Salvini-Zingaretti. Ma dove vai se il dualismo non ce l’hai?

Foto: © Imagoeconomica, Valerio Portelli

La politica italiana è stata caratterizzata da sfide che hanno segnato epoche: Berlusconi-Occhetto, Berlusconi-Prodi. Ancora Berlusconi e… Veltroni. Ora il Capitano della Lega attacca il leader Dem, legittimandolo come principale avversario. E c’è una legge elettorale da scrivere.

La risposta di Matteo Salvini, leader della Lega, al segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti non si è fatta attendere. Zingaretti aveva detto che il Capitano avrebbe gestito l’emergenza Covid come Trump e o Bolsonaro. Rileva Salvini: “Secondo il Sole 24 ore è il peggior governatore d’Italia. (leggi qui Le parole che mancavano al Pd. E che ora Zingaretti ha messo in chiaro.

All’inizio della pandemia brindava sui Navigli e abbracciava i ristoratori cinesi. Tranne l’anno di governo della Lega, il suo Partito è ininterrottamente al potere dal novembre 2011, peraltro senza mai vincere chiaramente le elezioni e contribuendo in modo decisivo all’invasione di clandestini, al massacro delle pensioni, al taglio della sanità. Ora Nicola Zingaretti strumentalizza perfino i morti di Covid per attaccare la Lega, Trump e Bolsonaro”.

Al di là della polemica personale, l’attacco è politico ed evidenzia quella che sarà la sfida nei prossimi anni: Pd da una parte e Lega dall’altra. Certamente con un ruolo fondamentale di Movimento Cinque Stelle e Fratelli d’Italia. Ma nel nostro Paese, soprattutto dalla Seconda Repubblica in poi, sono i dualismi a determinare le dinamiche politiche. All’inizio ci fu il duello Silvio Berlusconi-Achille Occhetto, poi Silvio Berlusconi-Romano Prodi, quindi sempre Silvio Berlusconi-Walter Veltroni. Ci sono stati altri personaggi importanti, perfino negli ultimi anni. Ma, per esempio, quello tra Matteo Renzi e Beppe Grillo non può essere considerato un dualismo.

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Il che vuol dire che, archiviata la stagione di Berlusconi contro tutti, ora è Salvini-Zingaretti il testa a testa che può condizionare la politica italiana. In questo contesto la legge elettorale diventa fondamentale, soprattutto dopo il taglio di 345 seggi parlamentari. La Lega vorrebbe il maggioritario, che però spazzerebbe via ogni tipo di posizione di minoranza. Specie con 345 senatori e deputati in meno.

Nicola Zingaretti ha chiesto una proposta a tutte le forze che sostengono il Governo. E’ arrivata l’apertura dei Cinque Stelle e la solita melina di Italia Viva di Matteo Renzi. Il sistema elettorale condizionerà gli scenari politici del futuro. Salvini e Zingaretti potrebbero perfino pensare di collaborare su questo.

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