Il Carlo Maria come Giulietta al balcone (di Conte della Selvotta)

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Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

 

CMD’A IN VERSIONE GIULIETTA E ROMEO
Il sindaco di Cassino, al secolo Carlo Maria D’Alessandro, in vacanza nel Veneto, è stato visto più volte passeggiare sotto lo storico balcone di Verona immortalato dal genio britannico W.S.

E’ il balcone dove, secondo la tragedia shakespiriana, si affacciava Giulietta Capuleti per sussurrare frasi d’amore al suo amato Romeo Montecchi, mascherato, per non dare sospetti alla famiglia di lei, i due casati si odiavano. E il nostro CMD’A, mascherato come Romeo, sarebbe stato sentito più volte sussurrare “lo faccio o non lo faccio il rimpasto a Cassino?”. (leggi qui Il gioco delle tre carte ed il rimpasto).

Il nostro affezionato lettore è non solo lettore avido di Focus ma lo è anche di letterature e non disdegna ripassare le ricche storie scespiriane. E quelle dei Guelfi e dei Ghibellini narrate dall’immortale Dante Alighieri. E CMD’A sa che nel suo comune si fronteggiano falchi e colombe, i primi per il rimpasto e le seconde “andiamo avanti”. Ma il suo dilemma è rimasto: ”A chi tocca per primo, a una donna o ad un uomo. Ad una Giulietta o ad un Romeo”.

Il sindaco di Cassino sa che la Giulietta è una bella macchina dell’Alfa Romeo prodotta sul territorio. E allora?

 

–CMD’A IN PRIMA FILA
Carlo Maria D’Alessandro, sulle orme di M.A. (al secolo Mario Abbruzzese), è sempre in prima fila, ovunque. Anche per la stazza. Perché CMD’A ha appreso subito la lezione. In prima fila si sta bene e si può correre verso altre mete politiche e sportive, come in Formula Uno.

E così CMD’A in abiti con cravatta o in abiti sportivi è sempre in prima fila sulle foto diffuse dal suo staff. “L’immagine è importante per chi vuole fare carriera politica”, avverte a tutti M.A. E così nei comunicati ufficiali primeggiano le sue dichiarazioni su qualsiasi evento. Al punto da suscitare il sospetto dell’Eroico presidente dell’Indomita Comunità Montana di Arce (recentemente rifinanziata) che è stato sentito mormorare: “E mò questo che vuò?!

 

I FALCHI ALL’ATTACCO
Dai banchi del centrodestra è arrivato l’avviso al sindaco pro-tempore: “Gli assessori vanno cambiati”. Ed anche subito, senza rimpianto.

Sono i falchi, e qualcuno per farsi sentire sta cambiando casacca, temporanea, per mettere paura al primo cittadino e agli altri.

E chi va cambiato?:”Per prima le donne e poi man mano gli uomini. Entro la metà del 2018, va fatto il ricambio per dare velocità all’attività amministrativa.” Questo il messaggio. CMD’A ne discuterà nelle settimane (calde) di settembre.

Sarebbero a rischio ben sei assessori (3 donne e 3 uomini) su sette. Il settimo si salvò. E chi, se non il gran cerimoniere abbaziale, assessore e integerrimo impiegato Benedetto Leone.

È lui che riceve gli ordini superiori e li ritrasmette a chi di dovere. E’ lui che vive e interpreta i bisogni della politica. È lui che mira alla carriera politica fatta di esperienze concrete. E che mira all’investitura di vice sindaco per meriti. Il medico Carmelo Palombo è avvisato: la fascia di vice sindaco non è per cinque anni. A metà campionato, al massimo, si cambia. Se non molto prima, per esigenze amministrative e politiche. E tecniche, dicono i tatticisti della politica e dello sport.

Contro tali rimpasti, graduali, sarebbe favorevole ma anche contrario Mario Abbruzzese. O subito oppure dopo le elezioni. Per una questione di voti elettorali. Ipse dixit.

 

–IL LEONE RUGGENTE
Benedetto Leone, assessore con diverse deleghe, dopo il sindaco, è la colonna portante dell’Amministrazione D’Alessandro. Come Carlo Maria anche lui è sempre in prima fila. E’ un leone ruggente e reggente. E consiglia e sconsiglia Carlo Maria. Una voce politica importante per un obiettivo altrettanto importante: come durare in politica il più a lungo possibile. L’esempio è quello del commander in chief. Ipse putavit.

 

–LE AMAZZONI ALL’ATTACCO
Stanche si stare sedute sui banchi alla destra del sindaco ora stanno per passare all’attacco e vogliono contarsi.

Primo esempio: se fanno fuori dalla giunta Nora Noury, Fdi di Roma la candida alle regionali.

Secondo esempio: la bionda Rossella Chiusaroli (con un bagaglio di voti) non è nell’elenco di Forza Italia per le regionali. E allora passa in Fdi per avere una candidatura alla Pisana.

Terzo esempio: Francesca Calvani, fedelissima in Forza Italia, nessun riconoscimento. E allora un potente sponsor politico romano le ha promesso un posto nel listino regionale di centrodestra. E se serve trasloca in Fdi.

Un gran colpo (sarebbe) da far tremare l’Aula (presidente il ciellino Dino Secondino reduce dalla convention riminese).

Ed ora si attendono le mosse delle altre due amazzoni a rischio assessorato, come Paola Verde e Dana Tawinkelova.

E nel frattempo il consigliere comunale Rosario Franchitto dalla solitudine della sua lista civica sta per passare anche lui in Fratelli d’Italia, che ora sembra un partito in piena campagna acquisti. L’avvocato Antonio Valente, vista la folla in Fdi, sta per lasciarlo per ritornare in Forza Italia e sostenere M.A. E Franchitto e Valente hanno chiesto, rispettivamente, un assessorato. Carlo Maria a questo punto è sotto attacco. Ma CMD’A da buon giocatore di pallacanestro sa come frenare le incursioni aeree, laterali e verticali.

 

—MARIO SI DA’ ALL’AGRICOLTURA?
Il presidenziale Mario Abbruzzese, in predicato di trasferirsi a Palazzo di Montecitorio con armi, bagagli e saltellante autista-assistente, torna alla sua vecchia passione e si dedica all’agricoltura. Giurano che sia riuscito – l’unico finora – ad ottenere udienza dal commissario che sta guidando i Consorzi di Bonifica della Provincia di Frosinone verso l’unificazione.

Giurano i coltivatori appostati dietro le tende che Mario abbia preteso garanzie sui nomi dei sub commissari, ora che si va verso la campagna elettorale.

Il Consorzio è stato, storicamente, la sua base elettorale. Cosa gli ha risposto il Commissario? Ah, saperlo!

 

—IL PD E LE ELEZIONI
Non c’è pace in casa Pd a Cassino. In aula sono divisi in tre gruppi: il pd di Petrarcone, Salera e Terranova, il pd di Mosillo, Grieco e Di Rollo e il pd di D’Ambrosio e Grossi. E al circolo pd si respira il vuoto.

Tutti aspettano il congresso, tra settembre e ottobre. Per litigare ancora. Anche se l’ex segretario Ernesto Polselli, il teorico del partito, invita alla calma e alla riunione dei gruppi, perché “prima o poi la banda D’Alessandro scoppierà”.

 

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