La sfida per il Comune di Frosinone parte da un 5-0

La doppia giornata politica di Frosinone verso le elezioni Comunali. Cinque candidati per il centrodestra, che si conteranno e convergeranno su uno solo di loro. Zero candidati per il Pd. Che non intende fare una battaglia di rappresentanza

Il centrodestra ha cinque candidati che ora si conteranno e poi punteranno tutti insieme sul più forte. Il centrosinistra non ha un candidato unitario. E il Partito Democratico non ha nemmeno un candidato, non ancora almeno. È questa la sintesi della giornata politica a Frosinone.

Una domenica nella quale il sindaco Nicola Ottaviani ha presentato i cinque candidati alla sua successione: i candidati che daranno vita alle Primarie di coalizione. Quelle che verranno vinte dal farmacista Riccardo Mastrangeli perché nessuno degli avversari ha nemmeno la minima parte della potenza elettorale di cui può disporre l’ex onorevole sostenuto dall’intero centrodestra.

Il centrosinistra sta ricompattando il fronte dopo avere dovuto ritirare dal campo l’ex Direttore Generale della Asl di Frosinone Mauro Vicano: non aggrega, non unisce il centrosinistra. E soprattutto dopo avere dovuto incassare il No della Riserva della Repubblica, lo storico ex sindaco Domenico Marzi: “Frosinone ha bisogno di più energie di quelle che in questo momento posso garantire”.

I cinque del centrodestra

Il sindaco Ottaviani ed i 5 candidati

La presentazione dei candidati del centrodestra è avvenuta in un luogo emblematico: il Parco Matusa. È una delle grandi opere realizzate nei dieci anni di Ottaviani.

Un periodo iniziato con i milioni di debiti ereditati dai decenni precedenti e che con il nuovo modello di contabilità imposto dall’Europa all’Italia sono saltati fuori tutti insieme. Un periodo nel quale, nonostante quei debiti, c’è stato un piano di rientro severo che non ha impedito però alla città di avere un nuovo stadio pronto per la Serie A, un parco cittadino al posto del glorioso Matusa, un Conservatorio moderno, una sede adeguata per l’Accademia delle Belle Arti, il Municipio – Museo nella sede della ex Banca d’Italia. Una volta che le Primarie avranno decretato che Riccardo Mastrangeli è il candidato la campagna elettorale partirà proprio da lì: da tutte quelle opere che il centrodestra potrà dire di avere realizzato.

Le Primarie stesse sono una vittoria politica di Ottaviani. Lo ha detto durante la presentazione. Ricordando che si sono alleate Lega – Salvini Premier, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc, Cambiamo, Lista per Frosinone, Lista Ottaviani e Frosinone Capoluogo. Volendo, avrebbe potute imporre il suo uomo sulla base di un patto regionale che assegnava alla Lega la candidatura del sindaco di Frosinone. Invece Ottaviani ha voluto che la scelta arrivasse dal basso. Perché «Siamo del parere, infatti, che le scelte non debbano essere calate dall’alto, nelle segreterie delle formazioni politiche o civiche, ma debbano riflettere la volontà proveniente dai cittadini e dalla società civile».

Il dribbling di tagliaferri

C’è anche un altro forte segnale politico. Per scoprirlo basta guardare il Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Fabio Tagliaferri. Pure le pietre del Matusa sanno che puntava a fare il candidato sindaco: con Ottaviani era arrivato allo scontro frontale, gli era costato la delega da Vicesindaco. Nelle settimane scorse è stato proprio Riccardo Mastrangeli a chiudere una lacerazione che rischiava di coinvolgere tutto il centrodestra.

Durante tutta la cerimonia, Fabio Tagliaferri sembrava una punta del Frosinone impegnata a dribblare i terzini avversari: ha fatto di tutto per non incontrare Nicola Ottaviani e per non salutarlo. Tra di loro nemmeno uno sguardo. “Io a Nicolutin non lo voglio nemmeno incontrare” pare abbia detto, storpiando il nome del sindaco per farlo assomigliare a quello del presidente Russo Putin.

L’abilità del leader l’ha sfoderata Mastrangeli: finita la cerimonia è andato dietro alla bandiera di FdI ed ha fatto la foto ricordo con sostenitori e militanti di Giorgia Meloni.

Il senso delle Primarie

Rossella Testa

Ma che senso hanno allora queste primarie se hanno già un vincitore? Sono le Primarie delle idee. Degli input da dare al candidato sindaco che verrà.

Basta ascoltare gli interventi. L’assessore al centro storico Rossella Testa ha spiegato che la sua candidatura “è nata dalla volontà di proseguire quanto fatto in dieci anni. Come il lavoro svolto per il Piano di Gestione “Frosinone Alta”. È il progetto di sviluppo della zona più antica della città per coinvolgere l’intero territorio comunale, rivitalizzando il tessuto economico e sociale di Frosinone. Gli effetti si sono visti: nonostante l’emergenza sanitaria, sono state aperte 20 nuove attività, soprattutto da parte di giovani imprenditori”.

Sottolinea i valori della Cultura il professor Raffaele Ramunto, già direttore del conservatorio Refice. “La cultura è una risorsa preziosissima. Si pensi al Festival dei Conservatori che, nel corso delle otto edizioni, ha ospitato musicisti, artisti, discografici, produttori provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa”.

L’ingegner Maria Grazia Cestra ha posto l’accento sulla “necessità di dare un contributo a livello ambientale, a beneficio dell’intera comunità, proseguendo nella rotta tracciata nella direzione della sostenibilità”.

L’avvocato Sonia Sirizzotti ha parlato della sua idea di città: “Che sia a misura di famiglia, un obiettivo che si può raggiungere anche tramite la creazione di una rete di servizi, sempre allo scopo di venire incontro alle persone, soprattutto dei più vulnerabili”.

La campagna di Mastrangeli

Riccardo Mastrangeli

Un po’ per scaramanzia un po’ per convinzione. Le Primarie del centrodestra servono a questo. E Riccardo Mastrangeli se ne è convinto. In questo modo non possono esserci defezioni: le tensioni sono state disinnescate prima. tanto quelle con l’ex vicesindaco Fabio Tagliaferri quanto quelle con il presidente d’Aula Adriano Piacentini.

Crediamo nella democrazia e nella partecipazione dei cittadini – ha detto Mastrangeli – alla dimensione amministrativa della propria città: per questo motivo, celebreremo, per la terza volta, le primarie, attraverso le quali ascoltare le esigenze e le richieste delle persone. Proprio su queste basi sarà costruito il programma del candidato a sindaco della coalizione del centrodestra – ha sottolineato l’assessore al Bilancio e alle Finanze per questi dieci anni – Oggi siamo qui per proseguire nella strada del cambiamento, per non tornare indietro rispetto alla città che conosciamo oggi”.

La riunione del centrosinistra

Nel centrosinistra la riunione è finita verso l’ora di cena: i colonnelli del Partito Democratico si sono visti ed hanno fatto il punto. Hanno trascorso la domenica a verificare la tenuta del fronte elettorale e della coalizione. “A questo punto noi scendiamo in campo per vincere”: Francesco De Angelis ha chiuso così la riunione, dando appuntamento a domani per fare la prossima mossa. E forse per restringere ancora la rosa con i nomi dei potenziali candidati a sindaco di Frosinone.

Al momento nell’agenda ci sono ancora tre nomi. C’è quello dell’ex presidente d’Aula Norberto Venturi: solo che lui il sindaco voleva farlo dieci anni fa. C’è quello del capogruppo Angelo Pizzutelli: che già sabato ha detto “No grazie, lavorerò per il Consiglio”. De Angelis sogna di riuscire a fare il colpo del miracolo: convincere Memmo Marzi a tornare sui suoi passi.

Nessuno immaginava che il leader maximo credesse nei miracoli.

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