Ma dove vai se gli amministratori locali non ce li hai…

Le elezioni di marzo hanno bocciato una classe dirigente. Sostituendola con una nuova. Alla quale ora la mancanza di radici sul territorio sta creando problemi di 'trasmissione' delle esigenze. Come il caso di Vertenza Frusinate in queste ore sta dimostrando

Sulle grandi tematiche di attualità del territorio intervengono sempre nell’ambito di un quadro più ampio, quello della politica nazionale. Non è che non vogliano incidere, è che l’approccio è completamente diverso rispetto a quello del centrodestra e del centrosinistra.

Negli anni scorsi siamo stati abituati ad una presenza capillare e sistematica sul territorio dei vari Francesco De Angelis e Francesco Scalia (Pd), di Alfredo Pallone e Antonello Iannarilli (Forza Italia), di Alessandro Foglietta e Franco Fiorito (An), di Anna Teresa Formisano e Angelo D’Ovidio (Ccd), di Gianfranco Schietroma (Psi) e di tanti altri.

 

Il Movimento Cinque Stelle ha un’altra impostazione: innanzitutto “digitale”, nel senso che si muove e comunica attraverso piattaforme tematiche o i social network.

In questo modo, però, il 4 marzo scorso è riuscito a portare in Parlamento tre deputati: Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Il discorso della Lega è diverso, perché legato all’esplosione elettorale e mediatica di Matteo Salvini.

Anche la Lega però ha eletto tre parlamentari: Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa, anche se quest’ultimo il lasciapassare per Palazzo Madama lo ha “staccato” a Viterbo.

 

I motivi di un risultato che ha cambiato l’Italia sono diversi: il voto di opinione, il sistema elettorale, il crollo di Pd e Forza Italia. Fatto sta che dobbiamo abituarci ad un altro modo di interpretare il ruolo di parlamentare.

Le istanze del territorio vengono tenute in considerazione e infatti Enrica Segneri si sta battendo per la questione degli addetti al settore della pulizia delle scuole per esempio. Così come Ilaria Fontana sull’ambiente è presente. Per fare due esempi.

Quello che manca è il “collegamento” con gli amministratori locali, che però in entrambi i casi sono pochissimi al momento.

 

Ne deriva una sensazione di scollamento. Ne è esempio il caso di Vertenza Frusinate. Che al di là dei modi in cui propone le proprie istanze è innegabile che sollevi da tempo un problema reale e concreto: quello dei lavoratori dei grandi (e piccoli) gruppi rimasti senza occupazione e senza nemmeno riuscire ad agganciare una delle finestre di salvaguardia della legge Fornero.

Da mesi non ricevono risposte dai parlamentari del territorio… La Provincia sta cercando di favorire il dialogo, proponendo incontri. Nessuno si aspetta risposte immediate. Ma un cenno di attenzione si. E non arriva.

Pesa l’assenza di un anello di trasmissione tra il territorio ed il livello parlamentare, la mancanza di rappresentanti che vivano le questioni concrete e che sappiano poi trasmetterle ai Parlamentari affinché passino all’azione concreta.

Oggi sono rimasti per ore nel palazzo della Provincia: l’unico dove hanno l’impressione di trovare qualcuno che li ascolti. Hanno chiesto un incontro con i Parlamentari del territorio. Nemmeno uno se n’è visto. Fino a tardi. Soli, con il loro problema. E sette parlamentari eletti.

Ne deriva sempre più forte un senso di solitudine: dal 4 marzo questa provincia è come se fosse sola.

Il tallone di Achille alla lunga potrebbe essere proprio questo. Perché se Lega e Cinque Stelle non eleggeranno sindaci e consiglieri comunali non avranno “radici” abbastanza forti per durare nel tempo.

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