Sora, Alatri e poi Frosinone: il fattore “voto disgiunto”

La lacerazione del quadro politico e l’imperversare delle liste civiche produrrà inevitabilmente una percentuale rilevante di consenso trasversale. Il rischio è quello dell’anatra zoppa, come recentemente avvenuto alla Regione Lazio. A Sora sarà un elemento decisivo, a Frosinone sarà “assorbente”. Gli scenari.

A Sora l’aspetto è più marcato. Nel senso che le coalizioni civiche sono ormai predominanti, anche dove legate a centrodestra e centrosinistra. Ma pure ad Alatri c’è questo fattore. Che tra nove mesi a Frosinone sarà ancora più marcato. Però esiste un elemento che va tenuto in considerazione: il voto disgiunto. Cioè la possibilità nei Comuni con oltre 15.000 abitanti di poter dare il voto al candidato sindaco di uno schieramento e al candidato consigliere comunale di un altro. Perché è quello che potrebbe succedere già ora.

Ad Alatri Enrico Pavia ha un profilo civico fortissimo. A Sora ci sono tre coalizioni fortemente civiche. Quella dell’ex sindaco Roberto De Donatis (senza più la Piattaforma che 5 anni fa lo portò al ballottaggio); quella di Luca Di Stefano (sostenuto dal Pd) e quella di Eugenia Tersigni (appoggiata dal presidente della Provincia Luigi Vacana). (Leggi qui A Sora il Pd si conta senza dividersi).

In tutti questi casi l’obiettivo è cercare di intercettare voti che abitualmente vanno al centrodestra o al centrosinistra quando si vota per Politiche, Europee o Regionali. Ma naturalmente anche gli altri candidati (di centrodestra, di centrosinistra e civici) proveranno ad utilizzare a loro volta il meccanismo del voto disgiunto.

Disgiunto e decisivo

Foto: Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Vale la pena di ricordare che il voto disgiunto è stato decisivo in tante elezioni comunali negli ultimi decenni. Stavolta però assume una valenza anche politica. Perché è dai voti disgiunti (facilissimi da contare) che si capirà pure chi ha fatto votare per chi. Ed è evidente che nella Lega, in Fratelli d’Italia, in Forza Italia e nel Pd questo finirà con l’assumere una importanza enorme sul piano dei rapporti interni.

Non si tratterà soltanto di capire cosa è successo, ma di gettare le basi per un “reset”. Perché poi alle Comunali di Frosinone questo meccanismo rischia di prendersi l’intera scena. Quando liste civiche tradizionalmente di centrodestra (o di centrosinistra) decidono di cambiare schieramento mettono in conto la possibilità che gli elettori possano non seguirle fino in fondo. E allora la strada che si sceglie è quella di accettare il voto come consigliere comunale, lasciando liberi di indicare il candidato sindaco più gradito. E sarà questa percentuale di voto disgiunto a determinare chi andrà al ballottaggio e chi no.

Rischio anatra zoppa

Il sindaco Domenico Marzi

Diversi anni fa Domenico Marzi vinse con il voto disgiunto, dovendo però accettare di governare con una maggioranza di centrodestra. La celebra anatra zoppa. Che in tempi più recenti ha caratterizzato l’inizio della legislatura anche del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Adesso, con la frammentazione e i “veleni” che ci sono, il voto disgiunto appare inevitabile in una percentuale rilevante. In grado di fare la differenza.

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