Un tatuaggio per cancellare dall’anima i segni del tumore

Un tatuaggio per nascondere i segni delle operazioni di cancro al seno. Per riappropriarsi della propria vita tornando a sentirsi belle. Ora sarà possibile anche nel Lazio. Grazie ad una norma proposta da tre donne

Lorenza Di Brango
Lorenza Di Brango

Guardare sempre lontano, col sorriso

Una cicatrice di guerra, da mostrare con orgoglio, perché si è scese in campo a combattere, “riportando a casa la pelle“, un po’ meno sana ma salva. Una battaglia contro il cancro al seno da cui si è uscite vittoriose, ma profondamente segnate.

Qualcuna di quelle cicatrici però fa troppo male: guardarle rievoca dolore. Il corpo racconta la storia di un animo e quando si trova ad ospitare quello di una guerriera, ne narra ogni singolo scontro. Le ferite restano lì, hanno trasformato l’animo ed il corpo, ma da lì si riparte, cambiate sì, ma in meglio.

E da ogni cicatrice nasce qualcosa di nuovo: David Allen è un tatuatore di fama ed i fiori che realizza sui corpi delle donne segnate dalla malattia sono esattamente il simbolo di questa rinascita.

Un tatuaggio per riprendere la vita

David Allen all’opera. Foto courtesy Fondazione Veronesi

Il tatoo serve più per esorcizzare un ricordo negativo o celebrare una vittoria?” gli hanno chiesto un anno fa durante un’intervista per Vogue Italia. “Direi più per celebrare una vittoria. Fare un tatuaggio è un modo per riprendere il controllo del proprio corpo, è come presentare al mondo una nuova versione di sé“.

Perché quando si è combattuto contro un cancro si raggiunge una nuova consapevolezza di se stessi e si sente il bisogno di gridarlo.

David è di Chicago, è un tatoo artist che da alcuni anni “è stato scelto“, così ama dire: una cliente, Adriana, si è rivolta a lui dopo una mastectomia. Voleva coprire quella cicatrice, rendere di nuovo bello il suo corpo. E quel tatuaggio ha cambiato la vita di Adriana, ma anche di David.

Dopo quell’esperienza lui ha continuato su quella strada, si è specializzato, ha capito quale potenziale contributo poteva dare alle migliaia di donne che ogni anno subiscono un intervento al seno di quel tipo.

Ora anche nel Lazio

Sara Battisti

È una pratica ancora poco diffusa in Italia, molto di più negli States: ora arriva nella Regione Lazio, con un emendamento della consigliera regionale del Pd Sara Battisti. I tatuaggi diventano un modo per riscoprire la propria femminilità, per tornare a sentirsi di nuovo seducenti, belle. E dopo lunghe battaglie durante le quali si osserva il proprio corpo trasformarsi, rimanere segnato dal dolore e dalla sofferenza, così come il proprio animo, anche questo gesto può diventare parte integrante del percorso di guarigione. Fisico ed interiore.

La cicatrice resta lì, perché si è conquistata sul campo da cui si è uscite vittoriose, ma è il seme da cui nasce qualcosa di bello.

Le donne che si sottopongono a mastectomia o a interventi dovuti a tumori al seno, oltre ai disagi fisici delle cure e dell’intervento, sono spesso debilitate dal disagio di non riconoscere più il proprio corpo come bello“. È la convinzione che ha spinto la Battisti in questa direzione.

Per sostenerle in questa fase, ho voluto presentare un emendamento, sottoscritto anche dalle colleghe Marta Leonori (promotrice della Legge) e Michela Califano, finalizzato ad offrire un contributo economico per sottoporsi a dei tatuaggi di concerto con la propria Asl di riferimento”.

L’Arte che cura

È una piccola grande rivoluzione, un aiuto alle donne che combattono la loro battaglia più importante per non farle sentire private della propria femminilità. “Ancora una volta saremo i primi a farlo” sottolinea con orgoglio Sara Battisti.

Allen è un maestro nei fiori: sono questi i temi dei tatuaggi che realizza dopo una mastectomia. Ma i disegni possono cambiare, così come i soggetti, i colori, lo stile. Si può anche ricostruire il capezzolo con la micro pigmentazione.

L’arte che cura, l’arte che aiuta, l’arte che guarisce.

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