Veroli, Isola del Liri, Ceprano e adesso Cassino: il Pd intravede la luce

Alle prossime amministrative i Dem possono rilanciarsi e invertire il trend. Ma sulla candidatura a sindaco di Cassino non sono ammessi errori. E men che meno la spaccatura della volta scorsa.

Se anche Cassino andrà alle elezioni anticipate in primavera (come in realtà è altamente probabile), allora il Partito Democratico provinciale ha la possibilità di invertire il trend sul piano delle amministrative. Perché alle urne vanno già Comuni importanti come Veroli, Isola del Liri e Ceprano. Nei quali i Dem sognano la tripletta con Simone Cretaro, Massimiliano Quadrini e Marco Galli. Riuscire a vincere anche a Cassino darebbe ad un risultato già positivo le dimensioni di un trionfo.

La fase più difficile, però, arriva adesso. Cioè nella fase della definizione della candidatura a sindaco. Marino Fardelli, segretario del circolo Dem cassinate, ha un asse di ferro con Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico. Ma a Pensare Democratico fanno riferimento anche Sarah Grieco e Barbara Di Rollo.

Poi c’è l’eterno Giuseppe Golini Petrarcone, che però è iscritto all’altra parrocchia del Partito Democratico e cioè quella che fa riferimento al presidente della Provincia Antonio Pompeo.

Da valutare altresì la posizione di Massimiliano Mignanelli, che, firmando le dimissioni di massa, ha rinunciato alla carica di vicepresidente della Provincia e alla possibilità di riconcorrere per la carica di consigliere dell’ente di piazza Gramsci. Non è un iscritto al Pd, non proviene da quell’area. Ma come ‘indipendente’ è stato eletto la volta scorsa in Provincia all’interno della lista Dem. A lui fa riferimento un elettorato che non è quello tradizionale Pd. Sulla quale il Partito ora punta per ‘aprirsi’, allargarsi ed uscire dalla nicchia del 18 per cento.

Certamente a questo punto bisognerà aspettare l’esito delle primarie del 3 marzo prossimo. Ma è evidente che una vittoria di Nicola Zingaretti spianerebbe la strada ad un’intesa forte sulle amministrative e in particolare su Cassino. Considerando che tutti i big sono schierati con il presidente della Regione Lazio. A cominciare da Francesco De Angelis e Antonio Pompeo.

Certamente il Pd non può permettersi la spaccatura della  volta scorsa tra Giuseppe Golini Petrarcone (sostenuto dall’area di Scalia) e Francesco Mosillo (appoggiato da quella di De Angelis). Anche perché il centrodestra ha cambiato “pelle”, ma resta comunque competitivo. Specialmente se a trazione leghista.

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