La manovra di accerchiamento per isolare Quadrini in Forza Italia

La nomina di un rappresentante alle Politiche Giovanili in Forza Italia è solo l'ultima manovra per l'isolamento politico di Gianluca Quadrini. Che rischia di finire in un Cul de sac. I precedenti di Sora, Ripi e Alatri. A chi conviene. E chi potrebbe salvarlo

Gianluca Quadrini rischia di finire in un Cul de sac. In strategia militare è la manovra che punta a spingere il nemico in un’area nella quale non abbia una via d’uscita. Una volta bloccato lì si deciderà cosa farne: se massacrarlo, affamarlo, accettarne la resa.

Che il potentissimo coordinatore regionale Claudio Fazzone stia garbatamente manovrando per annientare il colonnello che lui stesso aveva riportato in Forza Italia è un’evidenza. Tanto quanto lo è il fatto che Quadrini molto abbia compiuto di suo per farsi spingere verso la trappola nella quale corre il rischio di essere liquidato.

L’ultima manovra

Il brindisi dopo la nomina

L’ultima manovra in ordine di tempo è la nomina di Gianmarco Fratangeli a responsabile delle Politiche Giovanili di Forza Italia in provincia di Frosinone.

Si tratta con evidenza di un’operazione ostile. Le impronte digitali sono molte.

La prima: appena rientrato in Forza Italia Gianluca Quadrini ha avviato un’operazione di Search & Rescue riportando a sua volta nel Partito molti di quelli che se ne erano allontanati per le sue stesse ragioni. E cioè non condividevano né la linea né la strategia dell’allora leader Mario Abbruzzese. Dove non era stato possibile riportare aveva ricostruito: è il caso del movimento Giovanile, dove aveva promosso la ricostituzione degli organi. L’attuale coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani Matteo Conti deriva da quell’azione. Nominare un responsabile delle Politiche Giovanili significa andare contro ciò che Quadrini aveva pazientemente ricostruito.

La seconda. Quasi con perfidia, nel Comunicato Stampa che annuncia la nomina, l’unico dirigente locale a non essere citato è Gianluca Quadrini. Nella nota si citano: i tre subcommissari provinciali di Forza Italia Rossella Chiusaroli (area Sud), Adriano Piacentini (area Centro), Daniele Natalia (area Nord). Viene indicato Ciro Russo consigliere nazionale Forza Italia Giovani ed il responsabile provinciale Enti Locali Giuseppe Patrizi. E naturalmente Claudio Fazzone coordinatore regionale. L’unico che manca è Gianluca Quadrini. Che di questa nomina sapeva meno di niente.

Le precedenti

Gianluca Quadrini con Roberto De Donatis

Non si tratta di un episodio isolato. Nelle settimane scorse era stato imposto a Gianluca Quadrini lo stop all’ingresso di alcuni consiglieri comunali nel Gruppo di Forza Italia a Sora. Quell’operazione avrebbe alterato gli equilibri nel centrodestra e consentito al Partito di rivendicare la candidatura a sindaco nel 2021. Lo stop parte da un parere contrario alla strategia Quadrini espresso dalla sub commissario Rossella Chiusaroli.

Nei giorni scorsi è stato ipotizzato lo stop alle operazioni in corso a Ripi, dove Luca D’Arpino sta organizzando le fila di Forza Italia in vista delle prossime elezioni Comunali dopo avere determinanto la caduta dell’amministrazione. Lo stop alla strategia Quadrini è stato ipotizzato dal sub commissario Adriano Piacentini nel corso di una conversazione con l’ex sindaco Gianni Celli.

Prima ancora è stato chiesto a Quadrini di fermare anche le operazioni avviate su Alatri dove il centrodestra si sta organizzando in vista delle prossime elezioni comunali.

Perché manovrare

L’ULTIMO COORDINAMENTO PRIMA DEL LOCKDOWN

Le ragioni della strategia dell’isolamento sono evidenti. Le uniche riunioni di amministratori organizzate da Forza Italia in provincia di Frosinone nell’ultimo anno sono state iniziativa di Gianluca Quadrini.

Gli altri sub commissari non hanno mai riunito né sindaci né quadri. Che fino ad oggi hanno fatto parte di una personale rete di relazioni che fa capo a Quadrini e non a Forza Italia. La dimostrazione sta in un dato evidente: Gianluca Quadrini è stato eletto consigliere provinciale con una massa impressionante di voti quando non era più nel Partito di Berlusconi ma ne era già uscito dopo lo scontro con Mario Abbruzzese.

I sindaci e gli amministratori fino ad oggi hanno fatto rete con lui. Chiaro che se viene messo in un cul de sac e liquidato, chi compie l’operazione punta a diventare il nuovo interlocutore, legittimato oltretutto da Claudio Fazzone.

Ci ha messo del suo

FOTO © A.S.PHOTO / ANDREA SELLARI

È evidente che per giungere ad una situazione del genere, anche Gianluca Quadrini deve averci messo del suo.

Se ci sono dei sub commissari che reclamano degli spazi va da se che c’è stato un loro scarso coinvolgimento nelle scelte strategiche sulle zone di cui sono responsabili.

Su questo punto Forza Italia dovrebbe però fare chiarezza al suo interno: se è ancora un Partito oppure una sorta di monarchia feudale. Nel primo caso i livelli intermedi vanno consultati prima di decidere la caduta di un’amministrazione, come nel caso di Ripi; oppure di manovrare per la rielezione di un sindaco sostenuto in larga parte da eletti in Forza Italia, come nel caso di Sora.

Quadrini ci ha messo del suo anche quando è stato chiaro che gli stessero sottraendo ogni margine di manovra. Ma si è ostinato a negare l’evidenza. Fino a non poterla più negare quando è stato nominato il responsabile provinciale delle politiche giovanili.

Una scialuppa chiamata Tajani

Antonio Tajani

L’unico che può salvare Gianluca Quadrini è Claudio Fazzone. Che una volta completata la manovra e isolato il suo ingombrante vice coordinatore regionale nel Cul de sac, potrebbe decidere di lascialo lì. E confinarlo in un recinto sempre più insignificante. Completando così la strategia di totale assoggettamento politico ed elettorale dei collegi in provincia di Frosinone. Che diventerebbero funzionali alle operazioni decise a Fondi.

A meno che non decida di concedere un salvacondotto direttamente il numero 2 del Partito, Antonio Tajani. Che però non avrebbe grandi motivi per affaticarsi in favore di Gianluca Quadrini: dopotutto si tratta di un colonnello che è schierato con Fazzone.

C’è però una ragione che potrebbe valere un salvacondotto. Sono i voti di preferenza che Quadrini è ancora in grado di condizionare. Sono suoi e non di Forza Italia: lo ha dimostrato sfiorando l’elezione in Regione Lazio quando Mario Abbruzzese gli negò la candidatura in Forza Italia nel 2018 per blindare quella di Pasquale Ciacciarelli.

A chi possono essere utili quelle preferenze? Lo si potrebbe domandare a Francesco Battistoni, l’uomo rimasto più vicino ad Antonio Tajani in questi anni. Se nei suoi progetti ci fosse la ricostruzione di quell’area Sud che un tempo veniva pattugliata da Mario Abbruzzese è questa l’occasione. Quadrini non potrebbe negargliela. Perché è chiaro che ora è quasi finito nel Cul de sac.

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