Il Frosinone allo specchio: per osservare il suo destino (di E. Ferazzoli)

Aspettando Parma-Frosinone. Una settimana infinita e di paradossi. Nei quali aspettare un momento sta a significare averlo a lungo immaginato.

Elisa Ferazzoli

Giornalista in fase di definizione

Sono così lunghe le attese quando cerchi delle conferme, aspetti una svolta o quell’occasione che dica in maniera incontrovertibile chi sei e cosa meriti di ottenere. Lunghissime se di fronte avrai una squadra che in quei 90’ è alla ricerca della medesima riprova.

Parma – Frosinone è innanzitutto una settimana infinita e a tratti paradossale: iniziata con la conferma di essere i secondi della classe grazie all’ottima prestazione della tua prossima avversaria e proseguita con la consapevolezza che al Tardini non sarà una gara come tutte le altre – anche se sarebbe meraviglioso poter dare credito a questa bugia – ma che si scenderà in campo per ribadire a se stessi e agli altri che in quel vantaggio non c’è nulla di casuale ma merito e lavoro duro.

 

Aspettare un momento il più delle volte sta a significare averlo a lungo immaginato, aver concepito con la fantasia un epilogo ogni volta diverso, esultanze e drammi compresi. Finché, quando giunge l’ora di fronteggiarlo, diventa troppo rischioso perfino affrontarne il pensiero.

Non si tratta di vigliaccheria ma di una sana scaramanzia che in questo frangente d’attesa reclama silenzio.

Fare pronostici non porta bene. È meglio non urtare, rispolverando trend e statistiche, una Dea Bendata che in questa stagione del Frosinone si è dimostrata tanto tirchia di rimpalli a favore quanto magnanima di pali, traverse e infortuni.

Dopo Paganini e Sammarco, giovedì è toccato a capitan Ciofani: una distrazione di terzo grado al bicipite femorale della coscia destra che di fatto mette fine alla stagione del capocannoniere gialloblu.

Se tutto andasse secondo i nostri piani probabilmente non riusciremmo mai a sorprenderci e a migliorarci perché difficilmente la norma è in grado di fare la differenza.

L’assenza dell’inamovibile Ciofani e l’alternativa Dionisi-Citro, che ha costretto sia la squadra sia Longo a ridisegnare schieramenti e meccanismi di gioco già contro il Venezia, potrebbe intendersi non come l’ennesimo affronto della malasorte ma come una soluzione dagli esiti inaspettati e fino a poco tempo fa impensabili.

Non resta che lasciare la parola al calcio giocato. In fondo solo il futuro e l’inaspettato è in grado di offrire ad ognuno l’occasione per trasformare dei banalissimi istanti nei migliori attimi della propria vita.

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