Raffaellesca, una birra a tutta… cannabis (Nunc est bibendum)

La storia di Cannaceutica. Produzioni agricole ricavate dalla canapa in piena Valle di Comino. Le incomprensioni iniziali. Ora l'olio e la farina. Ma soprattutto... Raffaellesca, la birra con la cannabis

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

La vita spesso è strana, indecifrabile, sorprendente. Succede che per puro caso, passeggiando per un mercato domenicale, incontro due ragazzi che vendono alcuni prodotti “inediti“. Mi ci fermo a parlare, incuriosito. Loro sono Demetrio e Raffaella e vendono prodotti realizzati con i semi di canapa.

La curiosità è tanta, anche perchè tra questi prodotti c’è anche una birra (he he…). Due chiacchiere e subito prendiamo appuntamento. 

L’incubo e la risalita

Demetrio e la sua produzione

L’azienda nasce nel 2019 a Gallinaro, nel cuore della Val di Comino. Ma la storia ha ormai più di un lustro ed è la dimostrazione palese del fatto che la vita ti sorprende anche partendo da situazioni non proprio piacevoli.

Succede che nel 2013 il nostro Demetrio è vittima di un incidente stradale serio: rottura dell’anca e lesione parziale del nervo sciatico. La riabilitazione è lunga e fastidiosa, i dolori sono lancinanti.

«È stato un periodo durissimo perchè non sapevo cosa fare – ricorda Demetrio – avevo dolori forti e molto fastidiosi. Tutti gli antidolorifici del mondo non avevano effetto. Per puro caso (di nuovo) in ospedale c’era un medico colombiano che mi ripeteva sempre che mi serviva la “Maria”. Io ci ridevo su ma poi ho provato ed effettivamente era l’unica sostanza che riusciva a calmare totalmente i miei dolori e a farmi vivere normalmente».

«Da allora mio padre, medico, mi ha prescritto il Bedrocan, preparazione galenica che si trova in farmacia e la mia vita è cambiata totalmente. Non tanto per il farmaco in se ma perchè mi si è aperto un mondo, affascinante e poco esplorato come quello della canapa“.

Grazie a questo incidente, comincia per Demetrio una nuova vita dedicata alla canapa e alle terapie tout court. Inizia ad informarsi seriamente sulle varie tipologie di piante della famiglia Cannabis e allo stesso tempo intraprende un percorso di studi universitari che lo porta alla laurea in Fisioterapia. 

Gli inizi e i…fraintendimenti!

La piantagione

Appurate le potenzialità terapeutiche della Canapa, Demetrio inizia a concentrarsi e a porre la sua attenzione nell’agro-alimentare. Ma la canapa ha sempre quella “foglia particolare” che ricorda la marijuana. E gli inconvenienti sono dietro l’angolo.

«La mia idea era quella di esplorare l’enorme comparto agroalimentare che poteva e che può ancora svilupparsi con la canapa. Si possono ottenere prodotti di assoluto valore nutrizionale tramite la lavorazione dei semi. Ma occorre una legiferazione seria che in Italia ancora non c’è, le regole sono confuse ed io per primo ne ho pagato le conseguenze».

Succede infatti che Demetrio inizia a piantare i primi semi di canapa e va subito a dichiarare tutto ai carabinieri della zona, dicendo che aveva delle piante di canapa in un terreno vicino casa. Le piantine crescono e quella “foglia particolare” gli costa il sequestro di tuttalapiantagione ormai bella e sviluppata.

Le piante vengono scambiate erroneamente per marijuana.

Addirittura arrivano tre giorni di domiciliari fino a che il giudice non lo scagiona da tutte le accuse. Appura la totale regolarità sia delle piante che della loro detenzione.

Le piante ovviamente non mi sono state mai restituite ed ho dovuto ricominciare tutto da capo!“. Demetrio però non si perde nello sconforto e ricomincia a piantare. Siamo arrivati ad inizio 2019 e nasce finalmente Cannaceutica.

L’azienda

I prodotti cannaceutica

La domanda mi esce spontanea: non stiamo parlando di sostanze stupefacenti, la Canapa non è la marijuana. Condividono la stessa famiglia, la quantità di THC è totalmente differente. Ma dopo la disavventura del sequestro, il nome Cannaceutica non è un tantino provocatorio?

Demetrio sorride. «Beh in effetti può esserlo… È un nome che racchiude l’essenza della mia ricerca e dei miei intent: è un misto tra Cannabis e Farmaceutica ed è proprio quello che volevo trasmettere. E poi siamo nel 2020, è risaputo che la Canapa abbia effetti terapeutici»

«È una pianta che può essere sfruttata in tantissime maniere. È riduttivo pensarla solo come una potenziale droga. Ed è frustrante che ancora non ci siano leggi adeguate nel nostro Paese. Soprattutto è brutto sapere che sia ancora molto nelle mani della criminalità“.

In Italia sono circa dodicimila gli agricoltori che lavorano i semi della canapa. Se la normativa venisse semplificata tenendo conto delle potenzialità in campo tessile ed alimentare si aprirebbe un indotto senza precedenti.

Farina e olio

Cannaceutica, uno dei campi

Come Cannaceutica, Demetrio ha iniziato a lavorare i semi di canapa per produrre una farina per uso alimentare e l’olio di semi.

La curiosità è stata forte, ho assaggiato l’olio con la pasta in bianco, a crudo ed è davvero buonissimo: scuro di colore e  con un sapore di canapa veramente forte. Non ne va usato molto a dire la verità ma quel tocco è veramente interessante perchè anche l’odore è intenso. Oltretutto è ricco di Omega 3, quindi è anche salutare.

Come l’olio extravergine d’oliva anche l’olio di semi di canapa ha proprietà cosmetiche notevoli, infatti può essere utilizzato anche in altri modi.

Poi abbiamo altri prodotti realizzati in collaborazione con altre aziende del territorio o comunque di regioni limitrofe: i biscotti, prodotti di cosmetica, inflorescenze femminili, confetture, cioccolata senza glutine, un digestivo flambè. E…per finire Raffaellesca, una birra artigianale fatta con i semi e le foglie delle piante di Cannaceutica in un birrificio abruzzese.

Raffaella è la compagna di Demetrio e questa è una bottiglia a lei dedicata. Una birra molto interessante, Golde Ale dal colore dorato, sapore intenso, morbido. Una grande bevuta perchè anche in questo caso puoi goderti una birra bevibilissima con i sentori di canapa sempre presenti.

Ottima a mio avviso per essere bevuta con dei formaggi semi stagionati di cui la Val di Comino è piena. 

Prodotto tipico della Val di Comino

La birra Raffaellesca, prodotta con la canapa di Gallinaro

Occhio cari lettori, il punto è proprio questo. Entrare nell’ottica che la canapa sia a tutti gli effetti un prodotto tipico locale, alla stregua dei Cannellini di Atina e del Pecorino di Picinisco. Perchè la canapa qui aveva una tradizione secolare.

«Il mio percorso è ancora molto lungo e tortuoso perchè ci sono i pregiudizi da demolire, puoi parlare quanto vuoi di Cannabis Sativa ma il pensiero va sempre a finire alle droghe leggere e questo è un male per il nostro territorio. Ma io non sto facendo altro che cercare di riconquistare ciò che era già nostro da secoli, la Val di Comino fino agli inizi del secolo scorso era piena di coltivatori di canapa, il lago di Posta Fibreno ne era pieno.

«All’epoca l’Italia era il primo produttore internazionale per qualità e per quantità era seconda solo alla Russia, poi tutto è svanito. Ma è ora di invertire la tendenza, c’è troppo potenziale per sprecarlo!».

La mission di Demetrio è questa. Consiglio la bevuta di Raffaellesca e la lettura di questo articolo con “Stay Free” dei Clash in sottofondo.