Cristofari resta seduto mentre D’Alema fa a pezzi il Pd che l’ha candidato sindaco

di Gianfranco PIZZUTELLI
Coordinatore del
Polo Civico Frosinone

 

 

 

La politica, si sa, è l’arte del possibile. E spesso anche dell’impossibile. In questo quadro può anche succedere che l’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema, in un convegno a Frosinone, faccia a pezzi politicamente il Pd di Matteo Renzi e anticipi il sostegno al candidato sindaco del Pd Fabrizio Cristofari, presente in sala in prima fila. (leggi qui il precedente)

D’altronde, soprattutto se il Movimento Democratico e Progressista non dovesse presentare una lista a sostegno di Fabrizio Cristofari (limitandosi a piazzare propri candidati nelle liste civiche), perché Massimo D’Alema non dovrebbe fare bella figura e dire che non è sua intenzione preconcetta sfasciare il centrosinistra?

Il problema, semmai, è del candidato sindaco che, non dimentichiamolo mai, è stato indicato dal Partito Democratico. Che ha rinunciato a celebrare le primarie e che soprattutto ha “sacrificato” Michele Marini e Norberto Venturi sull’altare di Fabrizio Cristofari.

Rimanere in prima fila mentre il leader del partito Matteo Renzi viene definito inadeguato a governare sia l’Italia che il Partito e viene criticato su tutto (referendum, legge elettorale, Job’s Act, rapporti con l’Europa, politiche economiche) è perlomeno singolare.

Considerando poi che a sostegno di Renzi ci sono tutti i big del partito a livello locale: Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Francesco Scalia, Antonio Pompeo, Nazzareno Pilozzi, Maria Spilabotte. Tutti, nessuno escluso. Curiosamente in questi giorni si chiede proprio ai big di candidarsi al consiglio comunale. A sostenere un candidato sindaco che resta in prima fila ad applaudire Massimo D’Alema che fa a pezzi Matteo Renzi, per il quale loro stanno correndo?

Fermo restando che ognuno fa quello che vuole, resto sempre più convinto che in politica sia la coerenza a fare la differenza e che alle elezioni comunali di Frosinone l’elemento fondamentale sarà rappresentato, più che dai partiti, dalle liste civiche. Vicine ai bisogni della gente e lontane anni luce dalle alchimie della politica.

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