Le birre di Mds: quando la schiuma ha il sapore della gioventù che sfida i limiti

Manuele ed Anthony trasformano l'amicizia in passione comune. E in attività. Con un laboratorio nella quiete periferica di Cassino. E con tre bionde di assoluto rispetto. In attesa che il sogno diventi birrificio.

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

La cosa più appagante di questa rubrica è quella di raccontare storie di giovani che si mettono in gioco, che inseguono una passione. E che fanno di tutto per trasformarla in realtà. Per nostra fortuna viviamo nel Paese più bello del mondo ma per altrettanta sfortuna vivacchiamo in un Paese lento e non a prova di giovani. Un Paese dove le grandi idee fanno fatica ad emergere ed il talento è spesso bloccato da una burocrazia pachidermica.

Per questo il brindisi che mi propongono Manuele ed Anthony con la loro birra ha non solo il merito di rinfrancarmi dalla canicola di un noioso pomeriggio di luglio. Ma ha un sapore di orgoglio e di sfida.

Due ragazzi, Cassino e una passione 

Manuele ed Anthony, il core di MDS

Manuele ed Anthony sono giovanissimi, rispettivamente 22 e 26 anni. Sono di Cassino e sono vicini di casa da quando erano ragazzini. Vivono nella tranquillità della frazione di San Michele, angolo remoto e  leggermente scollinato della città martire.

«Siamo cresciuti in questo pezzetto di città ed è proprio qui che abbiamo iniziato a dare sfogo alla nostra passione. Il nome dell’azienda è proprio dedicato a San Michele (MDS le iniziali Manuele Di Placido San Michele)».

A parlare è proprio Manuele, il più giovane e già attivo da anni con la sua azienda agricola.

«Ho un’azienda biologica nei terreni vicino casa. Olio, ortaggi, miele e vigneti. Con Anthony condividiamo da anni la passione per la birra, soprattutto per quelle artigianali. Dopo aver frequentato qualche corso di mastro birraio abbiamo comprato un piccolo impiantino da cinquanta litri. Poi abbiamo iniziato a fare i primi esperimenti»

Le prime cotte non si scordano mai

E così, Manuele ed Anthony si chiudono nel box accanto casa ed iniziano a sperimentare le prime cotte. Ovviamente come da tradizione le prime cavie sono gli amici e le festicciole.

«Abbiamo iniziato a far assaggiare le prime produzioni agli amici e la cosa funzionava». Così incalza Anthony. «Abbiamo lavorato tanto per cercare di fare dei prodotti che potessero essere il più possibile equilibrati e di facile presa. Tuttavia senza rinunciare al nostro modo di fare e pensare la birra».

Nascono così le prime creature made in MDS, Alpha, Beta e Gamma. «Abbiamo scelto una facile nomenclatura, sperando di poterne fare tante altre ed andare avanti con l’alfabeto!».

Una locanda targata MDS

Le birre Gamma e Beta di MDS

Manuele ed Anthony si dimostrano preparati ed estremamente appassionati ma al tempo stesso consci di essere agli inizi e di doversi ancora affidare a collaborazioni locali.

«Non vogliamo fare il passo più lungo della gamba. Non abbiamo ancora la struttura per poter fare tutto nel nostro box, infatti ci appoggiamo al birrificio Eureka di Castrocielo per completare la nostra filiera. Con il nostro impianto facciamo le nostre ricette, diamo sfogo alle nostre idee. E le portiamo a Rocco Piccirilli per tutto il resto. Ovviamente la lavorazione è seguita punto per punto da noi, siamo sempre fisicamente presenti. Perché comunque vogliamo che sia un prodotto nostro al 100%».

Ma l’appetito vien mangiando. «Il progetto è quello di un birrificio tutto nostro, una locanda MDS aperta al pubblico. Con produzione, vendita e degustazioni di birra con prodotti tipici locali. Un posto dove poter dare veramente sfogo a tutto ciò che sentiamo. E dove poter sperimentare sempre. In più dove la gente possa bere e degustare con tranquillità».

Le birre: tre lettere ‘selezionate’

La Goldena Ale Beta e la strutturata 3 luppoli Gamma

L’inizio promette bene, le birre che assaggiamo sono di tutto rispetto e partono tutte da ingredienti selezionati provenienti dall’azienda agricola di Manuele

Alpha è la birra estiva per eccellenza. Saison chiara, leggera ed immediata, fedele rappresentante dell’azienda. Perché è fatta con il miele ed il coriandolo coltivati in loco. Gli aromi si sentono e la bevibilità è garantita! 

Beta è una Golden Ale dal colore biondo, corposa quanto basta e dal sorso pieno. Un tantino più strutturata rispetto ad Alpha, lavorata con il luppolo Mandarina Bavaria. E si sente. Emergono infatti sentori floreali, spezie ed agrumi, che rendono la bevuta davvero fresca e piacevole. Da bere con formaggi di media stagionatura o con piatti di carne bianca. Cucinati magari con erbe aromatiche, si sposano benissimo con gli aromi della birra. 

Dal chiaro al miele, fino ai 3 luppoli

FOTO © CANSTOCKPHOTO

Gamma è la mia preferita, ma ammetto di essere di parte perché amo le IPA. E Gamma è una di quelle IPA che non colpiscono per immediatezza ma ti conquistano sorso dopo sorso. IPA a tre luppoli (Chinook, Cascade, Centennial) , più scura e corposa. Con schiuma abbondante, sorso complesso e decisamente speziato, amarognolo nel finale. Da bere con un bel tagliere di salumi e formaggi. Ma anche primi piatti piccanti e speziati, carni arrostite o meglio ancora affumicate. 

Un brindisi dunque a questi ragazzi. Sperando di poter presto bere in un birrificio targato MDS! Consiglio di bere le birre di MDS con Devil’s Grin di Cory Marks in sottofondo. Southern Rock e birra vanno sempre a braccetto!