Pensieri & Parole su Frosinone-Palermo (di A.Biagi)

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Pensieri & Parole su Frosinone-Palermo a riflettori spenti e pallone lontano dall'erba: il primo vero tiro arriva solo nel secondo tempo. I fischi e la classifica bugiarda

Alessandro Biagi

Pensieri & Parole a palla lontana dal campo

SESSANTACINQUESIMO

È il minuto del primo vero tiro in porta del Frosinone. I canarini hanno avuto enormi difficoltà offensive contro gli isolani, soprattutto nei primi 45’ di gioco. Merito di una retroguardia palermitana che vale più della media della categoria e di un tridente offensivo ciociaro a dir poco abulico. Contratto nella manovra, sterile nel produrre gioco e chiare azioni offensive. Un tridente senza mordente, nel quale la “freccia” Dionisi è apparsa spuntata. Aspettiamo a farne un caso, il giocatore sconta anche la lunga squalifica che ha rallentato la sua crescita in un reparto che nel contempo ha sofferto anche l’assenza per qualche patita di Ciofani.

IL CONFRONTO CON I TIFOSI

Vedere giocatori professionisti chiamati sotto la curva da tifosi per rendere dei cosiddetti “chiarimenti”, fa tristezza.

Sono dei professionisti, con tutti i risvolti che il termine implica. La loro è un’obbligazione di mezzi, non di risultato, ma la legge spietata dello sport chiede solo risultati. Ai tifosi il diritto/dovere di criticare, di fischiare, senza timore che poi “qualche giocatore vada in depressione”, come pure in passato si è sentito dire.

Ruoli diversi, convergenti verso un unico obiettivo, la vittoria.

LA CLASSIFICA

Bugiarda. Il Frosinone non merita la posizione che occupa. Due punti in quattro partite è media da retrocessione, ma evidentemente le avversarie hanno dimostrato di non saper far meglio. In una situazione del genere perdere punti per strada può pesare il doppio. Per fortuna quello di Frosinone-Palermo è stato un punto guadagnato e non perso, perché il Palermo il suo gol su azione, all’84’ con Rispoli, lo aveva segnato, con la difesa canarina a prendere farfalle. Fortuna ha voluto che la parabola dall’angolo aveva superato di qualche centimetro la linea di fondo.

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