Province, il ritorno al futuro appeso alle polemiche

Salvini e Di Maio stanno facendo finta di litigare su tutto per ottenere più voti alle europee, ma la situazione può sfuggire di mano. Il recupero di questi enti è fondamentale per i territori, come è scritto nella bozza dell’Upi. Il lavoro e il ruolo di Antonio Pompeo

Adesso Lega e Movimento Cinque Stelle stanno litigando sul futuro ruolo delle Province. Eppure nella bozza per le linee guida per la riforma degli enti locali (il lavoro è stato effettuato al tavolo tecnico-politico in conferenza Stato-Città) c’è scritto: “La Provincia ha un presidente, eletto a suffragio universale dai cittadini dei Comuni che compongono il territorio provinciale, coadiuvato da una giunta da esso nominata”.  E si specifica inoltre che a coadiuvare il presidente c’è “il Consiglio, avente poteri di indirizzo e controllo, eletto a suffragio universale”. Un passo fondamentale per tornare all’assetto pre-Delrio, con l’elezione diretta di 2.500 tra presidenti e consiglieri.

A tutto questo da anni sta lavorando l’Upi, l’Unione delle Province Italiane, che ha elaborato lo schema sul quale si sta lavorando da tempo. Peraltro, nel recente incontro con Papa Francesco, nella Sala Clementina, il Pontefice ha definito le Province “presidio della casa comune”. E Michele De Pascale, presidente dell’Upi, ha spiegato che le Province sono “una rete capillare che tiene insieme il Paese, connotate da un forte senso di appartenenza dovuto ad un bagaglio di storia, cultura e tradizioni comuni”.

La bocciatura del referendum costituzionale del 2016 ha fatto sì che questi enti siano rimasti di rilevanza costituzionale. Ma cosa ha prodotto la riforma Delrio? La trasformazione in enti di secondo livello, meno trasferimenti da parte dello Stato, meno servizi e un risparmio di circa 100 milioni di euro sugli stipendi, mentre sono aumentate del 38% le spese di funzionamento.

La realtà dice che Province restano enti fondamentali per la manutenzione degli edifici scolastici e delle strade. Oltre che di tante altre cose. L’Upi si è impegnata molto in questi anni per riportare le Province al ruolo che avevano.

All’interno dell’Unione delle Province Italiane un ruolo fondamentale lo sta svolgendo svolto Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Frosinone, dell’Upi Lazio e membro del direttivo nazionale dell’organismo. Pompeo ha lavorato anche alla bozza poi sottoposta al Governo. Dice: “La Provincia è la Casa dei Comuni e non mi stancherò mai di ripetere che, come amministratori, dobbiamo tutti impegnarci per il superiore interesse del territorio. Si tratta di un ente che ha sempre svolto, e continua a farlo, funzioni programmatorie e anche operative. Pensiamo alle scuole e alle strade, ma pure a tematiche come i rifiuti o la gestione del servizio idrico».

Il ritorno al passato? Meglio un ritorno al futuro, per Pompeo. Cioè una radicale revisione della Delrio. «In questi anni abbiamo fronteggiato il taglio delle risorse e del personale, ma senza lamentarci. Credo che la bozza di riforma elaborata dall’Upi rappresenti una piattaforma fondamentale. Mi auguro davvero che nel Governo non prevalgano logiche da campagna elettorale: prima viene l’amministrazione del quotidiano, prima vengono le comunità locali».

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