L’eterna melina degli alleati e la tentazione di Zingaretti

Renzi e Leu vogliono abbattere la soglia di sbarramento del 5% della legge elettorale, i pentastellati fanno melina. Ma il Pd è il padrone della maggioranza e deve decidere. La proposta di un’assemblea costituente della Lega.

Non si può ripartire da zero ogni mattina”: lo ha detto il Segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti a La Stampa. Il riferimento è alla melina che è già iniziata per frenare la legge elettorale, fondamentale dopo il taglio di 345 seggi.

Se ne riparlerà nel 2021, quando nessuno ricorderà più i patti che erano stati siglati. Perché il Pd aveva detto sì al referendum a patto che fosse varata una legge elettorale proporzionale con sbarramento al 5%. Ma lo sbarramento al 5% terrorizza Matteo Renzi e Leu, che ora vogliono rimettere tutto in discussione.

Luigi Di Maio

Ma anche il Movimento Cinque Stelle ha iniziato la strategia del rinvio su tutto, divorato dalle guerre intestine.

A questo punto Zingaretti non può indugiare oltre. È lui il vincitore politico di questa tornata elettorale. O il Governo e la maggioranza si adeguano rispettando i patti oppure davvero i Dem non hanno più alcun interesse a continuare a far parte di una coalizione che non riesce ad essere unita su nulla.

Giancarlo Giorgetti (numero due della Lega), in un’intervista a La Repubblica, lancia l’idea di un’assemblea costituente (quella sì eletta con il proporzionale) per riscrivere le nuove regola. Anche quelle elettorali. Non sarebbe una cattiva idea, ma alla fine il punto resta sempre lo stesso: lo stallo di schieramenti che restano divisi su tutto mentre il Paese avrebbe bisogno di decisioni rapide e anche definitive su determinati punti.

GIANCARLO GIORGETTI Foto: Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

L’impressione è che i Cinque Stelle non abbiano alcuna intenzione di provare a risolvere i problemi che da tempo lacerano il Movimento. Pure in questo caso si continua a fare melina, senza concludere nulla. (Leggi qui La scossa di Roberta al M5S “Basta con la Likecrazia”).

Il pallino resta nelle mani del Pd di Nicola Zingaretti, a questo punto davvero padrone delle sorti del Governo. All’orizzonte c’è la sessione di bilancio, decisiva per le scelte che contano. Dalle decisioni economiche su Recovery Fund e Mes dipenderà probabilmente il destino del Governo Conte e della maggioranza. In questo momento il Pd è martello. E deve battere.

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