Prima senza e poi con i Partiti, ma ancora niente Sport

Dal civico Caligiore 1 al politico Caligiore 2, che porta a casa oltre 3 milioni per la rigenerazione urbana. Ma brucia un’altra occasione per lo sviluppo del polo sportivo di Ceccano. La svolta? Il mutuo per il nuovo eco-palazzetto

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Tre note liete e una stonata. E, se non fosse la solita stecca nello Sport, non potrebbe guastare di certo la festa del sindaco Roberto Caligiore per i contributi ottenuti per la rigenerazione urbana di Ceccano. Quelli assegnati dal Ministero dell’Interno attuando la Missione 5 “Coesione e inclusione” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Sono i fondi per la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale; quelli per il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Dove? Nei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti. In Ciociaria ne hanno approfittato tutti gli aventi diritto.  

Milioni per Ceccano

A Ceccano arriveranno quasi 1.8 milioni per l’ultimazione del restauro del medievale Castello dei Conti. Riaperto a metà dal 2014 ora è destinato a mostrarsi in tutta la sua bellezza. A ruota 950 mila euro per la messa in sicurezza del centro storico: vicoli e luoghi del cuore per decenni degradati e indecorosi ma ormai prossimi alla riqualificazione.

E poi ancora, previo scioglimento della riserva ministeriale, oltre 650 mila euro per l’adeguamento strutturale e antisismico dell’ex scuola di Borgo Berardi: inagibile e chiusa dal 2015 nella parte bassa della città, ma con un futuro all’insegna di attività culturali, sociali e giovanili.

Niente da fare, invece, per il completamento degli impianti sportivi comunali e per la creazione di una pista ciclabile. Il Ministero non ha concesso il finanziamento richiesto: 1.6 milioni di euro. Perché? Per via della documentazione incompleta, come già accaduto in risposta al bando nazionale Sport e Periferie: quando erano stati richiesti 690mila euro per la realizzazione di un nuovo campo da calcio. Progetti scartati, dunque, non in quanto ritenuti mediocri ma perché risultati monchi.  

La grande svolta, invece, sarà la concessione di un mutuo a tasso zero da parte dell’Istituto per il credito sportivo. Oltre tre milioni e mezzo di euro per la costruzione di un eco-palazzetto in luogo dell’ex Palasport Domenico Tiberia: miseramente crollato dopo la storica nevicata del 2012. Altre opportunità non mancheranno di certo. Ma il sogno del civico Caligiore 1, quello dello Sport senza Partiti, resta un’ossessione anche per il politico Caligiore 2.

Dal civico Caligiore 1 al politico Caligiore 2

Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore

«Ceccano continua a cambiare in meglio – ha esultato il sindaco di FdI CaligioreSi chiude il 2021 con tantissime azioni messe in atto da tutta l’Amministrazione Comunale e si apre il 2022 nei segni che ci contraddistinguono: tenacia, concretezza, competenza eccetera». (Per l’eccetera leggi qui L’ABC della politica a Ceccano: per una rilettura del 2021).

Onore al merito di aver centrato tre finanziamenti su quattro. Tutti i progetti di rigenerazione urbana sono stati curati dall’assessora all’Urbanistica Ginevra Bianchini: la più votata della lista civica Caligiore Sindaco, in quota FdI. E iniziano a riempire il contenitore lanciato sette mesi fa dal primo cittadino: il Piano strategico per la transizione sostenibile della città, più ambizioso dell’iniziale Recovery plan per renderla (quasi) normale.   

Ma nella Città di Ceccano, guidata da Caligiore prima senza e poi con i Partiti, persiste una costante: le occasioni bruciate per lo sviluppo degli impianti sportivi. La prima amministrazione, nata civica nel 2015 e morta prematuramente nel 2019 per eccesso di FdI, è venuta meno a tre promesse: il recupero del Palazzetto dello sport, la costruzione della piscina comunale e il completamento del polo sportivo di Passo del Cardinale.

Rieletto al primo turno dopo la caduta, a capo di un non più velato centrodestra, il primo cittadino dovrà ora garantire in zona la “Città verde”. In pratica: la cittadella dello sport lanciata in campagna elettorale. Dalla riqualificazione del campo da rugby e della circostante pista da atletica alla realizzazione di un Centro “Sport e Salute”, un campo da calcio, un altro da tennis e una pista ciclabile. Fino ad arrivare al piatto forte, la costruzione di un nuovo palasport, per ora l’unica a un passo dall’essere finanziata. È scomparsa la piscina. E tutto il resto dovrà attendere ancora.

Il bicchiere un po’ pieno: il Palasport

Il palasport crollato

Il Comune di Ceccano ha reso noto di aver ottenuto il parere positivo del Coni all’accensione di un mutuo con l’Istituto per il credito sportivo: la banca pubblica che ha contribuito al finanziamento del 75% delle infrastrutture sportive italiane. Tramite il bando “Sport Missione Comune”, il Caligiore 2 pare ormai a un passo da un prestito da restituire senza interessi: oltre tre milioni e mezzo di euro per la costruzione di un nuovo eco-palazzetto autofinanziabile.  

«Una svolta storica per Ceccano», l’ha giustamente definita Caligiore. Perché arriverà dopo l’altrettanto storico crollo del Palasport “Domenico Tiberia”, intitolato alla stella ceccanese della boxe. La copertura, di fatto appesantita da travi in legno lamellare piazzati dall’allora amministrazione Psi, cedette il 3 febbraio 2012 sotto il peso della neve. C’è stato un processo ed è stato assolto l’unico rimasto in vita tra i tre tecnici imputati per due reati: “crollo di costruzioni o altri disastri dolosi” e “delitti colposi di danno”. Per la Giustizia, dunque, nessun colpevole: vennero rispettate tutte le regole di progettazione; si tratto di un evento eccezionale.  

Con l’insediamento del Caligiore 1, oltre tre anni dopo, si fece sempre più esplicita l’intenzione di ricorrere a un progetto di finanza: il coinvolgimento di privati che potessero finanziare l’opera in cambio dei futuri utili. Tanto che l’odierno senatore di FdI Massimo Ruspandini, a suo tempo vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, parlò in vista del 2017 di «varie proposte imprenditoriali al vaglio dell’amministrazione». L’operazione, portata avanti con l’allora delegato allo Sport Angelo Macciomei – oggi consigliere della Lega con delega ai Lavori pubblici – finì invece per naufragare.

Ora, però, spazio al mutuo per il Palasport green che si finanzia da solo. «Grazie al bando dell’Istituto per il credito sportivo – ha accentuato a riguardo Caligiore – verranno abbattuti gli interessi del mutuo per il finanziamento dell’opera. In più, verrà creato un ciclo virtuoso. Verranno installati pannelli fotovoltaici che consentiranno di abbattere le spese di gestione del mutuo attraverso la produzione di energia elettrica. Il nostro obiettivo è realizzare una struttura che, nel giro di un anno e mezzo o due, permetterà di generare l’energia necessaria per pagare il mutuo».

Il bicchiere quasi vuoto: gli altri impianti

Qual è il fattore principale della svolta secondo il sindaco? «La compattezza e la forza della nostra squadra di governo». Sottinteso: al contrario di quella che in parte gli si rivoltò contro e lo fece cadere un anno prima della scadenza del mandato. Non consentendogli, a detta sua, di realizzare alcuni progetti oggi ripresi del Caligiore 2. Tra questi, per l’appunto, il completamento e l’ampliamento degli impianti sportivi comunali.

Tre mesi e mezzo fa, nel quadro del bando Sport e Periferie, era stato scartato il progetto del campo da calcio in erba sintetica. Perché? Non è stata inviata la relazione contenente la stima dei costi annuali. Quelli di gestione e manutenzione. Non escludendo un ricorso, nell’occasione, il delegato allo Sport Diego Bruni ha contestato «l’estromissione a seguito dell’istruttoria tecnico-amministrativa. Il piano di sostenibilità, contrariamente a quanto riportato, è stato inviato assieme al resto della documentazione». Il progetto, in ogni caso, è rimasto escluso.

Stessa fine ha fatto la richiesta di finanziamento per il polo sportivo e la pista ciclabile. Perché? Non è stata integrata con successo con gli indicatori specifici riferiti all’efficientamento energetico e alla superficie complessiva in metri quadri. Cestinato a causa della documentazione incompleta, dunque, anche quest’altro progetto. Sarà per la prossima, che ai tempi del Pnrr non tarderà ad arrivare.  

Meglio guardare, ancora ai tempi del Covid, ai 3.4 milioni di euro portati a casa per il Castello, il centro storico e l’ex scuola. «In un periodo, che dura ormai dal 2020, – ha concluso il sindaco Caligiore siamo fieri di questi risultati. Sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo per cui abbiamo iniziato a fare politica. E per il quale continuiamo. E cioè: arricchire la nostra città e la qualità della vita della nostra comunità».

Per ora resta povero lo Sport.

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