Prove di dialogo tra D’Orazio e Coletta: il Pd si riavvicina

Prove pratiche di riavvicinamento politico tra le due sensibilità del Partito Democratico a Sora. Maria Paola D'Orazio e Natalino Coletta si confrontano. E trovano la soluzione per istituire l'ufficio turistico. La 'sollecitazione' della Commissione di Garanzia.

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Pace fatta fra i consiglieri comunali Dem Natalino Coletta e Maria Paola D’Orazio? Sembra di si, almeno a giudicare  dall’affabilità con cui Coletta le si è rivolto, prima dell’inizio dei lavori durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Sora.

È stata la stessa D’Orazio, capogruppo del Partito Democratico all’opposizione, ad attraversare l’aula consiliare per spostarsi dai banchi della minoranza a quelli della maggioranza. Dove, quasi all’estremità esterna, è seduto proprio Coletta, anche lui del Pd ma eletto con la civica Patto Democratico a sostegno del sindaco Roberto De Donatis, nella cui maggioranza esprime l’assessore al Bilancio Gabriella Paolacci. E che, proprio in questi giorni, starebbe valutando il suo stesso ingresso in Giunta in vista del rimpasto previsto per settembre.

A proposito di un ipotetico riavvicinamento Alessioporcu.it aveva già fatto delle anticipazioni (leggi qui L’antipasto del rimpasto: ecco le mosse che potrebbero scattare a settembre) ipotizzando che a fare da garante a questo riavvicinamento fra le due anime del Partito Democratico fosse lo stesso primo cittadino Roberto De Donatis. Il quale, intervistato sull’argomento, ha seccamente smentito di essere lui l’artefice. (leggi qui De Donatis e la candidatura bis: «Non posso rispondere ma vi dico che…») Non ha invece smentito, tacendo, la possibilità che il riavvicinamento sia in corso.

Il ricorso D’Orazio

Del resto tutto ciò sarebbe in linea con la nuova stagione dei Democrat che, con l’avvento di Nicola Zingaretti alla segreteria nazionale sembra essere intenzionato a superare l’annosa questione delle correnti. Ma il riavvicinamento fra i due esponenti Pd “avversari politici” a Sora, sarebbe in linea anche con l’esito della Commissione provinciale di Garanzia dello stesso Pd, a cui Maria Paola D’Orazio si era rivolta nel gennaio del 2018, chiedendo di valutare la legittimità dell’operato politico di Coletta.

La decisione della Commissione è stata messa nero su bianco agli inizi dello scorso mese di marzo. È trapelata soltanto in questi giorni. 

D’Orazio, nell’esposto ai probiviri provinciali, aveva accusato Coletta di aver leso l’immagine del Partito. In che modo? Attaccandola con un articolo “pieno di inesattezze” comparso su una testata on line.

I Garanti: “Dialogate”

La Commissione Provinciale di Garanzia, presieduta da Lucia Lisi ha ascoltato la Consigliera e poi però non è riuscita a fare altrettanto con Coletta. Che per 3 volte non si è presentato.

Ma i suoi chiarimenti con molta probabilità non erano indispensabili. Perché nonostante Coletta non si sia presentato, il ricorso di Maria Paola D’Orazio è stato respinto. Con questa motivazione:

La Commissione di Garanzia Provinciale, visto quanto prodotto dalla ricorrente Maria Paola D’Orazio (gli articoli di giornale che fanno parte integrante di questo verbale ) ritiene che Natalino Coletta non ha commesso violazioni, poiché nel suo articolo l’immagine del Partito non subisce alcun danno e i riferimenti alla ricorrente, pur inopportuni, non risultano essere calunniosi.

La presente viene trasmessa agli interessati con la preghiera di evitare in futuro di utilizzare la stampa o quant’altro per questioni personali”. 

Dunque soltanto un consiglio, da parte della Commissione: di risolvere le questioni personali a voce e non a mezzo stampa.

Prove pratiche di dialogo

«Qui c’è poco da ricamare: io – spiega Maria Paola D’Oraziosono sempre stata contro la politica fatta di contrapposizioni. Ho sempre messo Sora al centro e così ho fatto anche questa volta».

Che c’entra? «Con Natalino nessun inciucio. Avevo proposto l’istituzione dello Iat che è un ufficio turistico comunale previsto dalla Regione. Il consigliere Tersigni ha sostenuto che la competenza fosse della Giunta e non del Consiglio. Sono andata da Natalino per confrontarmi: alcuni Comuni hanno deliberato in Consiglio ed altri in Giunta. Ho dato a Natalino la disponibilità a ritirare la mia richiesta con l’impegno che la Giunta procedesse con una propria delibera».

Com’è finita? «Con Natalino abbiamo convenuto che la via più prudente era quella della giunta».

E stai a vedere che il riavvicinamento dell’altra sera in aula non sia l’inizio di un dialogo? E vuoi vedere quella breve “attraversata” fra le due fila di banchi potrebbe essere davvero il prologo di un nuovo inizio per Il Partito Democratico a Sora?