Tutti gli uomini di Zingaretti

Come capogruppo regionale del Pd Mauro Buschini è cresciuto moltissimo. Il neo segretario del partito nel Lazio Bruno Astorre ha capacità politiche e di aggregazione fuori dal comune. Il commissario del super Consorzio unico del Lazio Francesco De Angelis garantisce una spinta formidabile sui territori. Adesso Zingaretti può concentrarsi sulle primarie nazionali

La corsa alla segreteria nazionale del Pd di Nicola Zingaretti è iniziata da tempo. Da qui al 3 marzo girerà l’Italia in lungo e in largo, con la certezza che nel Lazio (in teoria la roccaforte) è in buonissime mani.

Durante il dibattito sulla mozione di sfiducia di sabato scorso il capogruppo regionale del partito Mauro Buschini ha fatto un intervento a tutto tondo. Zingaretti non è neppure intervenuto successivamente, proprio per far capire di sentirsi rappresentato totalmente. (leggi qui Zingaretti vola, l’opposizione si schianta: la Mozione di sfiducia finisce in farsa)

Segno che ormai  Buschini ha preso in mano le redini, non soltanto del gruppo regionale del Partito Democratico.

Fuori dall’Aula, dentro alla Giunta, il suo uomo di riferimento è Massimiliano Smeriglio, al quale ha affidato il ruolo di vice confermandoglielo pure nel secondo mandato. È l’emblema dello zingarettismo: inclusione, dialogo, aggregazione, concertazione. Perché Smeriglio non è politicamente uomo di Zingaretti, viene da una sensibilità diversa (quella che un tempo era Sel poi evolutasi in Mdp – Articolo 1). Però sul terreno comune hanno edificato le fondamenta di un’alleanza con cui raggiungere un progetto, politico ed amministrativo. Smeriglio è la dimostrazione che il Pd di Zingaretti non è una riserva indiana nella quale confinare chi non è con il leader. Roba diversa dal renzismo.

Segretario del Partito regionale è stato eletto, con il 70% dei voti alle primarie, Bruno Astorre, autorevole e potente senatore dell’area dei Castelli romani. Sta con Dario Franceschini, uno dei grandi sostenitori di Zingaretti.

Astorre è uno che aggrega e in questo momento c’è bisogno proprio di questo. Specialmente per Zingaretti, il quale è impegnato in una specie di doppio fronte. Quello interno che lo vede contrapposto a Marco Minniti e Maurizio Martina, e quello esterno nel quale l’avversario si chiama Matteo Renzi, al lavoro per un Partito diverso dal Pd.

Fuori dal Pd. Con i comitati civici che costituiscono l’avanguardia. Zingaretti deve frenare una eventuale emorragia in questa direzione. Contemporaneamente può cercare di “recuperare” alcuni che dal Partito Democratico sono usciti perché in contrasto con il renzismo.

Poi c’è Francesco De Angelis, commissario del Superconsorzio del Lazio. (leggi qui Via libera, Francesco De Angelis è super commissario ai Consorzi IndustrialiDe Angelis è stato parlamentare europeo, assessore e consigliere regionale, è presidente dell’Asi. Nessuno ha il suo curriculum per un ruolo del genere.

Ma è anche il capo di Pensare Democratico, una componente importante in provincia di Frosinone. Pure lui è uno dei capisaldi di Nicola Zingaretti. Se il presidente della Regione Lazio vincerà le primarie nazionali, il Pd della provincia di Frosinone verrà aumentato, e di molto, il proprio peso specifico.