La sfida della Sirenetta a Mr. Borgomeo ed alla Saxa Gres

From: Mrs. Sirenetta
Langelinie, 2100 København Ø
Copenhagen – Danimark

 

To: Mr. Francesco Borgomeo
Vice President & Temporary Manager of
Saxa Gres Italia
Loc. Selciatella – Anagni – Italy

 

and To: Alessioporcu.it
Italy

 

Gentile signor Presidente,
nei prossimi giorni il suo stabilimento avvierà la tanto agognata (da Lei) sperimentazione con cui verificare se è sicura o meno la produzione di ceramiche con ceneri esauste da termocombustore nel loro impasto. (leggi qui il precedente ‘E la Sirenetta scrisse a Buschini: «E ora come la mettiamo con Saxa Gres?»)

 

Finalmente saprò se potrò comprare da Lei, e non sui mercati della Cina, i rivoluzionari sampietrini ultra resistenti e non scivolosi che avete brevettato.

 

Comprendo la sua fiducia: è dal 2007 che sta scritto in Gazzetta Ufficiale come il processo di vetrificazione delle ceneri sia autorizzato nella produzione di materiali per l’edizilia. Ma si sono limitati ad autorizzarlo per i cementi con i quali oggi sono fatte le nostre case. All’epoca nessuno spirito libero aveva ancora inventato i sampietrini e le ceramiche ad impasto misto, in cui intrappolare le molecole ormai inertizzate.

 

Ad Anagni, se ci siete riusciti è per merito di un fattore ben preciso: i ceramisti che avete trovato.

 

La prego, mi permetta di mettere l’accento su questo piccolo dettaglio. Lì in provincia di Frosinone siete abituati a parlarvi male addosso. Autorizzando così a parlare quelli che nel resto d’Italia vi dipingono come burini.

 

I suoi soci inglesi invece non sono tonti: sapevano benissimo che nel momento in cui, investendo 15 milioni di euro compravano la gloriosa ex Ceramiche Marazzi, mettevano le mani anche su un patrimonio umano di valore inestimabile. Del resto gli inglesi, che amano la storia, avranno letto di quel tizio che in Italia disse “Per fare un cannone bastano 20 minuti in fonderia, per fare un artigliere non bastano 20 anni“.

 

Lei ed i suoi soci british avete messo le mani su un manipolo di ceramisti che, al momento del collasso della Marazzi, si sono subito ricollocati tra Sassuolo e Civita Castellana.

 

E che il livello delle maestranze ad Anagni fosse eccezionale ne ha avuto la prova concreta una settimana dopo avere messo piede nella sua nuova proprietà: il team di scienziati che s’era portato appresso da Sassuolo per riattivare l’essiccatoio aveva sentenziato “Non si può riparare, occorrono almeno due mesi per vedere cosa è possibile fare“. Siete andati a dormire: l’indomani all’alba un manipolo di manutentori di Anagni che avevate appena richiamato in fabbrica vi ha fatto trovare l’impianto riparato e funzionante. Con tante pernacchie agli scienziati di Sassuolo.

 

Ma perché crede che i turchi si siano comprati la Siderpali accanto al suo impianto?

 

Le scrivo, signor Presidente, perché Lei non ha in mano solo la Saxa Gres. Lei ha la possibilità di rivoluzionare la mentalità di questo territorio.

 

Innanzitutto una premessa: altrimenti non ci capiamo.

 

La diffidenza con la quale Lei ed il suo progetto siete stati accolti ha radici concrete. Non è dovuta al fatto che siamo burini. È legata al fatto che nel recente passato altri hanno tentato di fare ciò che lei oggi vuole realizzare: si faccia raccontare il disastro della Latermusto a San Vittore del Lazio, che iniziò a sfornare mattoni verdi per quante schifezze tentò di impastare; le Procure poi individuarono vicinanze poco edificanti con gli affari sporchi della Campania; oggi sono impantanati tra costi di bonifica ambientale, Codice dell’Ambiente Corte europea di Giustizia.

 

Di avvelenatori con pochi scrupoli ne abbiamo visti tanti: una certa diffidenza dovrà concedercela.

 

La affronti. In che modo? La settimana in cui terrà la sperimentazione (mi dicono durerà il tempo di una cottura, poche ore) perché non chiede all’assessorato regionale all’Ambiente (quello che ha impiegato 800 giorni per non rispondere alla sua richiesta di autorizzazione, sbloccata solo grazie al buon senso dell’assessore Mauro Buschini) di installarle una centralina ambientale Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) in posizione tale da rilevare le emissioni di polveri, prima durante e dopo i test?

 

E’ disposto ad impegnarsi ad affrontare le rigidissime misure di certificazione tedesche con cui ottenere, per i suoi prodotti, il riconoscimento di qualità ambientale Ecolabel, senza il quale in Germania non può vendere nemmeno una tazzina?

 

Se la sente di rendere pubblici, attraverso tutti i media della provincia di Frosinone, i risultati eventualmente ottenuti tramite la centralina Arpa e la procedura Ecolabel?

 

Un secondo tema. Le dicevo che Lei, con la Saxa Gres, ha in mano un’occasione.

 

Lo sa che a Sassuolo ci sono figure professionali che vengono pagate 3mila euro alla settimana? E che le ultime nel Lazio, ormai a ridosso della pensione, sono proprio in Saxa Gres? Sono i designer di ceramica, quelli che decretano il successo o la disfatta di una produzione.

 

Vogliamo finirla di produrre operai generici e iniziare a forgiare manodopera altamente qualificata anche sul territorio?

 

Se la sente di aprire – in Saxa Gres – una scuola di alta formazione a numero chiuso per designer ceramisti, consentendo ai ragazzi migliori presenti in questo territorio di costruirsi un futuro da 3mila euro a settimana anziché da 300 euro?

 

E se la sente di coinvolgere l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, facendo esaminare ai presidi di Ingegneria ed Economia i suoi progetti sull’economia circolare? Ci pensi: se sono come Lei sostiene, potrebbero diventare un Master di II livello per Ingegneri e Manager Ambientali.

 

Ci pensi. Almeno un secondo. Le centraline Arpa, Ecolabel, i corsi di alta specializzazione, i Master. Non sono una soluzione. Ma almeno sarebbero un buon biglietto da visita con cui affrontare la diffidenza.

 

Mi faccia sapere.

 

Post Scriptum

Se vuole rispondermi, non invii la lettera a Copenhagen: qualche buontempone in questi giorni ha pensato che io esista davvero ed ha immaginato che sia chissà chi; gli sarebbe bastato leggere in cima a queste ed alla precedenti righe: c’è un nome ed un cognome.

Vostro Alessio Porcu (ma Sirenetta mi piace di più)

 

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