Saf, si al metano bio con gli avanzi delle nostre cucine

Rivoluzione green della provincia di Frosinone. Smetteremo di spendere per portare fuori regione i nostri avanzi delle cucine. E ci faremo il metano bio. Saf verso una società con un privato. Al Pubblico il controllo su ogni passaggio, al privato la gestione. Possibile il taglio delle tariffe in pochi anni.

Frosinone come il Nord d’Italia, come le capitali europee. L‘ipotesi è sul tavolo della Saf, la società pubblica composta da tutti i Comuni ciociari per gestire i loro rifiuti. Potrebbe smettere di portare fuori regione gli avanzi delle cucine per estrarne bio metano da destinare alle scuole ed alle auto sul territorio, ammendante di qualità per l’agricoltura. Spiega il dizionario: fertilizzanti naturali che migliorano le caratteristiche fisiche del suolo. In maniera green ed abbattendo pure la bolletta a carico dei cittadini: perché a quel punto le bucce delle banane, le scorze delle patate e la pasta avanzata inizierebbero a produrre utili, e smetteremmo di pagare per farle lavorare.

Il via libera al presidente Lucio Migliorelli lo hanno dato da mesi i sindaci nella loro qualità di soci della Saf. Ora però si stanno creando le condizioni per accelerare questo processo.

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Presidente Migliorelli, Legambiente benedice il metano green estratto dai rifiuti di cucina, la stessa cosa sostiene Green Italia. Chiedono che il Pubblico sia presente in questa operazione. E voi siete pubblici. (Leggi qui Ceccarelli, green sul serio. Non sono il presidente di Legambiente. Sono Stefano).

Non sarebbe una pessima idea… hanno ragione gli ambientalisti.

Il personale della Saf di Colfelice
Quindi potreste decidere di riportare gli avanzi di cucina in Ciociaria, estraendo il metano green?

Torneremmo a fare ciò che abbiamo fatto fino ad un paio di anni fa. E che oggi facciamo indirettamente. La Saf gestisce l’intero quantitativo di Rifiuto organico prodotto dai comuni della provincia.

In che senso?

Nel senso che fino ad un paio di anni fa Saf si occupava direttamente anche di quelli che voi giornalisticamente chiamate ‘avanzi di cucina’ mentre per noi tecnicamente si chiamano ‘Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani’. Poi abbiamo fatto delle scelte di carattere industriale, lo stabilimento di Colfelice doveva diventare la nostra Fabbrica dei Materiali, l’impianto per la gestione della frazione Organica realizzato con tecnologie di ultima generazione doveva essere realizzato in un’area esterna e nuova rispetto allo stabilimento. Abbiamo fatto partire un bando per la scelta della localizzazione e del partner con cui realizzare l’impianto e nel frattempo li portiamo fuori regione, con un costo di circa 140 euro a tonnellata e chi li prende ci ricava il metano ed il compost per l’agricoltura. Che resta a loro.

State pensando di riportarli…

L’assemblea dei soci, quando ha votato il bilancio ed il piano industriale della Saf per i prossimi anni è stata chiara. Ha detto basta all’attuale modello. I sindaci ci hanno chiesto di ammodernare lo stabilimento di Colfelice per garantire le migliori performance ambientali possibili di essere protagonisti nella gestione delle frazioni di rifiuto urbano prodotte dalla provincia. E noi lo stiamo realizzando. La prima fase della realizzazione della nostra Fabbrica è conclusa ed entrerà in funzione nel mese di gennaio del 2021. Ed adesso siamo pronti per la realizzazione dell’impianto per la gestione della frazione organica dei rifiuti..

In genere le aziende pubbliche sono dei carrozzoni…

Dipende da come le si gestisce… E poi le nuove norme sono chiare: oggi se un’azienda pubblica produce solo costi, è ‘un carrozzone’ come dite voi, va liquidata ed il servizio affidato a chi è capace di farlo. Non mi sembra che Saf corra questo rischio: parlano i bilanci, siamo un’azienda sana e capace di recitare un ruolo da protagonista. E su questo voglio essere chiaro: protagonista nel nuovo mondo dell’ambiente green e non in quello che fino ad oggi è stato solo lo smaltimento dei rifiuti. Il mondo è cambiato, Greta e poi la pandemia hanno significato molto: i sindaci della provincia di Frosinone hanno deciso di andare in quella direzione. E Saf lo fa.

Impianto di biogas Foto © Riccardo Squillantini / Imagoeconomica
Che competenze avete nel metano?

I sindaci, anche su questo sono stati chiari. Abbiamo pubblicato oltre un anno fa un bando nel quale abbiamo detto in sostanza: “Noi vogliamo smettere di spendere un pacco di soldi per toglierci i rifiuti di cucina. Vogliamo farci noi il nostro metano bio, con ciò che viene dalle nostre cucine. E con quello che avanza farne concime per la nostra agricoltura. Con il bando abbiamo chiesto a chi è capace ed ha una reputazione seria, se vuole fare questa cosa con noi”.

A che punto è il bando?

Il bando si è chiuso ed abbiamo individuato il partner. Stiamo portando avanti l’esecuzione del piano. Non aggiungo altro: per correttezza, aspetto prima che i sindaci ne siano informati tutti.

Chi comanderà?

Noi. Il pubblico deve avere il controllo. Su tutto. Ed il privato la gestione. Che noi controlleremo dando le massime garanzia.

Non è preoccupato?

E di che cosa? Nei secchi dell’immondizia delle nostre cucine non vengono gettate mica scorie radioattive. Sono i rifiuti prodotti dalle famiglie della nostra provincia. Gestire i rifiuti urbani è il nostro lavoro ed è  quello che sappiamo fare.

La bolletta scenderà?

Non immediatamente. Non appena gli impianti andranno a regime. Ma scenderà ed i benefici saranno anche molti altri.

Un moderno stabilimento di trattamenti rifiuti
I cattivi odori torneranno?

Le tecnologie di oggi sono del tutto diverse da quelle che c’erano fino a qualche anno fa. Lo scorso anno un gruppo di sindaci della provincia di Frosinone è stato con la Saf a visitare gli impianti più moderni che si trovano in Italia. Fino alle serrande dello stabilimento non si sentono odori. Certo, una volta all’interno è chiaro che si sente l’odore delle lavorazioni. Ma fenomeni che sono stati consueti fino a qualche anno fa, mi sento di dire che non ci saranno più.

Intorno al vostro stabilimento di Colfelice sta nascendo il progetto della Green valley

È il segnale che tutto sta andando verso l’economia circolare: non possiamo più permetterci di gettare nulla, perché sulla Terra siamo tanti e le materie prime rischiano di non bastare per tutti. Dobbiamo recuperare il più possibile. E creare nuove materie prime da processi di end of waste. La Green Valley che sta nascendo nel quadrante territoriale dove insiste anche lo stabilimento Saf va in questa direzione. .

A chi darete il metano bio?
Il passaggio dai combustibili fossili a quelli green è una scelta obbligata

La Saf è composta dai Comuni in parti uguali, a prescindere dalla loro dimensione e da quanta immondizia producano. Non possiamo favorirne solo alcuni. Stiamo valutando se immettere il gas nella rete nazionale e con quei ricavi abbattere le bollette; oppure se destinarlo ad una rete locale. Ma è presto per parlarne.

Agli ambientalisti cosa dice?

Ho molto apprezzato le parole del presidente di Legambiente Frosinone, in particolare quando ha detto che «Con un perfetto smaltimento e riutilizzo delle immondizie non ci si arricchisce quanto fanno le malavite, ma il giusto profitto si può avere. Impianti di riciclo e riutilizzo della frazione umida, gestiti da una società mista pubblico-privata, potrebbero essere una soluzione per rassicurare la cittadinanza sulla trasparenza di ogni passaggio». Ecco, noi siamo pronti a fare la nostra parte: per difendere la legalità, agire in assoluta trasparenza, abbattere l’inquinamento, garantire performance ambientali elevate.

I profitti?

Siamo una società pubblica. I profitti finiscono nelle tasche dei Comuni e quindi dei cittadini oppure attraverso la riduzione della bolletta.

Ai cittadini cosa dice?

Per favore, fate una differenziata di qualità. Meglio differenziate e migliori sono i materiali che noi ricaviamo.

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