Hide Vitalucci, il “piccolo samurai” è capocannoniere

L’attaccante italo-giapponese ha vinto la classifica marcatori del campionato Primavera. La bella storia di un talento che il club giallazzurro ha saputo valorizzare. Trequartista ed attaccante, è cresciuto nel Paese del Sol Levante.

Alessandro Salines

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È il “piccolo samurai” del Frosinone. O la “perla del Sol Levante”. Qualcuno lo ha già accostato a Nakata. Altri lo hanno ribattezzato il giovane “imperatore del gol”. Soprannomi e paragoni si sprecano e si potrebbe andare ancora avanti. Lui è Hide Kengei Vitalucci, 19 anni, italo-giapponese, laureatosi capocannoniere del campionato Primavera con 14 reti in 20 gare.

Un titolo prestigioso che impreziosisce il campionato del Frosinone, piazzatosi al quinto posto dopo l’ultima gara di recupero pareggiata martedì a Pisa. Vitalucci è un “diamante” ancora grezzo ma già prezioso che il club giallazzurro si ritrova tra le mani proprio alla vigilia della stagione che inaugurerà la politica dei giovani.

La sua storia può rappresentare il migliore spot di questo nuovo corso della società ciociara.

IL DESTINO NEL NOME

Hide Vitalucci

Hide in giapponese significa “eccellenza”. Un segno del destino. Vitalucci è cresciuto a Nagoya, quarta città del Giappone, dove sono di base la Toyota e la Mitsubishi Motors.

Hide, doppio passaporto, inizia a giocare nelle giovanili del Grampus Nagoya, club di Serie A, allenato tra l’altro dall’italiano Massimo Ficcadenti. Nel 2019 viene scovato dal Frosinone che non si fa scappare l’occasione di prendere un ragazzo di talento.

Viene catapultato in un altro mondo: Nagoya è a 14 ore di volo da Roma ed ambientarsi è complicato. Ma il valore di Vitalucci è indubbio. Luigi Marsella, tecnico della Primavera, scudetto e Supercoppa con gli Allievi nel 2012, un maestro del calcio giovanile, sa come fare. Sa crescerlo e valorizzarlo. (Leggi qui A Frosinone è tornata la… Primavera. La “cantera” conquista la ribalta).

Giocava in un club professionistico giapponese – ha raccontato Marsella al sito ufficiale del club – Arrivò grazie ad una bella combinazione: l’ex vice di Stellone nel Frosinone, Giorgio Gorgone, è amico del papà e lo consigliò a noi dopo che lo stesso genitore gli chiese di visionare alcuni video. Il direttore Salvini lo valutò attentamente in uno stage e dette il benestare. Davvero un buon giocatore, piacque moltissimo anche a me”.

Dalla cintola in su è in grado di giocare in qualsiasi ruolo: trequartista, seconda punta ed attaccante esterno. Alla fine colleziona 17 presenze e 6 reti ma il campionato si ferma per la pandemia. La ciliegina la mette in Coppa Italia siglando la doppietta (conclusione da fuori area e pallonetto) che elimina l’Inter agli ottavi di finale.

LA CONSACRAZIONE

Hide Vitalucci

La stagione appena conclusa lo lancia definitivamente malgrado le difficoltà di un campionato segnato dal covid. A dicembre finisce anche nell’orbita della prima squadra senza esordire (va in panchina contro la Spal allo “Stirpe”).

Trequartista nel 4-2-3-1 o attaccante esterno, Vitalucci sfodera tutto il suo repertorio: destro micidiale, rapidità, dribbling, strappo secco e progressione, tanta abilità tra le linee.

I numeri poi schiacciano le parole: 14 gol in 20 gare con 2 assist e titolo di capocannoniere. A segno anche in Coppa Italia (1 marcatura in 2 partite). Le sue reti sono autentiche perle, cliccatissime nei video sul web dove ha spopolato ad esempio il gol realizzato da 50 metri al Pisa. Il Frosinone si piazza al quinto posto e se non ci fosse stato il cambio di formula avrebbe disputato i playoff. E per Vitalucci sarebbe stata un’altra vetrina dove confermare il suo valore.

Ora il futuro: il bomber italo-giapponese dovrà essere messo sotto contratto per respingere così le attenzioni di tanti club e molto probabilmente dal 4 luglio sarà agli ordini di Fabio Grosso.

Il “piccolo samurai” è pronto per diventare grande.     

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