Dal 18 giugno al 5 agosto: cinquanta giorni tra promesse mancate, presidio sotto il sole, un vertice fallito, il duello a distanza tra Querqui e Rocca e un Consiglio Regionale straordinario. Poi la delibera. La domanda che resta: senza quelle tende, sarebbe andata così?
Alessia Savo
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L’atto ufficiale della Regione Lazio del 5 agosto trasforma le rassicurazioni del Governatore in un iter amministrativo pronto a partire. La Direzione Salute conferma la riconversione in Casa di Comunità Hub, sblocca i fondi e chiede alla ASL la progettualità da porre a base di gara. La vittoria del pragmatismo sulle polemiche estive.
Il presidente del circolo cittadino di FdI pubblica un video-requisitoria contro l’amministrazione Querqui: sanità, tributi, servizi sociali, scuole, ambiente e decoro. Minaccia segnalazioni ad ANAC, Corte dei Conti e Prefetto. Ma il sindaco non era solo: il PD era a Ceccano, solo senza clamore. E intanto FdI si mostra unita con Ruspandini, Savo e Maura.
Seduta accesa a Palazzo Antonelli, interamente dominata dal dibattito sull’ex ospedale. La minoranza demolisce il presidio come «demagogia». La maggioranza fa quadrato. Querqui fissa il paletto: «In ballo i servizi di 50mila cittadini. La Regione metta nero su bianco la Casa di Comunità». I retroscena: Aceto e Savoni in sala, il PD che lascia solo il sindaco.
Il Governatore annuncia sette medici, continuità assistenziale dal 3 agosto, bonifica dell’ex ospedale e 20 posti per l’Ospedale di Comunità. Poi l’affondo sul sindaco: «Cerca visibilità». Solo 3 sindaci alla riunione di Querqui. E chi non va prepara un documento di fiducia a Rocca. I rischi per il gazebo. Il consiglio di Lampazzi: spostare tutto a settembre
Uno spiraglio sembrava essersi aperto dopo il vertice tra Querqui, il direttore generale della ASL Cavaliere e il consigliere Maura. Ma il presidente Rocca non ha firmato. Il presidio permanente rilancia e si prepara a coinvolgere i sindaci del territorio. Maura risponde: gli impegni ci sono, ora smontate le tende. Querqui non si muove: prima la carta.
Il sindaco apre il presidio davanti alla Casa della Salute con toni duri: chiama in causa Mauro, Ruspandini e Rocca. L’opposizione di Liburdi replica: la protesta è propaganda, la struttura aprirà tra qualche settimana perché la Giunta Rocca ha già deciso tutto. E nel retroscena FdI si ricompatta: Liburdi con Aceto e Righini, in attesa che la delibera arrivi e il caso si chiuda
Il sindaco di Ceccano mantiene l’impegno. Da domani scatta il presidio permanente per protestare contro la soppressione dei servizi sanitari in città. Mentre a Frosinone e Pontecorvo il presidente Rocca va ad inaugurare le nuove strutture. “Ed è pure cittadino onorario di Ceccano”. Ma per il centrodestra “è colpa delle amministrazioni Zingaretti”
Mentre la ASL vara l’avviso per 84 ore settimanali di copertura medica, Savo gela il Comune: «Il Sindaco sapeva già tutto». Liburdi cita House of Cards. Del Brocco stronca «la parabola del bravo ragazzo». Battisti chiede l’audizione. E Ruspandini tace.
Sul caso del Pat di Ceccano la Regione replica duramente al sindaco Querqui. Alessia Savo rivela che il Comune era già informato delle soluzioni in arrivo e accusa l’Amministrazione di alimentare allarmismi. Federica Aceto rilancia lo scontro politico, mentre il dibattito sulla sanità entra nella sua fase più aspra.
Il PAT chiude il 1 luglio senza che l’Ospedale di Comunità sia ancora aperto. Il patto con la Regione si è sciolto come neve al sole. Dal 15 luglio presidio permanente alla Casa della Salute. E Querqui allarga il fronte: chiama a raccolta i sindaci della Valle del Sacco.
Cirillo si dimette da segretario dell’Ufficio di Presidenza e invoca l’articolo 33 del regolamento: l’intero Ufficio è decaduto, bisogna ricostituirlo subito. La strategia attendista di Mastrangeli rischia di andare in pezzi a tre giorni dal Consiglio del 3 luglio.
Il vertice tra il sindaco di Ceccano e la presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. Il Comune incassa le rassicurazioni che chiedeva sul suo ospedale. Si smontano le barricate. Ma FdI ieri aveva giocato d’anticipo
FdI prende la vicepresidenza e congela la resa dei conti: Di Stefano resta in gioco. Dopo un confronto interno tra diverse sensibilità del Partito, via libera all’ingresso nell’esecutivo provinciale. Cardinali già nominato vice. Scelta non vincolante sulla candidatura del prossimo presidente
Doppio scenario tra Sora e Palazzo Iacobucci: Fratelli d’Italia si divide su Luca Di Stefano per la rielezione, Lega e Forza Italia aprono, il Pd resta ambiguo. Partita aperta sulle Provinciali 2027 e sugli equilibri del centrodestra.
I vertici regionali di Fratelli d’Italia hanno ufficializzato l’ingresso nel partito del sindaco di Isola del Liri che avrà un ruolo di primo piano. L’assenza di Daniele Maura e Alessia Savo alla presentazione non sono passate inosservate. Così come il video di Ruspandini. Trancassini getta acqua sul fuoco. E ora si attendono le mosse del Pd: o dentro o fuori
Approvata la riforma sui reati agroalimentari: pene più dure, controlli rafforzati e tutela del Made in Italy. Protagonista Aldo Mattia, che rafforza il suo profilo politico tra territorio e scenari futuri.
La ZES del Mezzogiorno crea una frattura tra territori confinanti. La Regione Lazio interviene con 6 milioni per i piccoli Comuni esclusi, puntando a riequilibrare gli effetti. Ma la partita sullo sviluppo resta aperta.
Al giro di boa della legislatura nessuna sorpresa nei 17 organismi. All’esito delle votazioni in Consiglio non cambiano i vertici, ma solo 6 nuovi vice. La maggioranza ha voluto salvaguardare la tenuta della coalizione rispetto alle ambizioni dei singoli partiti. Il colpo doppio di Maura
Il nuovo Consiglio provinciale segna lo spostamento del baricentro politico verso destra: Fratelli d’Italia conquista quattro seggi. Il Pd resiste grazie a Cassino e a Enzo Salera, che però apre subito lo scontro interno.
























