Un anno di nulla (di A. Porcu)

A Sabaudia è calato il sipario su un anno di nulla. Nel quale nessun beneficio è arrivato alle industrie del Lazio, Fca è stata mandata sull'orlo della crisi, nessuna delle promesse è stata mantenuta. Le piazze parlano. E dicono cose chiare: come ha fatto ieri sera Sabaudia

La farsa del governo Lega – M5S non esiste più: il ‘contratto‘ che avevano firmato un anno fa ha fatto la fine di tutti i fogli senza marca da bollo. È finito nel cestino dopo avere inutilmente contenuto parole senza valore.

È stato un anno di nulla. Nel quale le industrie della provincia di Frosinone (motore dell’export del Lazio) non hanno ricevuto un solo beneficio: non un’agevolazione che rendesse i loro prodotti più competitivi, più economici, più performanti nella sfida globale dei mercati moderni. Il grido di un presidente pacato come Giovanni Turriziani è la certificazione del nulla messo in campo. (leggi qui Economia, ora è allarme rosso).

La principale industria metalmeccanica del Lazio, lo stabilimento Fiat Chrysler Automobiles Fca Cassino Plant, con tutto il suo indotto, è fermo da mesi per colpa delle scellerate politiche volute dal Movimento 5 Stelle ed appoggiate dalla Lega. Politiche che hanno penalizzato le nostre produzioni, favorito quelle estere. Parlano i numeri: i lavoratori sono in cassa integrazione, facendo sballare ulteriormente i bilanci dell’Inps. (leggi qui L’ira dell’ex viceministro: «Turriziani ha ragione, il Governo è sordo ai problemi del Paese»). Il problema è che sembrano non rendersene conto. (leggi qui A colpi di maglio Affondo Democrat contro i 5 Stelle).

I lavoratori rimasti in bilico dopo la partenza delle multinazionali hanno ricevuto niente di ciò che gli era stato promesso. Prima, il gruppo riunito nella sigla Vertenza Frusinate, almeno riceveva la visita di qualche politico: ora neanche quello. Nel corso dei precedenti governi Renzi e Gentiloni, una parte di loro aveva agganciato la pensione grazie a ben tre Salvaguardie.

Gli investitori stranieri non scommettono più su questa porzione di Italia. I benefici introdotti con l’Area di Crisi Complessa o con l’Accordo di Programma non stanno producendo benefici. Non stanno attraendo più nessuno. Eppure, fino a pochi anni fa, c’era la corsa dei fondi inglesi per riaprire ex Marazzi Sud, Siderpali, Ideal Standard. Nulla con il nuovo governo.

L’Agricoltura del Lazio non ha compiuto quel salto di qualità che l’avrebbe portata a competere su scenari ben più importanti. L’unica boccata di ossigeno la sta fornendo la Regione Lazio attraverso i piani di sviluppo per Civitavecchia: grazie alla Logistica Semplificata (Economia del mare, via all’iter per la Zona Logistica Semplificata) ed i piani per l’economia del mare (leggi qui L’economia del mare e l’Agroalimentare scommettono sul sistema Civitavecchia – Gaeta).

Nel frattempo sono scomparsi benefici come il superammortamento che aveva incentivato gli acquisti e gli investimenti, è rimasto ben poco di Industria 4.0 ed il nostro comparto sta invecchiando, zero politiche per il lavoro ma l’incentivo a starsene a casa con il Reddito di Cittadinanza. Grazie a questo, una startup aperta nel Lazio che volesse assumere avrebbe difficoltà a trovare manodopera, enormi problemi a trovarne già qualificata, non avrebbe uno straccio di beneficio nell’assumere. Sono spariti anche gli 80 euro di Renzi.

Il comparto radiotelevisivo del Lazio era il secondo in Italia ed ora è quasi scomparso: nessuno ha tenuto conto del fatto che fino a qualche tempo fa sviluppava tra i 12mila ed i 15mila addetti in Italia. Massacrati da leggi sull’editoria che stanno bruciando, uno alla volta, tutti i santuari anche della carta stampata. Fine delle voci scomode che dicono cose sgradite.

Un anno di nulla. Nel quale sono finite pure le illusioni. La disfatta sulla Tav è solo l’ultima delle disillusioni a 5 Stelle che va ad aggiungersi ad altrettanta disfatta sull’Ilva di Taranto che doveva chiudere ed è rimasta aperta, venduta con il contratto scritto da Calenda che non poteva essere migliorato in nessun modo; procede a gonfie vele anche l’oleodotto Tap che in Puglia doveva essere bloccato; No alle olimpiadi di Roma ce hanno condannato una città dalla quale se ne sono andati Sky, News Mediaset, Giornale e decine di altri centri decisionali trasferitisi a Milano. Milano dove invece è stato detto si alle olimpiadi

Nulla di nulla anche ai No Vax al punto che ora va in onda la pubblicità progresso per i Si Vax. Nulla in streaming, nulla sul rendiconto e sui 3mila euro di stipendio ai parlamentari. L’unica novità è il terzo mandato che sembra come la conta fino a tre che facevamo da bambini: uno, due, due e mezzo, due e tre quarti, due e tre quarti ed un’altra ntecchia…

Il Governo non esiste più e l’Italia è cambiata. È più cattiva, più razzista, rancorosa, meno solidale. All’estero non ci guardano più come prima.

Le piazze parlano, sono la voce del Paese ed un centrosinistra a lungo altezzoso bancofilo e distante ha sbagliato a non ascoltarle. Parlano come ieri sera ha parlato la piazza di Sabaudia nella quale parlava Salvini. Quel pienone in piazza dice che il Governo Lega – M5S non lo vuole più nessuno. E che nessuno pensa al nulla che in questo anno ha avuto (leggi qui Il capolavoro di Salvini: la grande distrazione di massa).

Un anno di nulla. E il peggio deve ancora arrivare. C’è il conto di un anno che ora bisognerà pagare.