Stirpe, il presidente con un altro passo: come Merckx (di A.Salines)

Alessandro Salines

Lo sport come passione

 

di Alessandro SALINES
Giornalista in zona Cesarini

 

Ha un altro passo. Come Eddy Merckx, il ‘cannibale’ del ciclismo che negli anni ’60-70 era praticamente imbattibile. Maurizio Stirpe, il presidente e l’anima del Frosinone, sta davanti a tutti. A prescindere per citare il grande Totò. Diciamo la verità: se le sue squadre avessero sempre avuto la stessa marcia del patron i risultati sportivi sarebbero stati ancora più importanti. E più in generale se la politica e buona parte dell’imprenditoria ciociara viaggiassero alla sua velocità e fossero lungimiranti tanto quanto lui, questa provincia avrebbe meno guai. Ma questi sono altri discorsi.

 

E così archiviata la stagione scorsa con il suo epilogo acido, il numero uno giallazzurro proietta il Frosinone nel futuro. Oltre il prossimo campionato. Oltre lo stadio, altro capolavoro della sua presidenza. Come d’altronde ha sempre fatto nei suoi 14 anni alla guida del club, il presidente ha cercato di tenere le società al passo con i tempi. Come un’azienda vera e propria. Rigore, investimenti, ambizione ed obiettivi precisi. Ma quella illustrata all’hotel Fonte Olente di Ferentino l’altro giorno è un’autentica rivoluzione copernicana.

 

La vera grande novità della prossima stagione se qualcuno non lo avesse ancora capito. La società ha cambiato pelle. Un Frosinone 2.0.

 

Il management ed i collaboratori avranno maggiori responsabilità. Non a caso ci sono stati alcuni innesti importanti e cambiamenti. E’ arrivato Salvatore Gualtieri, ex presidente del Crotone e già vice presidente della Lega che dirigerà l’area comunicazione-marketing-rapporti istituzionali. Per la prima volta è stato inserito un giornalista professionista (Giovanni Lanzi) nell’ufficio stampa. Il direttore generale Ernesto Salvini è stato riportato nel suo habitat naturale, ovvero il campo e le questioni tecniche. La delicata gestione del nuovo stadio ‘Benito Stirpe‘ e degli impianti è stata affidata addirittura al vice presidente e socio Vittorio Ficchi.

 

Stirpe quindi ha ridisegnato la società in quattro aree (stadio, marketing-comunicazione-rapporti istituzionali, tecnica e finanza) che dovranno viaggiare con le proprie gambe, lavorando in parallelo ed in sintonia. La proprietà resterà sullo sfondo come d’altronde accade nei grandi club italiani ed europei. Traccerà le linee programmatiche senza invadere più di tanto i vari settori.

 

Le quattro aree dovranno produrre valore e per questo servirà un salto di qualità delle varie componenti. Una struttura orizzontale e non più verticale come lo è stato finora. «Abbiamo voluto avere l’ambizione ed anche la presunzione di provare a fare un vero salto di qualità – dichiara Stirpe al sito ufficiale della società – Passare ad una gestione differente, più profonda come ho avuto già modo di spiegare nel recente passato. Una gestione dove la responsabilità è ripartita sulle Aree».

«Con l’obiettivo di spersonalizzare la gestione operativa del Frosinone dalle sorti della proprietà. Mentre la proprietà – prosegue – deve seguire un certo percorso, la gestione operativa deve contenere elementi si stabilità che andranno ad intersecarsi con il progetto del crowdfunding che lanceremo ad ottobre».

 

E non è tutto. Il presidente ad ottobre lancerà l’azionariato popolare dopo i primi confortanti sondaggi effettuati on line. Ritiene che sia lo strumento più giusto per allargare la base societaria. Il futuro passerà per un club con tanti padroni. Stile Barcellona.

 

«Serve a legare i tifosi con la società in coerenza con i discorsi che ho sempre fatto: perché non va mai dimenticato che i tifosi sono i veri proprietari della società, questa partecipazione li rende sempre più attivi e marca il loro senso di appartenenza», spiega il presidente a frosinonecalcio.com.

 

Altra novità è il ‘Frosinone Calcio Experience‘, un progetto di marketing a vasto raggio messo a punto da Gualtieri. La società cercherà di valorizzare il proprio marchio attraverso iniziative culturali, sociali e solidali. I giovani ed il mondo della scuola saranno in primo piano. Come i tifosi. Il brand-Frosinone dovrà poi varcare i confini nazionali. Sarà rilanciato il merchandising con una nuova linea di prodotti ed uno store di proprietà.

 

E’ un progetto a dir poco ambizioso e quindi di difficile realizzazione che metterà a dura prova la professionalità di dirigenti, collaboratori, tecnici ed atleti del Frosinone. Tutti sono coinvolti ed ognuno dovrà dare qualcosa di più come si aspetta il presidente.

Per lui è questa la strada maestra per far sì che la società possa avere un futuro radioso e raggiungere i risultati finanziari e sportivi sperati.

Gli scettici affermano che si tratta di una rivoluzione troppo grande per una realtà come Frosinone.

Ma se ci crede Stirpe c’è da fidarsi. Lui viaggia ad un altro passo. Sta davanti a tutti. Sempre e comunque.

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