Laboratorio Sora: cosa resta del Progetto Civico ora che la politica è tornata

Il ritorno della Politica. Cosa resta dei progetti varati tre anni fa, in pieno perido di reflusso. Sora fu il laboratorio: via i simboli da tutti i Partiti. Ma adesso la passione è tornata. Il punto. E le prospettive.

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Benvenuti a Frosinone, laboratorio della politica nazionale. Qui alle Comunali di Ferentino nel 1996 ci fu il primo test che in Italia vide insieme Ds e Margherita. Fino a quel momento, i due Partiti erano stati più contrapposti di quanto lo fossero ora Pd e Cinque Stelle. Andò bene, il test venne replicato in scala più grande: sempre a Frosinone ma alle Provinciali, venne eletto il giovane avvocato Francesco Scalia. E poi alle Comunali del capoluogo, strappandolo al centrodestra eleggendo sindaco l’avvocato Domenico Marzi. Da lì è scattato il disco verde alla fusione ed alla nascita del Partito Democratico.

Prove tecniche anche nel centrodestra. A metà anni Novanta a Fiuggi è iniziato il dibattito che ha sdoganato in Italia i post fascisti. Traformando in forza di governo Alleanza Nazionale, erede orgogliosa fino a quel momento delle tradizioni della Destra Nazionale e del Movimento Sociale.

Roberto De Donatis, sindaco di Sora

In tempo di reflusso e di antipolitica è stata Sora a prestarsi come laboratorio. Se ne incarica nel 2016 l’architetto Roberto De Donatis, allontanatosi a gambe levate dal Pd e dal suo correntismo esasperato. Vicino agli ambienti del Partito Socialista, corteggiato da Forza Italia, gradito a Fratelli d’Italia ma anche a parte del mondo Dem: tre anni fa lancia la sua candidatura a sindaco su una piattaforma civica. Che roba è? A chi vuole sostenerlo, impone di ammainare i simboli di Partito. La gente apprezza, siamo nel pieno della crisi della Politica. L’architetto viene eletto sindaco.

Cosa resta dopo 3 anni

A tre anni di distanza cosa resta di quella Piattaforma Civica? Di quel progetto nato “a prescindere” dalle posizioni politiche tant’è che si sono ritrovati a governare la città, e ancora la governano, rappresentanti di vari partiti politici, anche antagonisti fra loro?

Mettendo da parte l’esperienza amministrativa, è lecito domandarsi se la formula della Piattaforma Civica ha ancora senso, in un periodo nel quale sono stati dimenticati i diamanti ed i 49 milioni presi dalla Lega, le politiche turborenziane hanno iniziato ad assumere un significato diverso se viste in prospettiva. Tutto dimenticato e c’è stato il ritorno alla passione Politica. Come attestano le intenzioni di voto: nonostante il passaggio all’opposizione, danno la Lega ancora primo Partito. E sono già iniziate le prove generali di aggregazione della compagine di Centrodestra: si sono viste lunedì scorso a Roma, in piazza Montecitorio e nelle piazze limitrofe. (leggi qui La piazza di Salvini e Meloni, la rabbia dell’opposizione sovranista)

Giovanni Toti, Giorgia Meloni e Matteo Salvini alla manifestazione di piazza Montecitorio

Le stesse prove generali si stanno registrando sull’altro fronte: dopo la nascita del Governo “Conte 2” a trazione grillina, sostenuto da Pd, Leu e altri pezzi della sinistra, anche alla Regione Lazio cambiano le maggioranze, con il sostegno del Pd all’anatra zoppa del governatore Zingaretti.  (leggi qui “Ventotto”: ecco la nuova maggioranza Pd-M5S in Regione Lazio).

Si torna alla politica

L’impressione è che si tornerà alla politica. A discapito della Piattaforma civica.

Nessuno vuole rompere il giocattolo. Tutti vogliono arrivare al termine dell’esperienza di governo: esattamente come sta accendo a livello nazionale per Camera e Senato. A Sora gli attori politici giurano che nulla cambierà e che i patti verranno rispettati fino alla fine della consiliatura (primavera 2021). In realtà già prima della pausa estiva erano circolate notizie circa riunioni carbonare per riaggregare il centrodestra

Nel frattempo non c’è più traccia del rimpasto di Giunta che, tuttavia, era stato annunciato per settembre. Non se ne parla più. Almeno per ora.

De Donatis, proseguire su questa strada

Il nuovo scenario politico nazionale ha dei risvolti che non riguardano il perimetro dei contenuti programmatici”. Ne è sicuro il sindaco Roberto De Donatisperché – sostiene – sono già tutti in fase avanzata di iter. Non è qui che può esserci una conseguenza”.

Il sindaco difende la Piattaforma Civica

Il sindaco fa un esempio concreto: “Noi giochiamo la partita dei comitati di quartiere come strumento di partecipazione civica, attraverso la creazione di organi a tutti gli effetti istituzionali. La continuità del progetto in questo caso è fondamentale. Ne abbiamo costituiti 4 su 13, ho bisogno di una squadra che porti a compimento questo progetto istituzionale, altrimenti getteremo al vento un esperimento che sta già dando ottimi frutti”. E lo porterà avanti “a prescindere dagli interpreti e da chi può rivestire i diversi ruoli della coalizione”.

Insomma, pare di poter tradurre in: io vado avanti, chi c’è c’è.

Bruni: finiamo e poi vediamo

A confermare la tesi del sindaco, per quanto riguarda la coalizione in corso, c’è anche Massimiliano Bruni, consigliere comunale di maggioranza e dirigente di Fratelli d’Italia che tuttavia per il 2021 non esclude ipotesi.

Massimiliano Bruni, consigliere e dirigente di FdI

Il nostro Partito a Sora rispetta gli accordi sottoscritti – esclama con tono fermo – Tre anni fa abbiamo sottoscritto un accordo e lo rispetteremo fino alla fine del mandato, fino al 2021. Dopodiché chi fa parte di una struttura di Partito è fisiologico che abbia il dovere di capire se ci sono le condizioni per costituire un’area di Centrodestra. Ma ci devono essere i presupposti, altrimenti ci sentiremo liberi e svincolati”.

Infatti sottolinea: “È vero che noi facciamo parte di una struttura di Partito e quindi dobbiamo rispettare le linee guida nazionali, ma è pur vero che le realtà locali sono diverse e quindi si valuta caso per caso”.

Pd: tutto cambia in fretta

Maria Paola D’Orazio non si sbilancia, aspetta di vedere dove poterà il nuovo asse giallo-rosso. E spiega: “E’ ancora tutto molto prematuro, le amministrative sono una cosa diversa, siamo in una fase di rodaggio” riferendosi all’alleanza di governo nazionale e a quella della Regione Lazio. “La data del 2021 non è lontanissima ma nemmeno vicina. È chiaro che non si può pianificare qualcosa che nel 2021 potrebbe non esistere più o assumere connotati diversi. Sono abituata a dire le cose che posso portare avanti e che poi si fanno”. 

Maria Paola D’Orazio

E quando le si domanda, sulla scia del metodo adottato da Zingaretti, se ritenga possibile che si riunifichi il Pd a Sora, anche con Patto Democratico di Natalino Coletta, risponde: “Coletta è in maggioranza e deve fare il suo percorso. Una riunificazione per il 2021 la auspico. Non solo del Pd ma di tutto il Centrosinistra, anche se a Sora il Centrodestra è maggioranza, ma abbiamo avuto l’anatra zoppa di Casinelli, quindi nulla è impossibile”.

E sempre a proposito di riunificazione delle varie anime rimarca: “Sono d’accordo con Zingaretti e con il segretario regionale Bruno Astorre, il Partito deve essere unitario per essere forte, le correnti ci indeboliscono. La priorità deve essere sui temi e sulle problematiche da risolvere piuttosto che sulle correnti. Oggi dobbiamo pensare al Paese e, in questo caso, alla città di Sora e a come farla ripartire”.

La prudenza di Di Stefano

Sarà il prossimo futuro a mettere in linea anche il panorama politico di Sora” spiega invece Luca Di Stefano, che si sta preparando per l’importante raduno della Lega a Pontida il prossimo fine settimana.

Sono altrettanto sicuro che Pd e Movimento 5 Stelle proveranno a continuare il loro cammino insieme anche negli enti locali. E comunque io sono di un Partito: con il coordinatore regionale e la coordinatrice provinciale troveremo una soluzione ottimale anche a Sora”.

Luca Di Stefano – Lega

E in modo esplicito spiega: “Per fare una coalizione ci devono essere le condizioni, soprattutto per quanto riguarda la condivisione di programmi e idee. Inoltre occorre capire chi saranno fra due anni gli interlocutori di questi partiti, visto che ormai la politica è molto fluida, tutto cambia rapidissimamente”.

E chissà se anche nell’attuale assetto amministrativo possa rapidamente cambiare qualcosa nonostante la calma apparente e le rassicurazioni da più fronti.