La partita di Pompeo. E quelle di Buschini e Battisti

Tutti gli indizi politici portano a possibili candidature alle regionali nel 2023. Ma sarà davvero così? Poi ci sono i flussi elettorali del Pd degli ultimi anni, che raccontano della difficoltà di intercettare il voto di opinione. Infine, per le politiche, prima scelta a Francesco De Angelis. Se vorrà.

Considerando tutti i possibili incastri e gli inevitabili “scivolamenti”, Antonio Pompeo potrebbe restare presidente della Provincia per i prossimi due anni. Ma fra due anni, esattamente nel 2023, ci saranno le elezioni politiche e quelle regionali del Lazio. Impossibile oggi anche solo cercare di prevedere cosa può succedere nel Partito Democratico, ma è certo che Pompeo proverà ad ottenere una candidatura importante. Quasi sicuramente alle Regionali, dove ogni Partito può schierare fino a 6 candidati.

C’è poco da girarci intorno. La partita Pompeo (in cerca nel frattempo di un ticket autorevole ed elettoralmente forte) se la giocherà con gli attuali consiglieri regionali, Mauro Buschini e Sara Battisti. Alle prossime comunali e provinciali Antonio Pompeo cercherà di dimostrare al Partito che senza i suoi voti (anche ponderati) è complicato pensare di essere competitivi con il centrodestra. Ma la storia delle ultime elezioni è molto chiara e fa capire bene come si muovono i flussi elettorali del Pd in Ciociaria.

I flussi di voto

FRANCESCO SCALIA. (FOTO: SARA MINELLI / IMAGOECONOMICA)

Negli ultimi anni è mancato il voto di opinione, quello che invece avevano intercettato nel 2013 Francesco Scalia e Maria Spilabotte, eletti senatori. Nel 2018 gli uscenti (a Scalia e Spilabotte si era aggiunto Nazzareno Pilozzi) non furono riconfermati. Anche perché sia Scalia che Pilozzi vennero dirottati in collegi fuori provincia. Senza possibilità di elezione.

Andò diversamente alle Regionali, dove il voto organizzato e la macchina da guerra di Francesco De Angelis fece il pieno di consensi per Mauro Buschini e Sara Battisti. Più ancora difficoltà alle Europee. Mentre alle Comunali dipende. Da cosa? Dall’unità o meno del Partito, che negli ultimi tempo però è venuta meno.

Adesso, in previsione di quelle che saranno le candidature del 2023, è ancora una volta Francesco De Angelis a determinare i successivi passaggi. Presto sarà presidente del Consorzio industriale regionale unico. Un ente che vale almeno due assessorati regionali. Se non tre. Avrà voglia De Angelis di provare a candidarsi al Parlamento? Se sì, a lui la prima scelta. Comunque complessa, considerando il taglio di 345 seggi parlamentari. Però è anche complicato pensare che il Pd provinciale non indichi almeno un candidato alla Camera o al Senato.

Lo scenario unitario

Per le Regionali, invece, bisognerà vedere se Mauro Buschini e Sara Battisti continueranno a voler essere candidati entrambi alla Regione. In ogni caso Antonio Pompeo sa perfettamente che all’interno del partito sia Sara Battisti che Mauro Buschini hanno più voti. Quindi dovrà puntare su altri fronti: sul consenso di opinione, ma soprattutto su quello trasversale. Magari con accordi tipo quelli che raggiungevano un tempo Francesco Scalia e Anna Teresa Formisano.

Ma c’è anche un altro scenario: la riproposizione di quell’asse unitario che vide protagonisti Francesco De Angelis e Francesco Scalia nella stagione dei grandi successi Dem in provincia di Frosinone. Potrebbe essere ricostruito se Mauro Buschini andasse a Montecitorio: alle Regionali potrebbe prendere vita un ticket Pompeo – Battisti. Riunendo tutte le forze, mandando un segnale di unità all’interno ed all’esterno del territorio. Che preoccuperebbe non pochi.

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