilità di arrivare ad un centrodestra nuovamente unito. Io non porrei il problema dei tavoli differenti»

Allora quale?

«Porrei il tema della sintesi: si può andare a tavoli diversi. Ma poi è necessario fare il punto e giungere ad una sintesi politica. Quella, si, deve essere unitaria. Temo, con la firma di questo documento sulla questione morale, che la sintesi stia venendo meno».

Mario Abbruzzese. Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica
Ha senso per il centrodestra un dibattito se stare con o contro Mario Abbruzzese?

«Condivido per una volta le cose dette dal coordinatore provinciale della Lega, Nicola Ottaviani: divisi facciamo solo un regalo al centrosinistra. In questo senso, il dibattito pro o contro non ha senso. Invece ha senso se si definisce un perimetro, si individuano gli elementi che dividono e si lavora per superarli. Senza unità non si torna al governo».

Ma alla fine quel documento chi l’ha firmato, se non è stato Gabriele Picano?

«Chiederò. Non io».

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