Il segnale di D’Amato a Gualtieri. E a Zingaretti

L’assessore regionale alla Sanità si rallegra per l’indicazione del sindaco di Roma come Progressista dell’anno. Significa che sta preparando la campagna elettorale da Governatore. Un anno passa presto.

Ormai è evidente che con il Covid bisognerà convivere a lungo. Tra un anno di questi tempi la campagna elettorale per le Regionali del Lazio sarà nel pieno. La scadenza del secondo mandato di Nicola Zingaretti è prevista per marzo 2023. L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato è uno di quelli candidati a concorrere per il ruolo di Governatore. Va letto così il fatto che ieri abbia voluto sottolineare la sua soddisfazione per l’indicazione del sindaco di Roma Roberto Gualtieri come Progressista dell’anno.

Nelle scorse settimane il leader di Azione Carlo Calenda aveva descritto D’Amato come il “Figliuolo del Lazio”, annunciando il suo appoggio ad una eventuale candidatura a presidente.

Quelli che ci puntano

Daniele Leodori, Bruno Astorre e Alessio D’Amato

Alessio D’Amato è un uomo di sinistra, considerato viccino all’eurodeputato Massimiliano Smeriglio sul quale però non potrà contare se volesse scendere in campo per le Regionali. Perché l’ex vice di Zingaretti un paio di settimane fa era nelle prime file al convegno Insieme per il Lazio 2030, organizzato a Roma dalla Camera di Commercio. Da lì Daniele Leodori aveva proposto la convocazione degli Stati Generali del Lazio per il 2030: una sorta di assemblea generale nella quale pianificare i prossimi dieci anni di sviluppo. Una vera e propria chiamata alle armi per i suoi sostenitori verso la candidatura alle Regionali. (Leggi qui Il dopo Zingaretti si decide con le Primarie).

In quella occasione è stato chiaro che l’attuale vicepresidente del Lazio Daniele Leodori sia in campo. E sostenuto da tutti i più grandi nomi del centrosinistra romano.

E ancora non si esclude l’ipotesi che nell’ambito di un’intesa politica, Roberta Lombardi (Cinque Stelle) possa provare a dire la sua. Qualcuno ha perfino avanzato l’idea di organizzare delle primarie perché in realtà non sarà semplice raccogliere l’eredità di Nicola Zingaretti.

Il riscatto del centrodestra

Non sarà semplice neppure fronteggiare un centrodestra tradizionalmente forte nel Lazio. Un centrodestra che ha bisogno di lasciarsi alle spalle la disastrosa sconfitta al Comune di Roma.

Chiara Colosimo (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Fratelli d’Italia è il Partito che ha le maggiori possibilità di indicare il candidato alla presidenza del Lazio. Potendo contare su politici come Francesco Lollobrigida, Fabio Rampelli, Chiara Colosimo. La Lega vuole dire la sua: Claudio Durigon, Giulia Bongiorno, Barbara Saltamartini. Per quanto riguarda Forza Italia, le scelte dipenderanno da Antonio Tajani e da Claudio Fazzone.

Un anno passa presto. L’assessore alla sanità Alessio D’Amato ha un’opportunità che altri non hanno: sta gestendo giorno dopo giorno la pandemia, in una regione non semplice. Nella quale c’è una Capitale come Roma. Sta mandando dei segnali importanti e raffinati. Il riferimento a Gualtieri è uno di quelli.

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