La scossa di Roberta al M5S “Basta con la Likecrazia”

Roberta Lombardi mette con le spalle al muro chi nel M5S nega la sconfitta. E traccia la roadmap con cui rimettersi in cammino, trasformando così la disfatta in vittoria

Portavoce che hanno passato anni a costruirsi la loro personale carriera politica, invece di mettere al primo posto i cittadini e le loro esigenze. Eletti che bofonchiano nelle chat senza mai assumersi la responsabilità di dire che le cose non andavano. Gente che si è voltata dall’altra parte per non vedere e leccare così il capetto di turno. Ma anche attivisti che hanno lusingato la vanità degli eletti facendoli credere delle divinità in terra, riempiendoli di stalkerizzanti richieste di selfie. Elettori trasformatisi in fan invece che collaborare con i propri portavoce sul lavoro nelle Istituzioni. Nemmeno tenta di essere diplomatica Roberta Lombardi.

Ruvida lo è sempre stata, diretta lo è diventata dopo pochi giorni passati a Montecitorio. Volgare mai, micidiale si: per informazioni cercare la dacia degli ex Segretari Pd e citofonare Bersani. Il confronto con lei in diretta streaming ha segnato lo spartiacque tra il vecchio ed il nuovo mondo politico. Appartengono a lei i concetti e buona parte delle frasi nel primo capoverso.

Le ha affidate nel pomeriggio all’HuffingtonPost: per sbattere la realtà in faccia a chi nel Movimento 5 Stelle ancora la nega, come i vecchi burosauri democristiani della Prima Repubblica. E anche per tracciare una via d’uscita con la quale trasformare la sconfitta alle recenti elezioni in una vittoria. (Leggi qui “Siete affetti da stocazzismo” l’ira pragmatica di Roberta).

Fine della Likecrazia

Foto © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Vetriolo puro già dalle prime righe: quelle dei ringraziamenti. Non cita molti nomi la capogruppo M5S in Regione Lazio, dove qualcuno pensava di confinarla e da dove invece ha saputo costruire il dialogo con Nicola Zingaretti fino a gettare le basi per la nascita del Governo Conte 2 dopo la soggiacente stagione di nulla oltre le urla del Governo Conte 1. Ringrazia Roberto Fico per “averci ricordato che le responsabilità sono collettive e vanno distribuite tra tutti”. E ringrazia Vito Crimiper aver detto chiaramente che abbiamo perso le Regionali. Lo stile di un politico del M5S è ammettere le sconfitte con responsabilità e senza psicodrammi e non nasconderle dietro vittorie di Pirro”. Nessun altro nome da ringraziare oltre questi due.

È a questo punto che Roberta la ruvida affonda il coltello. Nella polpa della sconfitta e di chi la nega. “Sono almeno due le cose buone lasciateci dalla sconfitta elettorale: la fine della ‘likecrazia’ all’interno del M5S e l’urgenza di avviare un percorso per ridefinire e ravvivare il progetto del MoVimento 5Stelle”.

Una frustata a chi ha scambiato il ruolo da eletto (parlamentare nazionale o consigliere comunale) come un posto nel quale sistemarsi e pararsi le pose; dove farsi guidare dai Like della piazza anziché fare proposte che governino la pancia della gente.

Servono idee

Foto © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

Roberta Lombardi lo sottolinea nel passaggio successivo. “Per governare un Paese servono buone idee in testa e buone gambe su cui farle correre. Sul territorio. Non post acchiappalike ne’ video emozionali che semplificano troppo e banalizzano questioni complesse. È la comunicazione che è funzionale alla politica, non il contrario”.

La capogruppo c’era fin dall’inizio. È per questo che tira fuori un aneddoto antico. Spiega che quando Beppe Grillo diceva di volere al Governo la famosa casalinga di Voghera, non intendeva che ‘l’uno vale l’altro’ ma che anche un cittadino cresciuto fuori dai palazzi poteva aspirare a servire il suo Paese. E riuscirci.

Proprio questo è l’elemento dirompente: uno vale uno non significa uno vale l’altro.

La Roadmap di Roberta

Roberta Lombardi

Poi Roberta Lombardi traccia la roadmap per il post voto verso gli Stati Generali. “Serve subito un ‘gruppo collegiale’ con incarico a tempo determinato fino al prossimo 5 marzo, la data a mio avviso ipotizzabile per gli Stati Generali in presenza. E che, oltre ad organizzare quest’ultimi, si occupi parallelamente della riorganizzazione territoriale”.

Suggerisce un gruppo snello che includa tutti i livelli di rappresentanza del M5S: europeo, parlamentare, regionale, comunale.

Finalmente l’organizzazione sui territori: con strutture regionali, provinciali e comunali: come nei normali Partiti. “Per quanto riguarda la riorganizzazione territoriale, si potrebbe usare la rete dei facilitatori e dei consiglieri regionali per censire i gruppi locali. Uno per ogni città o municipio, con sedi fisiche e un regolamento chiaro“.

Per fare cosa? “Discutere nuove regole e obiettivi su un canovaccio comune preparato dal gruppo traghettatore sulla base delle idee portate dai territori in questi anni e, purtroppo, lasciate finora in un cassetto“.

Il dialogo è mancato. Troppi parlamentari si sono chiusi nella torre e non hanno più incontrato gli attivisti. Per superare questo problema Roberta Lombardi chiede di realizzare “una relazione continua tra attivisti ed eletti di tutti i livelli, garantendo cosi’ un raccordo politico costante tra il livello nazionale di Governo, il Parlamento e i territori. In tale contesto la piattaforma Rousseau potra’ ospitare luoghi virtuali di riunione su singole tematiche, anche in previsione degli Stati Generali“.

Altro che Rousseau.

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