Pompeo chiama tutti i nuovi parlamentari: «Prima la Provincia» (di C. Trento)

Il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo invita i neo parlamentari. Fare squadra per il bene del territorio. Oltre gli steccati. Verso il ruolo che fu di Francesco Scalia: nel Partito e fuori.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Una collaborazione istituzionale nel superiore interesse del territorio. Nel rispetto dei ruoli ma anche dell’ indicazione chiarissima che è venuta dai cittadini. È su queste basi che ho inviato una lettera di congratulazioni a tutti i parlamentari e i consiglieri regionali eletti con il voto del 4 marzo, anticipando loro che è mia intenzione invitarli ad un’ assemblea di confronto con i 91 sindaci della Ciociaria».

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo fa la prima mossa e in un certo senso prende tutti in contropiede. Mettendo in evidenza la necessità di una collaborazione istituzionale, ma anche sottolineando che il dato elettorale del 4 marzo deve essere rispettato.

Un risultato che ha cambiato la geografia politica della provincia di Frosinone: tre parlamentari dei Cinque Stelle, tre della Lega, uno di Fratelli d’ Italia. Nessuno dei tre uscenti del Pd riconfermato.

Ma Antonio Pompeo fa prevalere l’ aspetto istituzionale, lui che in questo momento è uno degli elementi di punta del Partito Democratico provinciale. Rileva il presidente della Provincia: «Questo territorio ha bisogno di un confronto costante, leale e proficuo tra tutti i rappresentanti nelle varie istituzioni. Il voto del 4 marzo non lascia dubbi sul messaggio che gli elettori hanno voluto inviare: va rispettato, ma al tempo stesso è necessario creare un ponte di dialogo con i sindaci, che restano a mio giudizio i principali interlocutori nel panorama locale».

Un altro elemento da non sottovalutare, perché Antonio Pompeo ha sempre sostenuto che è dagli amministratori locali che arriva la spinta propulsiva sui territori.

Infatti nota: «La provincia di Frosinone ha bisogno che le istanze del territorio trovino un momento di discussione e di dibattito sia alla Regione Lazio che in Parlamento. E nessuno meglio dei sindaci può farsi portavoce di quelli che sono i bisogni e le emergenze. Penso al lavoro, all’ ambiente, ai servizi, ma anche alla scarsità di fondi che arrivano agli enti locali, i quali però sono poi in prima linea per quanto riguarda il sociale, le scuole, la viabilità, la gestione delle emergenze. Un paradosso che va assolutamente cancellato. E in fretta. È anche importante che il confronto venga esteso ai rappresentanti del mondo economico ed imprenditoriale e alle forze sociali. C’ è bisogno di progetti di sviluppo, di investimenti, di capacità di dare una risposta al dramma della disoccupazione e della povertà».

Si tratta delle emergenze di un territorio che da anni aspetta un’ inversione di tendenza che non arriva. Probabilmente anche per l’ incapacità di fare squadra, di mettere da parte sulle grandi tematiche le bandiere dei rispettivi partiti di appartenenza.

Sottolinea Antonio Pompeo: «Su questi punti non possono esserci steccati ideologici o partitici, su questi punti non è possibile ragionare in termini di maggioranza e opposizione, su questi punti è fondamentale agire per ottenere risultati concreti. La responsabilità che deriva dall’ investitura popolare è enorme e credo che bisogni attuare sistematici momenti di dialogo. Concentrando l’attenzione su poche proposte ma fattibili e, soprattutto, finanziabili. Sono convinto che si possa fare. Sono convinto che si debba fare».

Un’ iniziativa che segna comunque un momento di novità nel dibattito politico. Anche perché cade in un momento di grande incertezza per quanto riguarda il futuro governo del Paese. La presa di posizione di Antonio Pompeo va nella direzione di unire le forze e di mettere in campo poche proposte ma concrete.

Nella consapevolezza che il territorio ha bisogno urgente di una inversione di tendenza.

A questo punto non resta che attendere le successive mosse. A cominciare dalla convocazione dell’ assemblea dei sindaci e dei nuovi parlamentari.

 

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