La sfida dei fondi sul clima: nel Lazio 26 progetti di Anbi

I 26 progetti messi a punto nel Lazio da Anbi. Usati fondi Ue che non erano stati assegnati per mancanza di progetti. Serviranno per ottimizzare e ridurre le spese energetiche. Tutelando l'ambiente

Cinque milioni di euro ottenuti accettando una scommessa. A metterli sul piatto è stato Albino Ruberti, il Capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti. Lo ha fatto sfidando il presidente ed il direttore dei Consorzi di Bonifica del Lazio Sonia Ricci ed Andrea Renna. È successo all’ennesima visita in Regione alla ricerca di fondi per la nuova mission di Anbi: da fornitori dell’acqua per l’irrigazione a difensori del suolo dai cambiamenti climatici. Il braccio destro del Governatore ha piazzato sul tavolo quel pacchetto di milioni trovati tra le pieghe della misura europea Por Fesr 4.1.1. ed ha detto: i soldi sono qui fatemi vedere se siete capaci di sviluppare i progetti.

Quella misura europea rientra nel programma Lazio Green. La sfida è stata lanciata un anno fa: il risultato è di questi giorni e sono 26 progetti di coefficientamento energetico presentati proprio dai Consorzi di Bonifica.

La sfida ad Anbi

Albino Ruberti (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Il problema, nel Lazio come nel resto di buona parte dell’Italia è la progettualità. I soldi europei avanzano perché ancora non siamo capaci di intercettarli. Colpa di scelte fatte tanti anni fa: quando mandammo a Bruxelles e Strasburgo decine tra uscieri, autisti e barbieri; lasciammo a Germania e Francia i posti da funzionari. Il vero problema è conoscere subito le misure, capirne lo scopo, realizzare progetti che stiano all’interno di quei parametri: in Europa i margini di interpretazione sono prossimi allo zero.

È così che sono saltati fuori quei 5 milioni: risorse nei Por che non erano state investite.

Albino Ruberti convoca l’Anbi Lazio, tutti i direttori ed presidenti. A loro dice, nella sostanza: per la prima volta proviamo a far utilizzare questi fondi ai Consorzi di Bonifica della nostra regione.

Quel giorno di un anno fa molti dei direttori sono rimasti perplessi: procedure complesse, attività analitiche, un percorso burocratico ed amministrativo tutt’altro che semplice. Al punto che qualcuno si lascia sfuggire: «Ma non l’abbiamo fatto mai!». Ghigno del capo di gabinetto, occhiata di fuoco del direttore regionale.

Il gioco di squadra

Sonia Ricci (Foto: Imagoeconomica / Daniele Stefanini)

Con una copertura teorica di 5 milioni d’euro in tasca, Anbi Lazio prova per la prima volta a testare l’efficacia del gioco di squadra. In pratica Renna chiama a raccolta tutte le articolazioni regionali della Bonifica in Italia: realtà che hanno alcune eccellenze collaudate ma anche storie negative che però sono utili per suggerire le strade da evitare. C’è l’esperienza del presidente regionale Sonia Ricci che è stata assessore all’Agricoltura del Lazio. E c’è il collaudatissimo direttore nazionale Massimo Gargano: è l’uomo che da oltre un anno sollecita i consorzi a tenere i progetti pronti. (Leggi qui Gargano, la mia battaglia contro il deserto per evitare che raggiunga il Lazio).

È così che viene individuata una serie di percorsi simili fatti nel resto d’Italia. Si convocano riunioni, in call e poi dove necessario anche in presenza. Scende in campo il Cea, il Consorzio Energetico dei consorzi di Bonifica italiani e si individua la professionalità più adatta. Arrivano gli esperti del Fire. Si completano poco alla volta i percorsi legati alle diagnosi energetiche e si stabiliscono le procedure da seguire. Si rivela utilissima la capacità di interfacciarsi tra la struttura della Direzione regionale di Mauro Lasagna e quella, indispensabile, di Lazio Innova. Si dimostra fondamentale il lavoro di coordinamento svolto da Renna, come evidenziano l’assessore Onorati, lo stesso Lasagna, il presidente di Anci Lazio Riccardo Varone e l’ex direttore regionale di Anbi Natalino Corbo.

Da carrozzone a carrozza

I dubbi poco alla volta vanno via. Call dopo call si capisce che si può fare. Tra Natale e Capodanno l’obiettivo è raggiunto. Viene messo a punto un piano articolato in 26 progetti: circa un milione di euro per territorio. I progetti andranno ad aiutare il risparmio energetico, ottimizzando l’esistente ed affiancandogli nuovi impianti. Anbi Lazio da carrozzone inizia a trasformarsi in una carrozza. Se servirà solo per una notte come avvenne a Cenerentola lo diranno i prossimi mesi: nei quali si dovrà passare alla fase operativa.

Andrea Renna e Massimo Gargano

L’Europa ha fatto la sua parte, Anbi ha fatto la propria, la Regione ha dato un segnale chiaro. Che non sono solo i fondi Por. Perché c’è anche un capitolo legato al Piano di Sviluppo Rurale. Anche qui la determinazione di Ruberti ha fatto sì che per la prima volta l’assessorato all’Agricoltura guidato da Enrica Onorati si mettesse alla prova per inserire nei contributi comunitari anche i Consorzi di Bonifica.

Anche qui Anbi Lazio con Anbi Nazionale hanno fatto sinergia.

Lo spirito di corpo Anbi

Il risultato sono stati i progetti presentati ora in Regione dai presidenti ed i Commissari dei Consorzi: Niccolò Sacchetti, Gianluca Pezzotti, Stefania Ruffo, con la presidente Anbi Lazio Sonia Ricci.

Il vero traguardo però è lo spirito di corpo emerso in questa occasione come mai nel passato. Tutte le articolazioni regionali hanno fornito il loro contributo ed il nazionale ha fatto da raccordo. Una compattezza che nel passato non c’era mai stata e che è stata notata dal presidente di Coldiretti Lazio David Granieri che è anche numero 2 a livello nazionale. Lo ha sottolineato con una nota precisa ed asciutta come sempre. E lo hanno detto pubblicamente il presidente dei Comuni del Lazio Riccardo Varone, il direttore regionale del settore agricoltura della Regione Lazio Mauro Lasagna

Un progetto pilota unico nel suo genere, che ora si potrà anche ripetere. Un primo passo di Anbi Lazio nel percorso della sostenibilità ambientale per cogliere tutte le risorse a disposizione.

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