I protagonisti del giorno. Top e Flop del 16 maggio 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

GIANNI LETTA

Lui non ha mai interrotto il filo diretto con Matteo Renzi, neppure dopo il naufragio del patto del Nazareno. Lui è quello che ha accompagnato tutta la carriera (non solo politica) di Silvio Berlusconi. E se Berlusconi è stato soprannominato Sua Emittenza, per Gianni Letta l’appellativo è stato Sua Eminenza. Cardinalizio nei modi, curiale nell’argomentare, micidiale nel vincere tutte le partite con lo “scacco matto”. Ora sta cercando di avvicinare Forza Italia al Governo.

Gianni Letta con Berlusconi

La Repubblica ha scritto: «La segretaria, la fedelissima Lina, ha ripreso a telefonare ogni mattina in sequenza. Ufficio Fininvest, Largo del Nazareno, cuore di Roma, a pochi metri dalla sede Pd.

“La chiamo da parte del Dottor Gianni Letta, glielo passo”. Raccontano che quelle chiamate nelle ultime settimane si siano fatte sempre più frequenti, con due interlocutori in particolare. Il premier Giuseppe Conte, in primo luogo. E Matteo Renzi, subito a seguire».

Se c’è uno che può riuscirci, quello è il Dottore.

Il ritorno degli Dei.

WALTER RICCIARDI

Il consigliere del Ministero della Salute per l’emergenza Coronavirus ha rotto il fronte del silenzio e del buonismo. Dicendo: «L’epidemia in Lombardia non è mai finita, anche in Piemonte. Stiamo parlando ancora di numeri a 3 cifre».

Walter Ricciardi

Lo ha fatto durante il webinar “Il futuro delle politiche sanitarie in Italia e in Europa”. Affermando: «In Italia c’è un “caso” Lombardia, e probabilmente anche un “caso” Piemonte. In altri Paesi, con questi numeri, sarebbero tornati al lockdown».

Per Ricciardi la Fase 2 dovrebbe essere caratterizzata dalle aperture differenziate, a seconda del quadro epidemiologico delle regioni.

Ha spiegato: «È stata da sempre la mia linea. È ovvio che le decisioni si devono basare sulla situazione epidemica. Se tu hai una situazione sotto controllo, con zero casi in alcune regioni, e queste regioni sono a centinaia di km di distanza dalle zone in cui c’è alta circolazione del virus, perché devi tenere bloccate le fabbriche, gli esercizi commerciali o perfino le scuole.

Bocca della verità.

FLOP

ROBERTA LOMBARDI

Non è per quello che ha detto. Ma per quando lo ha detto. Roberta Lombardi, capogruppo dei Cinque Stelle alla Regione Lazio ha affermato: «Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali ho definito Zingaretti “commissario liquidatore della Sanità del Lazio”, per i tagli draconiani che hanno interessato negli ultimi dieci anni il nostro Sistema Sanitario Nazionale e che hanno raggiunto il proprio acme a livello regionale. Basti pensare che le recenti nuove assunzioni di medici e operatori sanitari, fatte sia a livello nazionale che a livello regionale per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19, corrispondono appena alla metà del personale diminuito in dieci anni».

Roberta Lombardi © Paola Onofri, Imagoeconomica

«Ora bisogna ricostruire la sanità pubblica, puntando su una rete ospedaliera strutturata territorialmente e su un modello di prossimità assistenziale. In questo caso, “piccolo è bello” e necessario. Zingaretti smetta di essere liquidatore e diventi promotore di una nuova sanità di prossimità».

Ma per i Cinque Stelle Zingaretti è il segretario nazionale di un Partito alleato oppure un avversario da combattere politicamente?

La ricreazione non finita.

SALVINI-MELONI

Giorgia Meloni ha annunciato di prima mattina: «Una mobilitazione nel giorno della Festa della Repubblica, per dare voce a tutti i cittadini italiani nel rispetto delle regole, aperta all’apporto di tutto il centrodestra». Una mobilitazione per il 2 giugno. Nel pomeriggio stesso annuncio di Matteo Salvini: «Una manifestazione di piazza a Roma rispettando le regole, per aiutare l’Italia e gli Italiani».

Giorgia Meloni con Matteo Salvini © Imagoeconomica

Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) alza la voce: «Mi meraviglia questa gara, questa rincorsa degli amici della Lega per una iniziativa che è stata pensata da tempo da Fratelli d’Italia e inserita questa mattina anche in un ordine del giorno dell’esecutivo del partito. Mi sembra una gara ridicola. Se davvero, e mi auguro di sì, gli amici della Lega e di tutto il centrodestra intendono aderire a questa iniziativa e promuoverla sono certo che Giorgia Meloni ne sarà felice. Non c’è bisogno di questa rincorsa».

La rincorsa testimonia la spaccatura tra Lega e Fratelli d’Italia. Nessuna adesione da parte di Forza Italia. Giorgia Meloni e Matteo Salvini vogliono mettere il capello sulla prima manifestazione di piazza ai tempi del Coronavirus.

Divisi alla meta.

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