Stellantis, torna il segno più sulla produzione

I dati di produzione Stellantis per il 2022 delineano un orizzonte diverso dal passato. Torna il segno più. Cassino Plant cresce del 25,7%. Grecale ha fatto la sua parte. Ora tocca all'elettrico

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Un modello in più ti cambia la prospettiva. E non solo a livello quantitativo. I dati di produzione Stellantis per il 2022 rilasciati in mattinata dal sindacato Fim Cisl a Torino, delineano un orizzonte diverso della galassia Stellantis. Ed anche di Cassino Plant.

Diverso, non bello da strapparsi ma nemmeno deprimente. I problemi rimangono: semiconduttori che non sempre ci sono, mancanza di una missione produttiva chiara e definita per il futuro, continuo calo degli occupati.

I dati, nudi e crudi: dopo quattro anni torna il segno positivo nelle fabbriche italiane; poca roba, un misero 1,8%: ma è preceduto dal segno più. Crescono tutti gli stabilimenti rispetto al 2021, tranne Sevel. Cassino cresce del 25,7%, ma i volumi rimangono ancora inferiori rispetto al 2019, l’anno prima della pandemia, quando la situazione era totalmente diversa nel settore automotive, e non solo.

Dati ottimi per Stellantis, ma lontani dal 2017

Per Cassino Plant c’è una certezza: Grecale ha fatto la sua parte, nonostante tutto. In un anno infatti sono state prodotte 55000 autovetture, con un incremento secco rispetto al 2021 pari ad oltre il 25%.

Quanto pesa però il nuovo Suv Maserati? Più di quanto si potesse immaginare, visto il prezzo e la nicchia rappresentata: sono stati infatti 13600 i modelli del tridente realizzati all’interno della fabbrica cassinate. Produzioni che non coprono tutto l’anno solare, visto che l’arrivo sulle linee non c’è stato ad inizio 2022.

L’altra buona notizia che riguarda Cassino, è che il calo rispetto al 2019 è basso (-6,4%) e verrà molto probabilmente colmato nel 2023. A guidare le produzioni nei capannoni all’ombra dell’abbazia è Stelvio con il 48% del totale, poi c’è Giulia al 27%. Ed al 25%, ma in continua salita, c’è Grecale, che con tutta probabilità già nel primo trimestre dell’anno supererà la berlina del biscione.

Si badi bene: nulla di paragonabile al 2017, quando Giulietta, Giulia e Stelvio, superarono le 135 mila immatricolazioni e c’erano oltre 4000 dipendenti. Oggi nella fabbrica cassinate – altro tasto dolente – continua a calare l’occupazione ed il tutto per effetto di pensionamenti ed uscite volontarie.

I dipendenti al 31 dicembre 2022 erano 3070: 219 in meno rispetto ad un anno prima, quando erano 3289. La strada da seguire, in ogni caso, pare essere quella giusta. Anche perché nel 2022 hanno pesato, e non poco, gli stop produttivi per mancanza di componenti. Non hanno permesso neanche i recuperi produttivi, aggiungendo altre giornate di fermo. In totale sono stati 55 i turni di lavoro saltati, coperti con contratti di solidarietà e con circa 150 lavoratori ogni giorno in regime di ammortizzatore sociale. In totale, nell’anno appena trascorso, a livello nazionale si sono perse 200 mila autovetture a causa degli stop produttivi.

La FIM: “Tavolo e missioni produttive subito”

Ferdinando Uliano

L’obiettivo ora, secondo la Fim Cisl, è quello di azzerare gli ammortizzatori sociali, recuperando occupazione attraverso il segmento del lusso. “Cassino – spiega il segretario Ferdinando Uliano è una fabbrica da potenziali 300 mila auto al giorno, quindi se la strategia di Stellantis è quella di quadruplicare i ricavi nel segmento del lusso, chiediamo con forza che l’azienda comunichi al prossimo tavolo ministeriale la missione per la fabbrica di Piedimonte San Germano“. (Leggi qui: Uliano: Grecale, i microchip, il bivio transizione: “Vi spiego cosa accade in Stellantis”).

Una linea logica, visto che lo stabilimento è uno di quelli che ha subito tra i più importanti miglioramenti tecnologici negli ultimi tempi. Ed ha tutte le carte in regola per ospitare altre produzioni, anche le più avanzate. Inoltre nel corso di quest’anno, a Cassino sarà disponibile la piattaforma elettrica Premium, grazie a Grecale. Ciò ha un valore molto importante, perché su quella piattaforma elettrica potranno essere realizzate altre vetture. (Leggi qui: Automotive, Cassino scopre che ha molte speranze)

Per Uliano si deve trasferire subito il tutto su Giulia e Stelvio, andando così a triplicare l’opportunità di produrre auto premium elettriche all’ombra dell’Abbazia. “Riteniamo importante – ha concluso Uliano – che il Ministro Urso convochi subito il tavolo ministeriale: come sindacato dobbiamo verificare concretamente l’arrivo nel nostro paese dei nuovi investimenti previsti dal piano ‘Dare Forwards’, necessari al lancio delle nuove produzioni“.

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