La lenta avanzata del centrodestra dato per finito (di C. Trento)

Dopo Fiuggi conquistata anche Anagni. Adesso la partita si sposta alle provinciali. Cosa cambia nello scacchiere provinciale.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il centrodestra conquista Anagni e continua ad avanzare in provincia di Frosinone. Lentamente ma inesorabilmente.

Basta dare uno sguardo allo scacchiere globale per rendersene conto.

In questa tornata amministrativa il Pd ha conservato alcuni Comuni, come Ferentino ed Arpino per esempio. Mentre invece il centrodestra, dopo Fiuggi (Alioska Baccarini), fa registrare il successo anche ad Anagni (Daniele Natalia), dove la volta scorsa si era imposto Fausto Bassetta, alla guida di una coalizione di centrosinistra. Poi le dimissioni di massa avevano posto fine a questa esperienza.

 

Adesso l’ attenzione si sposta sulle provinciali.

Il centrodestra rispetto a quattro anni fa si presenterà alla guida di Ceccano, Pontecorvo, Fiuggi ed Anagni per esempio. Senza considerare che governa anche Frosinone e Cassino.

Considerando il meccanismo del voto ponderato e la platea elettorale (sindaci e consiglieri), sarà molto diverso rispetto al 2014. Quando i Democratici per Pompeo (45,30%) e il Pd (31,90%) arrivavano a percentuali che tagliavano fuori Forza Italia (31,99%).

Già nel 2017, in occasione del rinnovo dei soli consiglieri provinciali, la situazione era cambiata. Con il Pd capace di eleggere 6 consiglieri, contro i 4 del centrodestra a trazione Forza Italia. Poi un consigliere ciascuno per le liste Frosinone Popolare ed A Difesa delTerritorio.

 

In questo momento la situazione è molto equilibrata tra centrosinistra e centrodestra. A fare la differenza potrebbero essere le liste civiche trasversali. Ma intanto Forza Italia, Lega e Fratelli d’ Italia accorciano il gap.

All’interno del centrodestra, poi, il risultato di Anagni può essere indicativo. Perché nella città dei Papi i rapporti di forza e gli equilibri sono cambiati. Al primo turno Fratelli d’Italia all’ 8,08%, Lega al 7,57%, Forza Italia al 4,77%. Sicuramente ha pesato l’ effetto traino del senatore Massimo Ruspandini, che non si è fermato neppure un attimo dal 4 marzo, con un occhio sempre attento al radicamento sul territorio.

 

In questa tornata amministrativa sette i sindaci confermati e otto le novità. Sono rimasti al loro posto Antonio Pompeo (Ferentino), Antonio Como (Amaseno), Libero Mazzaroppi (Aquino), Renato Rea (Arpino), Ornella Carnevale (Pico), Luigi Rossi (Villa Latina), Antonio Iannarelli (Villa Santa Lucia).

Le novità, invece, sono arrivate da Anagni (Daniele Natalia), Atina (Adolfo Valente), Boville Ernica (Enzo Perciballi), Filettino (Gianni Taurisano), Fiuggi (Alioska Baccarini), Pignataro Interamna (Benedetto Murro), Serrone (Giancarlo Proietto), Torrice (Mauro Assalti).

 

La tornata amministrativa conferma che in Ciociaria il confronto resta tra centrodestra e centrosinistra, dopo che alle politiche c’ era stato il boom di Cinque Stelle e Lega. A conferma che si tratta di partite completamente diverse.

Dal ballottaggio di Anagni emergono delle considerazioni che dovranno essere analizzate dai Partiti. La vittoria del centrodestra, il centrosinistra fuori dal secondo turno, i pentastellati che non sfondano. E il positivo risultato di Daniele Tasca, alla guida di una coalizione di liste civiche e Casapound. Infine, il dato sull’affluenza evidenzia una certa stanchezza dell’ elettorato, chiamato alle urne a raffica nel giro di pochi mesi.

Ma la domanda è: l’analisi del voto sarà effettuata davvero o ancora una volta si archivierà tutto guardando alla prossima elezione?

 

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