Salta l’incontro con il sindaco. «Noi andiamo a dimetterci»

Salta la riunione di questo pomeriggio per risolvere la crisi in Comune a Cassino. Il sindaco: "Ho la febbre alta". Chiusaroli: "Pronti a firmare le dimissioni". La Lega: "Firmiamo subito". Fardelli: "Metto io il notaio". D'Alessandro: "Toccava a loro farmi sapere".

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

«È finita. Per quello che mi riguarda, quello che ci riguarda, lunedì siamo pronti a firmare le dimissioni in massa e determinare la fine dell’amministrazione di Carlo Maria D’Alessandro»: Rossella Chiusaroli non ha intenzione di andare oltre, il messaggio inviato poco dopo le 14 di venerdì dal sindaco di Cassino è la pietra tombale sulle trattative per ricomporre il centrodestra in città.

Il sindaco ha la febbre

Dovevano vedersi nel pomeriggio, l’avevano concordato all’inizio della settimana, durante la conferenza del disgelo. Quella che aveva riunito intorno allo stesso tavolo la coalizione vincitrice delle elezioni comunali di tre anni fa. E poi finita in mille pezzi. C’erano le condizioni per ricomporre il quadro e ricostruire una giunta unitaria. Anche se rimanevano tante diffidenze. (leggi qui Nessuno si fida: venerdì o tutti in giunta o tutti a casa).

Invece poco dopo le 14, sui cellulari del Capigruppo consiliari e dei coordinatori politici provinciali del centrodestra è arrivato un messaggino. Inviato dallo smartphone di Carlo Maria D’Alessandro.

Purtroppo da ieri sera ho la febbre molto alta. Sono riuscito stamattina a partecipare alle celebrazioni del 75° anniversario della distruzione dell’Abbazia. Credetemi, non mi reggo in piedi. Purtroppo oggi dobbiamo rimandare. Non appena mi sarò rimesso vi chiamerò subito. Vi chiedo scusa per avervi dato così poco preavviso ma speravo di recuperare invece sono peggiorato. Un saluto a tutti e ci sentiamo prestissimo.

Rossella Chiusaroli, capogruppo di Forza Italia, leader dell’ala dissidente che è contrapposta a quella lealista, se lo aspettava. Tanto che nella serata di ieri aveva detto «Non accettiamo ulteriori rinvii: nemmeno di qualche ora. Venerdì pomeriggio vogliamo che il sindaco ci dica si all’azzeramento delle deleghe e dia il via libera alla ricostruzione di una maggioranza. Altrimenti, per quello che ci riguarda, è finita».

Troppo tardi: ci dimettiamo

Trascorre la nottata. Poi la mattinata. Subito dopo l’arrivo del messaggio c’è stato un rapido giro di telefonate. Rossella Chiusaroli ora dice: «Siamo sicuri che il sindaco stia effettivamente male, siamo dispiaciuti: ma purtroppo a questo punto siamo andati oltre. Siamo pronti a firmare le dimissioni lunedì: chi è pronto si faccia avanti».

La capogruppo dà appuntamento alle ore 12 nell’ufficio del Segretario Generale per rassegnare le dimissioni in massa e far cadere l’amministrazione. Servono 13 firme. La volta scorsa ne erano arrivate solo dodici: ora però con quella di Chiusaroli e dissidenti si andrebbe abbondantemente oltre.

La Lega è pronta a seguirla: «Magari fosse – dice il capogruppo Robertino Marsellaper quanto riguarda noi, siamo pronti a firmare le dimissioni di massa anche adesso».

Il capogruppo di Noi con l’Italia Antonio Valente è perplesso «il gesto del sindaco è uno sgarbo politico non da poco. La città è stanca: per me si può andare subito alle dimissioni, sono in totale sintonia con i tre di Forza Italia che insieme a noi hanno chiesto al sindaco la verifica. Siamo tre più uno, o se preferite uno più tre».

Il segretario cittadino del Partito Democratico di Cassino Marino Fardelli fa arrabbiare tutti quando dice «Andiamo adesso a firmare le dimissioni, al notaio ci penso io. Noi però siamo convinti che questo sia il loro ennesimo bluff per alzare la posta con il sindaco! Siamo pronti a pagare noi il notaio senza quindi oneri per chi firma».

D’Alessandro dal capezzale: diano la disponibilità

Dal letto sul quale sta facendo sfogare la febbre, Carlo Maria D’Alessandro legge le anticipazioni di Alessioporcu.it e risponde al telefono. «Ho come l’impressione che si tratti di un pretesto: cosa cambia tra venerdì e lunedì?»

Beh, sindaco: nel messaggio lei non ha scritto ‘ci vediamo lunedì’. «E mica ho il colera: è un semplice attacco d’influenza, un paio di giorni e passerà, che diamine!»

Però si aspettavano che almeno scrivesse si o no alla loro richiesta di rimpasto totale. «Ho già detto e confermo ancora adesso che non sono disposto a fare crisi al buio. Devono essere loro a firmarmi un documento nel quale dicono di essere pronti a rientrare in maggioranza. E solo a quel punto si può procedere con il rimpasto».

Ma ormai potrebbe essere troppo tardi.

Lunedì o tra un anno

In realtà più di qualcosa cambia. Il sospetto di molti è che il sindaco stia puntando a scavallare la data di lunedì. Cosa accade il 18 febbraio? Perché può essere una data limite? Il dirigente della Lega Lello Valente «Lunedì è l’ultimo giorno utile per poter votare a maggio». Se si va oltre quella data la finestra utile successiva è tra un anno.

Il calcolo di Valente è chiaro: «Per votare a maggio 2019 occorre che entro il 24 febbraio venga pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica in cui si scioglie l’amministrazione in carica. Per formare quel Decreto occorrono 4 giorni e quindi il 20 febbraio è l’ultimo giorno per trasmettere al Quirinale le dimissioni».

Ricapitolando: se si vuole rivotare a maggio 2019, lunedì mattina devono essere depositate al Comune le firme delle dimissioni in massa. Entro le ore 14 il Segretario Generale del Comune le deve inoltrare alla Prefettura di Frosinone. In questo modo, l’indomani l’Ufficio di Governo di Frosinone le può recepire e inoltrare al Ministero dell’Interno. E da qui al Quirinale.

È per questo che Rossella Chiusaroli ha fissato l’appuntamento dal Segretario Generale a mezzogiorno di lunedì. Per lasciare al sindaco la possibilità di chiudere la crisi in tempo utile.

I Civici: tacete o si sfascia tutto

Le liste civiche di maggioranza Insieme e Reazione si schierano a difesa del sindaco. E chiedono di proseguire nelle trattative. «Auspichiamo la ripresa del tavolo per la ricomposizione del centrodestra unito. Vista la delicata situazione sarebbe opportuno per tutti attuare la politica del silenzio e della responsabilità».

Mettono l’accento sul fatto che non compete al solo sindaco la decisione di procedere con l’azzeramento chiesto dai dissidenti. «Tutte le decisioni che dovranno essere prese, compreso l’azzeramento, devono essere frutto di una decisione collegiale. Il clima creatosi nella settimana appena conclusa, con Lega e Fratelli d Italia, disponibili ad iniziare un percorso condiviso per il bene della città, va riproposto al prossimo incontro».

I consiglieri Alessio Ranaldi (capogruppo di Insieme Cassino), Carmine Di Mambro (Insieme Cassino) e Angelo Panaccione (capogruppo lista ReAzione) hanno detto di essere pronti ad una nuova convocazione, anche di domenica. «Quello che più ci interessa è dare a Cassino un governo stabile e responsabile».

Langiano: solo pretesti

Il presidente della Commissione Bilancio Gianrico Langiano (dell’ala lealista di Forza Italia) è sulla stessa lunghezza d’onda del sindaco. «Faticosamente eravamo riusciti a riaprire il tavolo politico con tutte le forze del centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, Civici. Ci eravamo messi al lavoro per trovare un equilibrio. Ora, se il sindaco ha la febbre, possiamo tranquillamente posticipare di qualche giorno: non credo che ci sia una grossa differenza tra oggi, lunedì, martedì o quando il sindaco sarà di nuovo in grado di sostenere un confronto. Se poi bisogna prendere come pretesto il malessere del sindaco, allora vadano insieme al Pd a firmare le dimissioni dal notaio assumendosi tutte le responsabilità di fronte alla città. Che a questo punto sa bene come stanno le cose».

Divisi alla meta

La dichiarazione di Marino Fardelli intanto accende subito un incendio nelle file di coloro che potrebbero firmare la sfiducia al sindaco. L’avvocato Antonio Valente respinge al mittente i sospetti del segretario Pd. «I sinistrati politici sappiano che non abbiamo “prezzi” da alzare (nel loro modo di interpretare la politica probabilmente si considerano prezzolati) né tantomeno comunicazioni ulteriori o risposte da dare all’attuale sindaco».

Litigano proprio al momento di tagliare il traguardo. Marino Fardelli replica a bruciapelo: «Valente se vuole rompere davvero chiami i consiglieri comunali di opposizione e vada a firmare le dimissioni di massa. Non si preoccupasse per me perché quello che debbo fare lo farò al momento opportuno, da semplice cittadino, come tanti cittadini non candidati, aiutando a far vincere una proposta credibile per una valida alternativa alla guida della città».

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