Regionali, aria di rimonta nel Centrosinistra

Foto © Imagoeconomica, Benvegnu' Guaitoli

Un post di Bruno Astorre parla di "Rimonta" del centrosinistra alle prossime Regionali. Prima di scriverlo ha consultato gli ultimi sondaggi interni. Che non escludono un pareggio

C’è aria di rimonta”: il messaggio appare sulla bacheca del senatore Bruno Astorre, Segretario del Partito Democratico nel Lazio. Lo scrive pochi minuti dopo avere esaminato il sondaggio riservato che ha tenuto conto delle ultime proiezioni. I numeri dicono che la partita è aperta: il Pd di Zingaretti tiene oltre le previsioni iniziali. Al punto che si potrebbe arrivare ad un pareggio: 3 regioni al centrosinistra e 3 al centrodestra. ma secondo alcuni indicatori potrebbe finire addirittura 4-2 per il centrosinistra. E l’alleanza con il M5S non c’entra.

I numeri

Nicola Zingaretti, Luca Zaia, Vincenzo De Luca

I numeri portati nelle ore scorse al Nazareno sono stati una ventata di aria fresca: capaci di spazzare via il calore infernale acceso un mese fa. I dati raccolti a luglio dicevano tutt’altra cosa: consentivano a Salvini – Meloni – Tajani di ipotizzare un 6-0 per il centrodestra.

Il centrodestra ora può continuare a contare sul risultato del Veneto. Tutti i test parlano di un vantaggio molto concreto per il governatore uscente Luca Zaia. L’istituto Tecné addirittura gli assegna 50 punti in più delo suo sfidante messo in campo dal centrosinistra, Arturo Lorenzoni.

Sempre Tecné assegna 8 punti di vantaggio al governatore uscente della Liguria, Giovanni Toti sul suo sfidante più vicino: il giornalista Ferruccio Sansa sul quale c’è stata un convergenza tra Pd e 5 Stelle.

Il Centrosinistra invece può contare sul vulcanico governatore Vincenzo De Luca che in Campania viene accreditato di 6 punti in vantaggio sul candidato messo in campo dal centrodestra: Stefano Caldoro di Forza Italia. Una forbice che potrebbe risultare addirittura più larga se funzioneranno le 15 liste schierate a sostegno di De Luca.

C’è un vantaggio costante in tutte le rilevazioni anche in Toscana: Eugenio Giani è davanti alla ex sindaca leghista di Cascina Susanna Ceccardi oggi parlamentare Europeo.

Le due in bilico

MICHELE EMILIANO. FOTO © GAETANO LO PORTO

Pareggio o sconfitta lo diranno le altre due regioni: Puglia e Marche. Il dato più fresco lo porta Pietro Vento, direttore dell’istituto Demopolis. Secondo il quale la partita è ancora aperta. È un’iniezione di fiducia per il Pd: il governatore Michele Emiliano è ancora in corsa nonostante i due avversari interni schierati dal centrosinistra. Matteo Renzi ha schierato Ivan Scalfarotto. Per vincere? No per far perdere Emiliano: vecchie ruggini ed i toscani sono fatti così quando prendono di aceto. Il M5S invece ha messo in campo Antonella Laricchia.

Nonostante queste due zavorre però i dati Demopolis parlano di un testa a testa con l’ex governatore Raffele Fitto.

Esauriti tutti i tentativi politici resta solo una carta: l’appello al voto utile fatto direttamente agli elettori. Proponendogli il voto disgiunto: Emiliano governatore e la preferenza ai candidati grillini.

Rousseau per le Marche?

Foto © Benvegnu’ Guaitoli, Imagoeconomica

Potrebbe essere ancora una volta la piattaforma Rousseau a sciogliere i nodi che sono ancora intrecciati nelle Marche.

La votazione dell’altro giorno che ha trasformato il M5S in un Partito a tutti gli effetti ed autorizzato le alleanze politiche, apre la possibilità ad un cambiamento di scenario nelle Marche. Lì i grillini hanno indicato Mario Mercorelli: ma lo hanno fatto sei mesi fa, un altra epoca.

Luigi Di Maio nelle ore scorse ha iniziato a limare gli spigoli dei parlamentari locali. Oggi ci sarà una risposta. Che potrebbe valere il pareggio, la vittoria, la sconfitta.

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