I protagonisti del giorno. Top e Flop del 21 gennaio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

LORENZO GUERINI

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha incontrato a Baghdad il primo ministro dell’Iraq Adel Abdul Mahdi. Ha detto Guerini: “Continueremo a sostenere il popolo iracheno attraverso la nostra attività di addestramento e assistenza”. Auspicando anche che l’attività di training, attualmente sospesa dopo le tensioni Usa-Iran, riprenda al più presto. 

Lorenzo Guerini. Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

In un Governo dove tutti sono impegnati ad attaccare gli alleati, a marcare le distanze e a mettere le bandierine, Guerini è uno dei pochi (non il solo) che fa il ministro. Con tanta sostanza e poca forma. Il fatto stesso di aver pensato di andare in Iraq in questo momento testimonia che la “stoffa” c’è.

Cavallo di razza.

ANTONELLO IANNARILLI

Nel Faccia  a Faccia con Alessio Porcu a Teleuniverso ha detto due cose. La prima è che si candiderà alle prossime elezioni Regionali nella lista di Fratelli d’Italia, in ticket con Alessia Savo.

Antonello Iannarilli

Poi ha rivelato che in Forza Italia fu organizzata una vera e propria “imboscata” per segare le gambe Gianluca Quadrini ed impedire che venisse candidato. “Fu Mario Abbruzzese a mettere il veto sulla candidatura di di Quadrini: lo disse a Claudio Fazzone”.

A Iannarilli il coraggio e la franchezza non sono mai mancati. Ha ricoperto ogni ruolo: parlamentare, assessore e consigliere regionale, presidente della Provincia e tanto altro ancora. È stato il leader indiscusso di Forza Italia in Ciociaria negli anni d’oro del berlusconismo. Adesso è in Fratelli d’Italia, dove si è messo in fila come sanno fare soltanto quelli che hanno davvero istinto politico. Ma questo non significa che vuole fare il gregario.

In una politica dove tutti si nascondono e parlano d’altro, lui esce allo scoperto e anticipa gli scenari. Uguale a sé stesso.

FLOP

LUIGI DI MAIO

È pronto a fare un passo indietro. E i rumors impazzano. Domattina, secondo quanto riferisce l’Adnkronos, il ministro degli Esteri ha convocato alle 10 a Palazzo Chigi ministri e viceministri.

Luigi Di Maio. Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Lì, in quella sede, come scrive il Corriere della Sera, “dovrebbe annunciare la nuova fase del Movimento, a partire dalle sue probabili dimissioni come capo politico. Il leader poi nel pomeriggio è atteso alla presentazione dei facilitatori regionali: in quella sede dovrebbe annunciare le novità”.

Se anche Luigi Di Maio non dovesse dimettersi, è evidente che l’anticipazione de Il Fatto Quotidiano di qualche settimana fa non solo ha colto nel segno, ma ha scosso dalle fondamenta la leadership di Luigi Di Maio.

Ormai è comunque isolato all’interno del Movimento. Viale del tramonto.

VIRGINIA RAGGI

Sono stati 12 i consiglieri del Movimento Cinque Stelle, su un gruppo di 26, che hanno votato a favore, insieme alle opposizioni, delle due mozioni proposte da Fratelli d’Italia e dal Partito Democratico per chiedere il ritiro della delibera della giunta presieduta da Virginia Raggi, che indica Monte Carnevale come sito per la realizzazione di una discarica. (leggi qui I rifiuti di Roma nella nuova discarica di Lozza. E Raggi va due volte ko).

Virginia Raggi © Imagoeconomica / Paolo Cerroni

La Raggi è andata sotto per due volte. Una Caporetto. Successivamente i consiglieri di maggioranza le hanno rinnovato la fiducia chiedendole, però, di rivedere la scelta di indicare Monte Carnevale come sito per il nuovo invaso, come stabilito dal voto favorevole alle due mozioni.

I consiglieri grillini che hanno votato con le opposizioni sono: Roberto Allegretti, Agnese Catini, Andrea Coia, Roberto Di Palma, Daniele Diaco, Simona Donati, Paolo Ferrara, Simona Ficcardi, Eleonora Guadagno, Cristiana Paciocco, Sara Seccia e Angelo Sturni. Altri tre pentastellati si sono astenuti. Soltanto sei invece hanno votato a favore della mozione.

La sindaca Virginia Raggi è stata sfiduciata dai suoi. Ma resterà al suo posto. Kafkiana.

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