Il sondaggio? Per il Direttivo è pieno di buchi e lacune

Il Direttivo del Pd esamina il sondaggio commissionato da una società vicina al candidato sindaco Mastrangeli. E individua una serie di evidenti lacune. Non è cambiato niente, ma ora si deve accelerare in campagna elettorale.

La riunione è andata avanti fino a poco dopo le 19 di questa sera. E si è conclusa senza fare drammi. Al contrario: il sondaggio diffuso domenica dal candidato sindaco del centrodestra Riccardo Mastrangeli non ha preoccupato minimamente i dirigenti del Partito Democratico.

Lo hanno esaminato riga per riga, si sono concentrati su ogni cifra. Per stabilire se fosse il caso di cambiare strategia, convincere a fare quale aggiustamento l’ex sindaco Domenico Marzi tornato in campo per acclamazione del centrosinistra. La risposta del Direttivo allargato alla Sezione è stata netta: c’è nulla da cambiare e ce lo conferma proprio il sondaggio.

Buchi e lacune

Domenico Marzi con Luca Fantini

Per i dirigenti Dem il sondaggio è vecchio e per questo inattendibile. In che senso? Le interviste sono state effettuate da Euromedia Research nei giorni 21 e 22 aprile. «A quella data – ha fatto notare la presidente provinciale Pd Stefania Martininon era ancora stato ufficializzato l’accordo con il Movimento 5 Stelle, non avevamo ancora ricevuto l’adesione del Polo Civico. In pratica quel sondaggio non tiene conto di tutti i cambiamenti maturati negli ultimi quindici giorni».

Altro aspetto. Domenico Marzi ha scelto di mettere in campo una campagna elettorale dai toni contenuti, basata sulla concretezza. Non caratterizzata dal candidato sindaco ma dalla squadra che sta con il sindaco. Vuole che emerga il concetto di coalizione. «Per questo finora ha lasciato tutta la scena ai Consiglieri. E così sta già al 37%, figuratevi a quanto arriva quando pure Memmo inizierà la sua campagna elettorale» ha sottolineato il segretario provinciale Luca Fantini.

La riunione si è conclusa nella convinzione che quel sondaggio «va letto come un segnale di difficoltà del centrodestra, altrimenti non avrebbe diffuso un sondaggio con queste evidenti lacune. Per noi è un monito a continuare in questa direzione». Una linea che è stata oggetto di confronto con tutti gli alleati, sentiti in serata al telefono dal Pd.

Quaranta al voto

Cosa altro è emerso dal confronto. Innanzitutto. Ci sono quaranta giorni di tempo, prima del voto del 12 giugno, per cercare di fare una campagna elettorale che convinca innanzitutto la gente ad andare a votare. È questo il primo caposaldo: la mobilitazione, ci sono troppi indecisi. Sono quelli che aspettano una proposta alternativa e credibile del Campo largo.

Secondo poi: a causa delle lacune emerse non bisogna lasciarsi condizionare dai pronostici e perfino dai sondaggi autorevoli, come quello di Euromedia Research. Al Comune di Frosinone si sapeva perfettamente anche prima che Riccardo Mastrangeli parte da favorito, con il sostegno di un centrodestra unito: Fratelli, Lega, Forza Italia e quattro liste civiche strutturate, forti e conosciute. Come la Lista Ottaviani, quella dello stesso Mastrangeli, Frosinone Capoluogo e la Lista per Frosinone di Antonio Scaccia. Il centrodestra ha dalla sua parte dieci anni di governo caratterizzati dalla compattezza.

Il centrosinistra ora deve lavorare per mettere in evidenza la sua compattezza che si contrappone a quella uscente. E della quale ha assorbito addiritttura una parte non secondaria come Polo Civico. Ma è innegabile che nel Campo largo non ci siano tutti: all’appello mancano i socialisti e manca Mauro Vicano. Questo aspetto impone una campagna elettorale diversa e realistica: nella quale il primo obiettivo non è vincere ma posizionarsi in modo da arrivare al ballottaggio per poi giocarsela non soltanto nell’uno contro uno ma anche con una ritrovata compattezza.

La forza delle liste

Angelo Pizzutelli

Le liste saranno la vera marcia in più. Forse l’elemento capace di fare la differenza. La riunione di questa sera ha messo in evidenza che anche Domenico Marzi schiererà diverse liste, a cominciare da quella del Pd (con dentro tutti i migliori) e dalla sua civica. Poi ci sono le liste di Michele Marini, di Stefano Pizzutelli, di Gianfranco Pizzutelli, di Luigi Vacana. Ci saranno pure i candidati del Movimento Cinque Stelle e di Articolo 1, insieme.

Marzi era consapevole dal giorno dell’accettazione della candidatura che avrebbe dovuto inseguire e recuperare, per allungare la partita al secondo turno. Non è cambiato molto. Il sondaggio ha solo fotografato la situazione.

Ma è stato utile per suonare la tromba a tutti i protaginisti. Perché è chiaro che serve prendere tanti voti, con i candidati al consiglio comunale e con quello a sindaco. L’affluenza rappresenterà un elemento importante per comprendere che tipo di elezione di sarà alle comunali. Se si arriverà sopra al 70% ci sarà un quadro simile a quello della volta scorsa.

Ma il Campo largo è stato costruito proprio per cercare di recuperare voti e alleanze. Domenico Marzi, Francesco De Angelis, Luca Fantini dovranno fare la campagna elettorale che avevano previsto.

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