Top & Flop * Mercoledì 19 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

SILVIO BERLUSCONI

Comunque vada a finire, ancora una volta ha dimostrato di essere… Silvio Berlusconi. Con il partito poco sopra all’8%, con tanti ex fedelissimi che lo hanno abbandonato da un giorno all’altro, con una scissione che ormai starebbe perfino nella logica, lui ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: Mara Carfagna e Giovanni Toti coordinatori di Forza Italia, per arrivare ad un congresso che cambi letteralmente i connotati al Partito.

Prevedendo le primarie e attuando una vera e propria rivoluzione nel metodo e nel merito. Perfino azzerando quel cerchio magico che aveva finito per svuotare il suo stesso ruolo. Giovanni Toti rifletterà molto prima di accettare o meno (potrebbe avere tutto da perdere), ma in ogni caso Silvio Berlusconi ha messo sul piatto una proposta vera. Prendendo in contropiede tutti. Inevitabilmente ci saranno contraccolpi ad ogni livello, anche in provincia di Frosinone. A questo punto chi vuole uscire da Forza Italia dovrà farlo. Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli sono ad un bivio, Claudio Fazzone anche. Ma tutti in generale.

Intanto però Berlusconi continua a sorprendere. Infinito.

GIANFRANCO PIZZUTELLI

Domani mattina a mezzogiorno Debora Patrizi, commissario del Polo Civico a Frosinone, annuncerà in conferenza stampa il passaggio nel movimento del consigliere Francesco Trina, eletto due anni fa con il Nuovo Centrodestra e poi transitato nel Gruppo Misto.

Regia e sceneggiatura di Gianfranco Pizzutelli. Il Polo Civico, che ha un patto federativo con la Lista per Frosinone, arriverà a 7 consiglieri comunali nel capoluogo, potenziando ulteriormente il ruolo di prima forza della coalizione di centrodestra che sostiene Nicola Ottaviani. Poi ci sono pure tre assessori, uno dei quali (Antonio Scaccia) è vicesindaco. Una crescita inarrestabile, con Gianfranco Pizzutelli che non sbaglia una mossa. Neppure nel rapporto con la Lega: sostegno a Cinzia Bonfrisco alle Europee, candidatura ed elezione di Igino Guglielmi alle Provinciali nella lista del Carroccio. Per la candidatura del dopo Ottaviani dirà la sua certamente.

Ben sapendo che nel centrodestra non è possibile fare a meno di lui. Diabolico.

FLOP

DANIELE MAURA

Il neo presidente del consiglio provinciale ha “bagnato” l’esordio nel ruolo con un autogol tanto sciagurato quanto gratuito. Un post su facebook per dileggiare il Lazio Pride, con riferimenti omofobi e soprattutto irridenti. Tipo: io il Carnevale lo festeggio quaranta giorni prima della Pasqua.

Il risultato è stato quello di mettere in una difficoltà politica terribile il presidente della Provincia Antonio Pompeo, costretto a fronteggiare perfino il fuoco amico del Partito Democratico. (leggi qui Maura contro il Lazio Pride innesca la guerra interna nel Pd: fuoco amico su Pompeo) Daniele Maura, fedelissimo del senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, ha provato a difendersi. Producendo però una toppa peggiore del buco. Ha sostenuto che il suo post era a titolo personale e non istituzionale, dal momento che la Provincia ha dato il patrocinio alla manifestazione. Roba da scherzi a parte. L’eco della terribile scivolata è arrivata dappertutto e gli organizzatori del Lazio Pride si sono fatti sentire.

Facebook è un terreno insidioso, soprattutto per i leoni da tastiera. Dategli un tapiro.

DOMENICO ALFIERI

Premessa necessaria: è un’investitura d’ufficio. Cioè: scende nella classifica quotidiana (almeno a nostro giudizio) per il ruolo che ricopre, quello cioè di segretario provinciale del Pd.

Soltanto ieri il segretario regionale del Partito Bruno Astorre era venuto a Frosinone per dire che l’intero partito ha vinto alle comunali e predicando la strada dell’unità. Oggi, non appena è scoppiato il “caso Daniele Maura”, nel Pd si è scatenata una rincorsa a chi arrivava prima sui social network e perfino nei comunicati stampa. Nessuno che abbia riflettuto sul fatto che in questo modo si andava a mettere sotto scacco Antonio Pompeo, sindaco e presidente della Provincia del Pd. Un Segretario politico potrebbe provare a fare delle telefonate preventive, a dettare lui solo la linea, senza rincorrere i talebani dei social network. Oppure si voleva proprio colpire Pompeo. Nell’uno e nell’altro caso il Partito ha dimostrato di essere sempre quello delle correnti, dell’incomunicabilità, dell’ognuno per sé e nessuno per tutti.

Il segretario è come l’allenatore della squadra di calcio. Ne risponde lui comunque. Chi glielo fa fare.

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